L’abbronzatura non si improvvisa, va programmata e pianificata per non far correre rischi alla pelle. Pronte per il sole? Non è il caso di rispondere subito sì, spinte dalla voglia di una tintarella dorata che dona subito un aspetto più sano e gradevole. L’abbronzatura non s’improvvisa, va programmata e pianificata con consapevolezza, per ottenere risultati migliori e non correre rischi. Perché, lo sappiamo, il sole nasconde tanti pericoli: un tumore su tre è un tumore della pelle e i primi responsabili sono i raggi UV.

Senza togliere nulla al piacere di esporsi ai caldi raggi ed esibire la tintarella, bisogna, però, impegnarsi nel progetto di bellezza con una corretta prevenzione e protezione. (omissis)
Che cosa vuol dire esattamente prevenzione solare?

 

Significa preparare la pelle a una corretta esposizione ai raggi solari, per evitare i danni da fotoesposizione e, soprattutto, evitare di esporsi nelle ore centrali della giornata, che vanno dalle 11 alle 15, perché è il momento in cui il sole è più vicino alla terra.

 

Ci si deve proteggere dal sole di più al mare, in montagna oppure quando si è in città?

 

Sicuramente bisogna puntare su una maggiore protezione al mare e in montagna, senza trascurarsi, naturalmente, quando ci troviamo in città.
Al mare perché il riverbero della luce sull’acqua o sulla sabbia, che si comporta come degli specchi, viene amplificato.
In montagna perché l’aria più rarefatta può far arrivare con maggiore intensità i raggi solari, specie in alta quota, dove i microcristalli dei nevai o dei ghiacciai riflettono una maggiore quantità di luce.
In città, l’intensità del sole è certamente minore, ma comunque non va sottovalutata.
Esporsi sul terrazzo o sul balcone per tempi prolungati fa correre grossi rischi alla cute, anche se viene meno l’effetto riverbero.

 

La prevenzione comincia anche con l’alimentazione

 

Prima ancora di partire per le sospirate vacanze sono i cibi che ci possono aiutare a preparare la pelle in previsione di esporla ai raggi del sole.

 

Assumere del beta-carotene 

 

(un pigmento  precursore della vitamina A) qualche settimana prima dell’esposizione, sotto forma di integratori o anche verdura e frutta (carote, ciliegie, meloni, albicocche) fa bene. L’effetto del beta-carotene è di carattere protettivo (si somma alla melanina) ma non stimola la produzione di melanina.
 Può anche essere utile prendere delle sostanze che irrobustiscono l’elasticità dei vasi capillari come gli anticianosidi (frutti di bosco o integratori) o i flavonoidi.

 

Non dimentichiamo di assumere anche antiossidanti (vitamina C, E, selenio contenuto nel burro, nella frutta secca e nel pesce azzurro), perché durante l’esposizione al sole il metabolismo è accelerato.
Le scorie metaboliche, vale a dire i radicali liberi, accumulandosi possono degenerare in invecchiamento precoce.
Conoscere i fototipi
La protezione deve essere modulata in modo diverso fra uomini, donne e bambini?
Sicuramente la pelle dei bambini è molto più sensibile ed è anche meno protetta rispetto a quella degli adulti.
Subito dopo abbiamo la pelle femminile, che è geneticamente più delicata se paragonata a quella maschile. Questo, però, non vuol dire che gli uomini possono restare al sole senza alcuna protezione.
In generale, ma a parità di fototipo, l’uomo può esporsi una decina di minuti in più rispetto a una donna, anche se in generale la durata e gli effetti dell’esposizione al sole sono del tutto soggettivi.
Per sapere a quale fototipo si appartiene, occorre andare dal dermatologo? Che cosa bisogna fare?
Si può determinare anche da soli il proprio fototipo; per farlo ricordiamo che:
  • al fototipo 1 appartengono le persone con la pelle bianco latte (non si abbronzano mai e si scottano molto facilmente);
  • al 2 quelle con la pelle rosea (si abbronzano con difficoltà e sono facili agli eritemi);
  • al 3 i soggetti con la pelle rosea-bruna (si abbronzano con facilità e raramente hanno eritemi);
  • il fototipo 4 si riferisce a persone con pelli olivastre e il 5 a epidermidi molto scure.
L’acquisto dei solari
Si avvicina la partenza per le vacanze: come regolarsi per l’acquisto dei solari giusti?
Meglio partire con il beauty-case rifornito di tutto quello che serve in base alle caratteristiche della pelle e alla destinazione del viaggio.
E chiaro che ai Tropici o in alta montagna è necessaria una protezione maggiore. La lista della spesa dovrà comprendere un prodotto solare ad alta protezione per i primi giorni scelto in base al proprio fototipo e un prodotto con una protezione più alta da usare nelle zone che sapete essere a rischio: labbra, zigomi, naso, dorso dei piedi, décolleté; infine, un solare con uno schermo più basso da usare quando la pelle comincia a essere abbronzata.
Cosa si può fare per rimediare a un’ustione?
Bisogna lenire la cute con impacchi d’acqua e amido, una sostanza dal potere sfiammante e calmante. Da usare, in tutti i casi, creme antinfiammatorie.
Attenzione: non usate mai l’olio, perché le sostanze troppo grasse impediscono la traspirazione cutanea.
Quali garanzie in più danno i filtri dell’ultima generazione?
Si tratta di filtri che per una loro particolare struttura fisica, per il fatto di essere delle polveri micronizzate, formano un velo protettivo, efficace nel riflettere i raggi luminosi. Offrono, quindi, uno scudo più completo.
Attenti agli ultravioletti
E’ vero che stare troppo al sole provoca problemi a lungo o a medio termine? E quali?
Cominciamo con il chiarire che il tempo di esposizione dipende molto dal fototipo e dalla situazione in cui si trova la pelle.
Esempio: se appartengo al fototipo 3, vale a dire il più comune, il primo giorno mi potrò esporre per circa tre quarti d’ora. Superare questa soglia di tempo, specialmente quando il sole è troppo forte, equivale a una scottatura assicurata.
Nelle settimane successive, invece, potrò cominciare ad allungare il tempo di esposizione correndo meno rischi.
Stare troppo al sole comporta l’essere sottoposti all’azione dei raggi ultravioletti (radiazioni di natura fisica) che, penetrando attraverso la cute come degli spilli, possono arrivare nel derma (lo strato più profondo della pelle) distruggendo il collagene e alterando l’elasticità dei vasi sanguigni. Questo tipo di azione sulla pelle comporta dei problemi a medio e lungo termine. Perché?
La distruzione e l’alterazione di queste cellule porta a un impoverimento cutaneo e, quindi, a un invecchiamento precoce.
Non solo. Queste cellule, distrutte, cercano di stimolarne di nuove. Ora, se il DNA di queste cellule viene alterato dai raggi ultravioletti possono formarsi cellule anomale, che sono di natura tumorale.
Un altro danno cutaneo, a breve e a medio termine, è rappresentato dai raggi infrarossi, raggi termici, che scaldano la cute. Il loro calore causa una dilatazione dei vasi capillari. La velocità del sangue nella cute diminuisce, come pure la quantità d’ossigeno che arriva alle cellule. La pelle soffre e le cellule, essendo appunto meno ossigenate, riescono a ripararsi con più difficoltà.
Le giuste manovre rinfrescanti contro il troppo calore
Oltre che da UVB e UVA, la pelle va protetta anche dal calore, soprattutto se soffrite di gonfiore alle gambe, oppure di capillari dilatati. Non pensate che la soluzione sia spruzzare acqua fredda sulle gambe con gli appositi vaporizzatori. E’ un errore: le micro-gocce che si depositano sulla pelle, infatti, fanno
da lenti riflettenti e possono provocare piccole e antiestetiche macchioline scure. Meglio fare bagni frequenti in mare, oppure docce rinfrescanti, asciugarsi e applicare nuovamente il prodotto con il filtro solare.
Per chi fa sport
Si proteggono anche i capelli?
Certo, e non solo loro. Anche il cuoio capelluto.
Infatti, un suo eccessivo surriscaldamento può causare una sofferenza del microcircolo che può, a sua volta, provocare un’alterata produzione di cheratina, la sostanza di cui sono composti i capelli. Questi possono diventare aridi, perdere la loro naturale struttura, spezzarsi con facilità.
Questi “insulti” fisici e termici possono anche determinare, nei mesi successivi, la comparsa di una caduta eccessiva specie in autunno.
Quali precauzioni particolari deve usare chi pratica uno sport all’aria aperta?
Consiglierei di mettere sempre una crema protettiva facendo attenzione che questa non sia eccessivamente grassa per non contrastare la sudorazione e permettere al nostro corpo di regolare la propria temperatura.  Da preferire, dunque, le emulsioni la cui applicazione ogni tanto va rinnovata.
Non dimentichiamo di rinfrescare la pelle spruzzando dell’acqua minerale o termale sul viso.
Da “OPTIMAsalute” N. 127 Anno XIV