Il termine edema deriva dal greco οιδημα che significa gonfiore. Quando la capacità di trasporto linfatico supera quella di drenaggio del sistema linfatico, si ha un ristagno di liquido nell’interstizio, ovvero edema.
In base alla classificazione di Crockett che si basa sulla concentrazione di proteine distinguiamo due tipi di edema. L’edema a basso contenuto di proteine in cui la concentrazione in grammi % è inferiore ad 1 e l’edema ad alto contenuto proteico in cui è maggiore a 1 gr %.

Negli edemi a basso contenuto di proteine i disturbi del bilancio di scambio nel sistema di Starling-Landis distinguono 4 tipi di edema interstiziale:
  • edema della nefrosi e dell’insufficienza epatica in cui la pressione colloido-osmotica è bassa, in questo tipo la concentrazione proteica è compresa tra 0,1-0,3 gr %;
  • edema dell’insufficienza cardiaca in cui c’è un incremento della pressione idrostatica, con concentrazione proteica tra i 0,3-0,5 gr %;
  • edema dell’ostruzione e/o insufficienza linfatica in cui oltre ad un aumento della pressione idrostatica, si osserva un aumento della permeabilità capillare. In questo caso la concentrazione proteica è compresa tra 0,6-0,9 gr %;
  • edema in corso di ustioni e allergie, in questo caso il fattore importante è un aumento della permeabilità capillare con una concentrazione proteica tra 1 ed i 2 gr %, questo edema è borderline con gli edemi linfatici.
Infine negli edemi iperproteici abbiamo l’edema linfatico, in questo caso distinguiamo tre cause patogenetiche principali:
  • l’interruzione dei linfatici, con una concentrazione proteica tra 1 e 4 gr %;
  • l’edema da alterata funzionalità linfatica, con un contenuto compreso fra 1 e 3,5 gr %;
  • l’edema da insufficienza valvolare linfatica con 2-3,5 gr % di proteine.

da www.linfedema.org