Detta anche eczema allergico, è una reazione di ipersensibilità della cute in seguito al contatto con varie sostanze.Si manifesta dopo un periodo che varia dai 14 ai 21 giorni, in cute già sensibilizzata sono sufficienti 24-48 ore. Il processo di sensibilizzazione è mediato dai linfociti, che riconoscono l’allergene verso il quale sono stati sensibilizzati e liberano gli anticorpi specifici nei confronti dell’allergene stesso.

L’evoluzione della dermatite da contatto attraversa varie fasi, da un eritema transitorio alla formazione di vescicole, le quali possono rompersi e dare luogo ad una essudazione sierosa che si rapprende in croste. Si accompagna sempre a prurito più o meno intenso. Può essere interessato qualsiasi distretto cutaneo purché venga a contatto con sostanze irritanti o sensibilizzanti.

Nella fase iniziale, generalmente, è delimitata alla zona di contatto con l’allergene; in seguito, se la causa non viene rimossa, vi può essere un’estensione ad altre aree del corpo con comparsa di chiazze eczematose secondarie (fenomeno della disseminazione).

Il decorso è variabile. Se la causa è rimossa il singolo episodio eczematoso si risolve in pochi giorni o poche settimane secondo la gravità del quadro clinico.
Se l’infiammazione recede si ha desquamazione e temporanea lichenificazione (ispessimento) della cute.
La sensibilizzazione persiste tuttavia per molti anni o per tutta la vita ed il paziente andrà incontro a recidiva in caso di nuova esposizione.

Tra le sostanze che possono provocare una dermatite da contatto ricordiamo:

  • i componenti delle medicazioni topiche
  • alcuni farmaci: penicillina, sulfamidici, neomicina, difenidramina, esaclorofene
  • piante: edera, quercia, primula
  • preparati di uso industriale: agenti per la concia delle pelli, formaldeide, antiossidanti
  • indumenti
  • composti metallici: nichel, cromo, mercurio
  • coloranti
  • cosmetici
  • saponi
  • solventi
  • conservanti, ecc.

Patch-test

La diagnosi di dermatite da contatto viene effettuata in base ai caratteri clinici generali, ai dati anamnesici ed alle prove epicutanee (patch-test).

Con il patch-test si cerca di individuare tra una serie di sostanze allergizzanti quella responsabile della reazione eczematosa. Le sostanze da saggiare vengono disciolte in acqua o paraffina e poste in successione su un’apposita striscia. La striscia del patch-test, opportunamente predisposta, viene applicata sul dorso e occlusa con un cerotto impermeabile e lasciata in sito per 48-72 ore. Trascorso tale periodo, viene rimossa per verificare la presenza di risposte infiammatorie nelle aree esposte ai diversi fattori allergizzanti.