Il termine acne si riferisce ad una malattia della pelle caratterizzata da un processo infiammatorio del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea annessa, che si manifesta periodicamente in vari modi.

L’acne è identificabile dalla presenza, più o meno evidente, dei comedoni.
Il comedone, lesione elementare dell’acne, è una dilatazione dell’orifizio del follicolo contenente materiale biancastro o brunastro costituito da grassi, cheratina, melanina, peli e batteri.
Se l’orifizio è ben dilatato, il comedone è aperto e riconoscibile sulla cute come un punto di dimensioni pari ad una capocchia di spillo di colore nero (volgarmente chiamato punto nero, il cui colore è dato dalla melanina).
Se l’orifizio è invece molto piccolo, si parla di comedone chiuso percepibile al tatto come un granello di sabbia (altrimenti chiamato punto sottopelle) che è una microcisti a livello del follicolo.
Dal momento che l’acne è un malattia con diverse cause scatenanti, si può agire su più fronti, con interventi proporzionati alla gravità clinica.
Come norma generale per combattere l’acne è raccomandata un’adeguata pulizia della pelle, attuabile con detergenti non aggressivi ed acqua tiepida. Lavaggi aggressivi e troppo frequenti otterrebbero l’effetto opposto, stimolando la produzione sebacea ed un’alterazione della flora normale associata.
Alcuni studiosi ritengono che l’esposizione al sole può determinare un miglioramento dell’acne, probabilmente per il potere antisettico degli UV oltre che l’azione immunosoppressiva dei raggi solari che riducono quindi la componente flogistica, per l’aumento dello spessore dello strato corneo e per l’effetto confondente dell’abbronzatura.
In realtà però quello che si ottiene è solo un temporaneo mascheramento dell’acne, non un reale miglioramento. Al termine dell’esposizione agli UV l’acne riappare, spesso in forma ancor più grave (cd. effetto rebound) a causa soprattutto dell’ispessimento dello strato corneo che favorisce la chiusura e l’infezione dei follicoli.
Questo spiega anche il peggioramento che molti ragazzi affetti da acne sperimentano nei mesi di settembre ed ottobre.
Buona norma quindi, al termine della stagione balneare, è quella di procedere ad un blando peeling chimico (esfoliazione della pelle) in grado di rinnovare e normalizzare la cute. Allo scopo si può ricorrere a creme a base di acido glicolico al 15% o acido salicilico.

 

ACNE ENDOGENA

Da un punto di vista clinico si distinguono:
Acne volgare o acne giovanile o acne polimorfa
Questo tipo di acne è una dermatosi cronica che riconosce varie cause, si manifesta in diversi modi ed è localizzata su viso, spalle, dorso e regione pettorale del torace.
L’acne volgare esordisce tipicamente alla pubertà con tendenza all’attenuazione o remissione intorno ai 20 anni di età; colpisce il follicolo pilifero (zona di crescita del pelo). Raro, ma non eccezionale, il protrarsi fino ai 40 anni. Esistono fattori predisponenti genetici e razziali.
Esistono due tipi di acne giovanile:
  • acne non infiammata;
  • acne infiammata.
L’estetista può agire solo nell’acne non infiammata eliminando i comedoni.

 

Fattori di rischio per l’acne
Tra i vari fattori di rischio, troviamo l’età adolescenziale (a causa dell’incremento di ormoni androgeni), il clima caldo-umido e i prodotti cosmetici oleosi.
Praticamente il 100% dei giovani (maschi e femmine) presentano nell’arco della loro adolescenza delle manifestazioni cutanee (acne giovanile).
Forme cliniche dell’acne giovanile
In base alla lesione predominante si distinguono quattro forme:
  • comedonica,
  • papulo – pustolosa,
  • nodulo cistica,
  • cheloidea.
La forma nodulo cistica è una forma più grave delle prime due. Il nodulo si forma per la rottura della cisti follicolare, che comporta in alcuni soggetti una reazione da corpo estraneo con esiti fibrotici.
Più in generale, gli esiti delle lesioni vanno da nessun esito a discromie non permanenti fino a cicatrici frequentemente depresse, talora ipertrofiche.
In casi rari e in pazienti predisposti, la lesione può esitare in cheloidi (cicatrici più estese e parzialmente deturpanti a forma di chele di granchio).

 

Diagnosi
L’acne giovanile è caratterizzata dalla presenza di comedoni (diagnosi differenziale con la acne rosacea), dall’insorgenza in età puberale, dalle sedi tipiche.

 

ACNE CONGLOBATA

È una forma cronica e grave di acne, caratterizzata dalla presenza di lesioni nodulari e cistiche con tendenza alla formazione di uno pseudo-ascesso (cioè l’ascesso che si forma contiene pus sterile o con rappresentanti della flora normale associata, quindi non un ascesso vero e proprio).
Può essere di aiuto come lenitivo, negli episodi acuti di acne papulo-pustolosa, fare impacchi con cotone idrofilo immerso in un decotto preventivamente raffreddato (ai limiti del congelamento) ottenuto dalla bollitura (ca. 1 l) di acqua e fiori di camomilla.

 

Epidemiologia
Dal punto di vista epidemiologico è una forma non rara, il paziente tipo è maschio ed ha un’età compresa tra la pubertà ed il IV decennio di vita.

 

Clinica
Le regioni del corpo più colpite da questa tipologia di acne sono il dorso ed il torace, il viso è di norma non interessato.

 

Nella donna le lesioni si distribuiscono soprattutto nelle zone ascellari, mammarie ed inguinali.
In questo quadro si inserisce una forma di acne conglobata che in passato veniva chiamata idrosadenite, caratterizzata dalla formazione di grossi ascessi con tendenza alla fistolizzazione con fuoriuscita di materiale liquido simil-pus ma sterile, con esiti cicatriziali importanti.

 

Se si localizza al cuoio capelluto, il quadro risultante può coincidere con la follicolite dissecante e si caratterizza per la formazione di ascessi con esiti in alopecia cicatriziale. Il decorso è cronico.

 

Genesi
Sconosciuta, probabilmente il ruolo principale è giocato da una particolare e personale reattività immunitaria.

 

Diagnosi
Le sedi, l’età, il risparmio del viso (diagnosi differenziale con la forma nodulo cistica dell’acne volgare), la presenza di comedoni con orifizi multipli facilmente specillabili e talora comunicanti.

 

ACNE FULMINANS o ACNE ACUTA FEBBRILE ULCERATIVA

Questa tipologia di acne si caratterizza per la presenza di lesioni papulo-nodulari con tendenza ad ulcerarsi, che si localizzano al tronco ma di norma non al viso, associate ad una sintomatologia sistemica (leucocitosi, febbre, poliatralgie, mialgie).
Probabilmente è una reazione immunitaria di III tipo nei confronti di alcuni antigeni del Propionibacterium acnes. Terapia: corticosteroidi sistemici.

 

ACNE ESOGENA

Acne di Maiorca
Acne da esposizione repentina di raggi UV.

 

Acne meccanica
Dermatosi a presentazione clinica simile all’acne dovuta a ripetuti traumatismi locali, dovuti per esempio a particolari indumenti od attrezzature, fibbie.

 

Acne iatrogena
Si tratta di una forma di acne volgare provocata o aggravata dall’assunzione di alcuni farmaci, come barbiturici, androgeni, corticosteroidi, alcuni antidepressivi, vitamina B12.

 

Acne cosmetica
In questo caso l’acne è dovuta all’uso di cosmetici o altre preparazioni per uso topico contenenti principi comedogenici, come gli oli minerali e la lanolina.

 

Pseudoacne
Sono delle dermatosi simile all’acne ma che non possono essere considerate tali perché non ne è reperibile la lesione elementare, cioè il comedone.

 

Acne occupazionale o Acne professionale – follicoliti da idrocarburi.
La pustola follicolare che si osserva nei soggetti affetti da questa dermatosi è dovuta al contatto protratto e/o reiterato della cute con abiti impregnati di alcune sostanze come olii minerali o prodotti clorati responsabili dell’insorgenza della follicolite in questione.

 

Terapia
Si preferisce un’azione antibiotico-antisettica: tetraciclina, clindamicina, eritromicina, benzil-perossido.
Per normalizzare il processo di cheratinizzazione: acido retinoico, acido azelaico.
Per inibire la produzione sebacea: spironolattone.
Sarebbe da evitare l’uso specialmente topico dei cortisonici per gli importanti effetti collaterali.

 

Genesi dell’acne
Probabilmente a causa degli ormoni androgeni si osserva, oltre ad una maggior secrezione sebacea, alterazioni della cheratinizzazione della parte inferiore dell’infundibulo pilifero, porzione che normalmente non cheratinizza, aumento dell’adesività dei cheratinociti che provoca l’ostruzione dell’orifizio follicolare con formazione del comedone.
All’interno del comedone si trovano anche grassi e batteri, tra cui il Propionibacterium acnes che possiede delle lipasi in grado di idrolizzare la quota lipidica, i trigliceridi in particolare, ad acidi grassi liberi che passano nel derma attraverso la parete del comedone. Gli acidi grassi liberi sono chemiotattici nei confronti dei neutrofili che quindi vengono richiamati in sede del comedone, liberando mediatori ed aggravando il danno ai tessuti. Si sviluppa così un vero e proprio focolaio flogistico, con richiamo di altri neutrofili e sviluppo di una papula e poi di una pustola follicolare.

 

 

 

Da helpsalute.it