L’onicomicosi non è solo un problema estetico; le unghie dei piedi danneggiate spesso provocano dolore. Diversi studi hanno evidenziato che circa il 30-40% della popolazione dichiara di soffrire o di aver sofferto di un’infezione fungina alle unghie. Nonostante ilmiglioramento dell’igiene personale e dell’ambiente di vita, l’onicomicosi continua a diffondersi e a persistere.

I fattori che predispongono a questa patologia sono numerosi: l’invecchiamento (in quanto rallenta la crescita ungueale); la familiarità; condizioni patologiche generali o locali (diabete, insufficienza vascolare periferica, immunodepressione, iperidrosi, tinea pedis, anormalità podologiche). Anche fattori di tipo ambientale, professionale e comportamentale aumentano le probabilità di contrarre una infezione: per esempio sempre più persone praticano sport utilizzando calzature occlusive e quindi poco adatte per la salute del piede, sia la frequentazione di ambienti promiscui con microclima caldo-umido come palestre, piscine e centri benessere. Ovviamente la soluzione non è quella di abbandonare l’attività sportiva, ma di porre in atto tutte le misure di prevenzione adatte.

L’onicomicosi può interessare tutte le unghie delle mani e dei piedi, tuttavia quelle del piede sono soggette all’infezione con una frequenza di venticinque volte superiore alle unghie delle mani; l’alluce è il dito più interessato in quanto è quello maggiormente costretto a sopportare la pressione e i traumi della deambulazione. La micosi può colpire qualsiasi parte dell’unghia che, una volta malata, subisce un’alterazione del proprio colore naturale e può diventare gialla o bruna, inoltre appare più fragile, friabile, deforme ed a volte ispessita; nei casi più gravi si può avere l’onicolisi, cioè la perdita dell’unghia. L’infezione non curata, col tempo, si può diffondere ad altre unghie e i miceti possono parassitare la cute dei piedi, gli spazi interdigitali ed anche altre aree cutanee come l’inguine ed il palmo delle mani.

Serve molto tempo per risolvere completamente il problema, per questo motivo, quando se ne sospetta la presenza, non si deve aspettare sperando che scompaiano da sole. E’ consigliabile intraprendere una terapia antimicotica appropriata, avendo la pazienza di seguirla scrupolosamente per il tempo necessario. Attualmente i trattamenti topici con effetto propriamente fungicida sono principalmente a baso di ciclopirox all’8%, amorolfina al 5% e di tioconazolo al 28%. Questi principi attivi sono presentati  sotto forma di lacche solubili non solubili in acqua; l’antifungino si diffonde in profondità nell’unghia andando a combattere l’infezione in tutte le zone infette. La lacca solubile in acqua deve essere applicata una o due volte al giorno, quella in resina acrilica solo una volta a settimana, ma essendo insolubile, è necessario utilizzare una lima di cartone per rimuoverla completamente prima di una nuova applicazione. Il trattamento va protratto fino alla completa ricrescita dell’unghia sana. Gli antimicotici topici sono da utilizzare in caso di onicomicosi limitata ad una o due unghie, se l’infezione è più estesa devono essere impiegati come completamento di una terapia sistemica che deve essere indicata dal medico.

In commercio si trovano anche altre formulazioni topiche che non contengono sostanze propriamente fungicida ma, per esempio, lattato di etile e acido acetico che, riducendo il PH, modificano il microambiente dell’unghia  rendendolo poco propizio alla proliferazione delle micosi. Grazie a cambiamenti del microambiente dell’unghia e migliorando l’integrità di superficie possono agire anche smalti a base di glicole propilenico, urea e acido lattico che aumentano l’idratazione e levigano gli strati esterni della piastra ungueale prevenendo la crescita di funghi e batteri. Un altro procedimento per risolvere l’infezione micotica è quello di asportare le parti dell’unghia infetta lasciando che sia progressivamente sostituita da quella nuova e sana; a questo scopo è disponibile un kit contenente il materiale idoneo per ottimizzare e accelerare la rimozione delle unghie malate.

Il metodo migliore per prevenire l’insorgenza dell’onicomicosi è senza dubbio una corretta igiene delle mani e dei piedi; inoltre è consigliabile indossare scarpe che garantiscano una buona areazione e che assorbano bene il sudore dando priorità alle calze di cotone o di lana che assorbono l’umidità; cospargere i piedi e l’interno delle scarpe di polvere o spray antimicotico; cambiare subito le calze quando sono bagnare; indossare sempre delle calzature nelle docce pubbliche, nelle piscine e nei centri sportivi; non condividere gli asciugamani; tenere le unghie corte; disinfettare gli strumenti utilizzati nella pulizia delle unghie; lavarsi le mani dopo aver toccato l’unghia infetta; non mettere lo smalto sull’unghia infetta.

Lo stesso ambiente caldo umido e la frequentazione di palestre, piscine e saune possono causare il manifestarsi delle verruche. Le verruche sono infezioni virali che si presentano come delle escrescenze carnose dure e ruvide causate dal Papilloma Virus Umano (HPV). Il virus si trasmette attraverso il contatto con le verruche di altri soggetti , attraverso le squame della verruca che si diffondono nell’ambiente, ma anche per autoinoculazione con verruche già presenti e che possono diffondersi in altre parti del corpo. Le verruche plantari tendono a svilupparsi in profondità; sono dolorose e ricoperte da un callo al di sotto del quale la superficie delle verruche è caratterizzata da piccoli punti rossi dovuti a capillari trombizzati. In rari casi regrediscono spontaneamente, ma il consiglio è di intervenire il più rapidamente possibile per evitarne il contagio.

Per rimuovere le verruche plantari si può eseguire un trattamento domiciliare con prodotti a base di acido salicilico e acido lattico, disponibili come soluzioni, pomate o incorporati in piccoli dischetti idrogel a rilascio controllato. Il trattamento va ripetuto ogni sera, non è doloroso ed è indicato anche nei bambini o per verruche localizzate in zone sensibili. I trattamenti di crioterapia possono essere utilizzati nel caso di verruche di dimensioni limitate per le quali è sufficiente una sola applicazione ma è controindicato per i bambini piccoli e le verruche localizzate sul viso; mentre l’azoto liquido deve essere somministrato solo da un dermatologo.

 

Fonte: TEMA FARMACIA