Di Allium sativum  i nostri padri, Dioscoride, Galeno, Plinio, colsero solo la caratteristica pungente, che tradotta in terapia lo rende revulsivo alla cute, quindi da soffregare (senza insistere troppo) sulle parti dolenti per risolvere i dolori reumatici.

Per uso interno la sua azione terapeutica era disinfettante e disinfestante, quindi da assumere in caso di influenza, tonsillite peste e ancora in caso di verminosi. La scuola Salernitana lo teneva in grande considerazione come antiveleno: contra mortale velenum. Nella tradizione popolare se ne preparava un acetolito al 20% utilizzando i bulbi schiacciati. Il Ricettario  Fiorentino non lo cita, ma se ne farà carico il Lemery 253 anni dopo, nel suo apprezzato  Dizionario delle droghe semplici, edito nel 1751, vantandone molteplici virtù, che interpretate in termini attuali corrispondono alle seguenti: digestivo, contro la flautolenza, diuretico ed efficace per eliminare i calcoli renali e vescicali. Lemery consiglia l’aglio come “buono per consumare i calli”. Come si vede è polivalente.

Linneo afferma che l’aglio nasce in Sicilia, cosa probabilmente vera perché è facile trovarlo selvatico nelle isole Eolie; la droga è data dai bulbilli, quelli più grossi e maturi; i componenti principali sono in realtà molteplici e tra questi ricordiamo: olio essenziale, isosolfocianato di allile, vitamine, sali minerali. Dal distillato in corrente di vapore è possibile ricavare l’allina la quale, grazie all’enzima allinasi, schiacciando il bulbillo, si trasforma in allicina, responsabile del caratteristico odore dell’aglio.
Molti autori hanno studiato le azioni dell’aglio, confermandone l’efficacia. Citiamo gli effetti dovuti all’allicina: disinfestante, antimalarica, anticancerosa, rubefacente. Vanno considerate anche altre azioni più pratiche e meno teoriche: l’ipotensiva e la cardiovascolare, confermate da varie ricerche, la prima dovuta a vasodilatazione di arteriole e capillari, la seconda in quanto agisce sul cuore rinforzando la contrazione cardiaca e rallentando il numero delle pulsazioni, inoltre evita il depositarsi del colesterolo nelle arterie e fluidifica il sangue. Sicuramente queste proprietà sono quelle che interessano di più gli estimatori.

L’olio essenziale esercita la sua azione balsamica ed espettorante oltre che antisettica a livello dell’apparato respiratorio. Mentre nel tubo gastroenterico l’aglio esercita due azioni: disinfettante nei casi di dissenteria e d’infiammazioni intestinali e favorente il ripristino della flora saprofita Gram negativa nel lume enterocolico, essendo attivo sui Gram positivi.
In ambiente gastrico è dimostrato che l’aglio fresco stimola la secrezione acida, promuovendo l’appetito e la digestione proteica. Da sconsigliare quindi  a chi soffre di ipercloridria, gastrite, ulcera. Sempre ai fini digestivi è stata rimarcata una decisa azione colagoga e coleretica. Tutte queste attività sul tubo gastroenterico, in ultima analisi, regolarizzano le funzioni intestinali ed evitano che si manifesti la flautolenza. Le virtù sin qui elencate fanno sì che taluni assumano costantemente l’aglio come longevizzante.
L’Allium Cepa, cioè la cipolla, pur riscuotendo ampi apprezzamenti di carattere culinari, non vanta un consumo terapeutico così diffuso come l’aglio. Eppure grazie ai suoi principi attivi (molto simili a quelli dell’aglio) gli vengono ascritte interessanti attività terapeutiche: ipoglicemizzante, vasodilatatoria, batteriostatica, stimolante la peristalsi intestinale. Senza dubbio le due azioni più apprezzabili, nel nostro quotidiano, sono la coleretica e la diuretica. La prima è dovuta agli acidi di caffeico e clorogenico, che troviamo anche nel carciofo, le quali stimolano una maggiore funzionalità epatica attivando la funzione epato-renale. La seconda è la diuretica, forse quella più apprezzata tradizionalmente. Questa viene attivata per n duplice meccanismo: dall’acido glicolico e dall’olio essenziale, che agiscono sul rene, e dall’attività coleretica. Si ottiene così il risultato di ottenere più urea, la quale dovrà essere eliminata con una maggiore diuresi.
Altre apprezzabili conseguenze sono la diminuzione del tasso uremico, come detto ed una diminuzione della colesterolemia. Le azioni terapeutiche menzionate sono tutte comprovate dai ricercatori, ma per uso terapeutico si deve prevedere l’assunzione del succo di 3-4 cipolle medie al giorno (fino a 500 g.), viene consigliato il succo in quanto l’intero bulbo crudo causerebbe flautolenza ed una eccessiva motilità intestinale.
Come nel caso dell’aglio l’assunzione è sconsigliata a che lamenta ipercloridria.

Da Farmacia News