D.ssa Roberta Lovreglio
Dermatologo Bari

La forfora è sempre stato motivo di disagio in ambito sociale, anche se comunemente è considerata una manifestazione parafisiologica. Talora però è dovuta a condizioni patologiche come la dermatite seborroica e la psoriasi.

Un corretto processo di ricambio del cuoio capelluto è legato ad un controllo dei fenomeni della desquamazione cutanea, dalla proliferazione dei cheranociti e dalla costituzione dei lipidi superficiali, questi ultimi importanti per la protezione e la plasticità della cute. Se lo stato lipidico viene rimosso con shampoos molto aggressivi si ha un effetto “rebound” con iperproduzione di sebo ed aumento del prurito. Sebbene la forfora sia considerata per lo più una condizione parafisiologica, talvolta le manifestazioni di seborrea e forfora sono spesso associate e rientrano nel quadro clinico della dermatite seborroica, una delle più frequenti affezioni cutanee: circa l’1,3% della popolazione ne è affetta, particolarmente il sesso maschile in età adulta.

Clinicamente il quadro clinico della dermatite seborroica può essere molto vario: dalla comune forfora che è forse la sua minima espressione clinica, a forme in cui è difficile stabilire un preciso confine diagnostico con la psoriasi; nella forma più tipica invece si manifesta con chiazze eritematose, coperte da squame larghe, giallastre con aspetto untuoso nelle zone definite “seborroiche”, cioè nel cuoio capelluto, pieghe naso-geniene, glabella, mento, zone retroauricolari. E’ stato ormai documentato il ruolo del Piturosporum ovale, nel determinismo della dermatite seborroica. Questo lievito, infatti, trova nel cuoio capelluto ricco di sebo l’ambiente ideale per crescere ed è stato ritrovato in concentrazioni molto elevate sullo scalpo dei soggetti affetti da forfora ed altri stati desquamativi.
Per questa ragione per il trattamento terapeutico spesso è sufficiente prescrivere uno shampoo che contenga un derivato imidazolico e in alternativa solfuro di selenio, zinco piritore od Octopirox. E’ utile inoltre associare composti che regolarizzano il processo della desquamazione. Le lozioni corticosteroidee vanno riservate, per brevi periodi di applicazione, alla fase infiammatoria e pruriginosa della malattia, e recenti studi propongono l’uso associato di imidazolici e/o terbinafina per via sistemica per 4-6 mesi.
Ma non sempre forfora significa dermatite seborroica: la psoriasi infatti a volte può presentarsi in forma isolata sul cuoio capelluto creando notevole disagio estetico, e a volte anche una maggiore caduta dei capelli. Le squame sono grigiastre, spesso ben adese al cuoio capelluto, mentre il fusto del pelo può essere avvolto ed intrappolato da un manicotto squamoso (hair cast), oppure ostacolato nella sua crescita per l’effetto meccanico che ne deriva.
Dal punto di vista terapeutico è prioritario utilizzare preparati topici con attività cheratolitica, cheratoplastica e riducente in modo da regolarizzare il turnover cellulare ed i processi di desquamazione liberando il capello dalla costrizione delle squame e rendendolo più luminoso. La detersione, che deve essere comunque delicata, può avvalersi di shampoo allo zinco piritone e altri agenti riducenti, anche associati a principi attivi antimicrobici a largo spettro d’azione. Meno frequenti ma richiedenti un tempestivo trattamento sono la linea capitis e la dermatite da contatto del cuoio capelluto, altre forme legate ai sintomi prurito e desquamazione e con la necessità di trattamenti terapeutici specifici, che associno possibilmente l’efficacia al rispetto della fisiologia cutanea.

CHI SOFFRE DI DERMATITE SEBORROICA?

Questa condizione può manifestarsi a qualsiasi età, ma è più comune in tre popolazioni: i neonati fino alla prima infanzia; gli adulti di mezza età e gli anziani. Nei primi prende il nome di “crosta lattea” e scompare intorno all’anno anche in assenza di trattamento. Questa guarigione dovrebbe essere dovuta alla graduale scomparsa degli ormoni di derivazione materna circolanti nel bambino dopo la nascita.

Uno shampoo poco aggressivo può accelerarne l’eliminazione. In alcuni casi la dermatite seborroica può svilupparsi solo nella zona del pannolino dove può essere confusa con altre forme di dermatiti. Quando la patologia compare in età matura o avanzata può avere un andamento imprevedibile con remissioni spontanee e ricadute inspiegabili.

E’ più comune in soggetti con pelli o capelli untuosi e spesso in soggetti con acne o psoriasi, ma anche in malati affetti da patologie del sistema nervoso, quali il Parkinson, in immunodepressi o in convalescenti da un attacco cardiaco o altre condizioni in cui si è richiesta una lunga ospedalizzazione. Anche se non trattata, non ci sono evidenze che ne dimostrino un rischio di trasformazione cancerosa.

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D.ssa Roberta Lovreglio
Dermatologo Bari

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