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Esiste una correlazione tra deficienze nutrizionali e problemi cutanei: come proteggere la pelle e quali sostanze assumere per avere una cute più bella e sana. La cute umana se da un lato è un organo di comunicazione e di relazione tra l’individuo e l’ambiente esterno, dall’altro svolge una importante funzione di separazione e di difesa dell’organismo dall’ambiente, proteggendolo da danni meccanici, sostanze nocive, attacchi da parte di microrganismi e radiazioni UV.
Tale importante funzione protettiva si manifesta con modalità differenti per la presenza di cheratina, una proteina altamente specializzata preposta alla regolazione della perdita dei liquidi da parte dell’organismo.
Nella cheratina sono presenti in totale 19 aminoacidi. Tra i più importanti la tirosina, la cui concentrazione è particolarmente elevata nelle zone in cui lo strato corneo è ben sviluppato come nella cute della pianta dei piedi.
Altri importanti aminoacidi sono la cistina, l’istidina, la lisina, l’arginina. Sono anche presenti l’acido glutammico, l’acido aspartico e l’acido idrossiglutammico. In condizioni fisiologiche le cellule epidermiche cheratinizzate sono collegate al mantello idrolipidico e, grazie a questa compenetrazione, lo strato corneo, anche se non dotato di vita cellulare, sovrintende all’impermeabilità cutanea.

Se la cute è adeguatamente idratata, il suo aspetto è morbido e vellutato.

COMPONENTI DELLA CUTE

Il sebo, prodotto dalle ghiandole sebacee insieme ai lipidi epidermici, contribuisce anch’esso all’idratazione della cute fornendole uno strato lipidico protettivo che riduce la perdita di acqua attraverso l’epidermide.

I lipidi cutanei e gli aminoacidi contribuiscono infine a mantenere l’acidità di superficie, in quanto un pH basso protegge la pelle dagli agenti patogeni.

La melanina è un’altra sostanza fondamentale della cute che protegge dall’esposizione alla luce oltre a rappresentare un metabolita finale nella funzione di ricambio del pigmento cutaneo.

Altra funzione importante della cute è quella emuntorio-secretiva svolta dalle ghiandole sudoripare per regolare il bilancio idrico-salino. Una sudorazione intensa esprime una difesa termica dell’organismo per regolare e mantenere costante la temperatura corporea.

Ma accanto a questa esiste anche un’attività di traspirazione latente (“perspiratio insensibilis”) che costituisce la base del tono secretivo cutaneo per acqua e sali minerali.

Recenti studi hanno dimostrato che la cute è un organo essenziale del sistema immunitario e in essa sono presenti numerose terminazioni nervose.
Fattori ambientali come raggi ultravioletti, radicali liberi, composti tossici o allergenici con cui si può accidentalmente entrare in contatto, e fattori endogeni come predisposizione genetica, reazioni immunitarie e ormonali, stress, possono influire sullo stato di benessere della pelle e sul suo funzionamento.
E’ molto frequente che a causa di questi fattori la pelle risulti invecchiata, infiammata, con una funzione immunitaria ridotta, con un’attività omeostatica epidermica sbilanciata e con altri disordini funzionali.
Inoltre un’alimentazione sregolata, e in particolare un consumo elevato di grassi, zuccheri e alimenti speziati, è spesso indicato come un fattore a elevato impatto sullo stato di benessere cutaneo anche se fino a oggi sono state scarse le prove scientifiche a sostegno di questa tesi.

Una sempre più ampia varietà di prodotti cosmetici presenti sul mercato è in grado di promettere un miglioramento della pelle sia dal punto di vista salutistico sia estetico.
Dal momento che molti problemi cutanei derivano da cause endogene, negli ultimi anni si sta sempre più indagando scientificamente sull’influenza dei fattori nutrizionali, e in particolare sulla correlazione tra deficienze nutrizionali (di vitamine, carotenoidi e acidi grassi essenziali) e problemi cutanei.
Sebbene nei paesi sviluppati le deficienze nutrizionali siano scarse, diete squilibrate e incomplete a causa di malattie, invecchiamento e stili di vita sregolati sono frequenti e possono influenzare la salute in generale e le condizioni cutanee in particolare.
L’ottimizzazione della dieta può quindi non solo prevenire i disordini cutanei ma anche migliorarne le condizioni.

L’azione fotoprotettiva degli antiossidanti, l’azione dei micronutrienti sul sistema immunitario e gli effetti modulanti degli acidi grassi sono stati dimostrati da più studi.
Uno studio condotto in Olanda nell’estate del 1999 su 302 soggetti, uomini e donne, di età compresa tra 18 e 75 anni, è stato il primo a dimostrare una chiara e diretta correlazione tra le concentrazioni nel sangue di alcuni micronutrienti (retinolo-vitamina A, alfa-tocoferolo-vitamina E, acido ascorbico-vitamina C, alfacarotene, betacarotene, licopene, luteina, zeaxantina e betacriptoxantina) derivanti dal consumo di frutta e verdura, e le condizioni cutanee con particolare riferimento all’idratazione, al contenuto di sebo e al pH di superficie della cute.

SOSTANZE NUTRITIVE

Si è visto che la vitamina A, per esempio, è inversamente correlata alla concentrazione di sebo e al pH di superficie della cute:
i retinoidi sintetici riducono l’attività delle ghiandole sebacee e di conseguenza la produzione di sebo;
l’intervento della vitamina A nei meccanismi di azione della pelle, come la cheratinizzazione, l’attività delle ghiandole sebacee e l’immunomodulazione produce una riduzione del pH della cute.

Una scarsa concentrazione di vitamina A nel sangue si è infatti riscontrata in pazienti affetti da Acne Vulgaris. La vitamina E e la vitamina C, vitamine antiossidanti per eccellenza, proteggono la pelle dalle aggressioni causate dai raggi solari che sono causa di fotoinvecchiamento, fotoimmunosoppressione fino ad arrivare a fotocarcinogenesi. Anche se la cute è predisposta a reagire a questi tipi di stress con l’ispessimento dell’epidermide, l’attività di melanogenesi e l’azione degli antiossidanti endogeni, nonché la supplementazione con questi micronutrienti possono fornire una misura protettiva in più oltre all’applicazione dei prodotti solari con un adeguato e corretto fattore di protezione solare.

Esistono diversi studi che dimostrano l’azione fotoprotettiva di queste vitamine antiossidanti.
In particolare se utilizzate sinergicamente si ottiene un risultato efficace in archi temporali brevi. Tale fenomeno può essere spiegato dal fatto che i radicali ossidati della vitamina E devono essere rigenerati, e quindi la supplementazione congiunta della vitamina C garantisce questo effetto benefico potenziato.

Anche il betacarotene svolge un’azione fotoprotettiva, in quanto pur non agendo da filtro fisico, ha la capacità di assorbire i raggi solari, oltre a essere un potente antiradicalico.
In uno studio condotto su 16 donne con una supplementazione di 30 mg/die di betacarotene per 10 settimane si è riscontrato un aumento della pigmentazione della pelle (anche se non visibile a occhio nudo, ma solo con rilevazioni cromatografiche) e una minore insorgenza di eritemi rispetto al gruppo placebo.
Durante l’esposizione al sole poi la concentrazione di betacarotene nel sangue si è ridotta nel gruppo placebo, mentre si è mantenuta nei valori di riferimento del gruppo trattato.

Il licopene inoltre, essendo un potente carotenoide con attività antiossidante, se supplementato sinergicamente al betacarotene, protegge più efficacemente dalle radiazioni solari.

Gli acidi grassi preservano la funzione barriera della cute e l’integrità strutturale dello strato corneo. In particolare la riduzione del pH cutaneo legata agli acidi grassi monoinsaturi può essere spiegata dalla loro influenza diretta e positiva sull’idratazione.

I PUFA (polyunsaturated fatty acids) sono stati studiati anche per le loro proprietà antinfiammatorie.

Essi svolgono due funzioni importanti nell’organismo: un ruolo strutturale per la funzionalità delle membrane cellulari incluso la biosintesi dei lipidi intercellulari nello strato corneo, e un ruolo di precursori degli eicosanoidi. Due famiglie di PUFA essenziali devono essere assunti mediante la dieta: gli omega-3 (acido alfa-linolenico e EPA) dagli oli di pesce e gli omega-6 (acido linoleico e acido arachidonico) dagli olii vegetali.
Attraverso una dieta ricca di questi alimenti si possono prevenire i fenomeni infiammatori e, di conseguenza, le patologie cutanee associate a questi processi come, per esempio, la dermatite topica che è una patologia caratterizzata da un’alterazione della risposta del sistema immunitario e la psoriasi, che si presenta invece come un’affezione cutanea causata da un’iperproliferazione epidermica associata a un’aspecifica infiammazione cutanea.

L’interrelazione tra nutrizione e cute dimostra che per ottenere una condizione di benessere della cute è opportuno alimentarsi con cibi che siano fonti naturali dei micronutrienti indicati nei diversi studi, o in alternativa prodotti o integratori che li contengano. Questi studi offrono sicuramente un’importante opportunità per i trattamenti cosmetici e hanno infatti già destato l’interesse di produttori alimentari per la messa in commercio di alimenti e integratori con claim cosmetici.

Ciò nonostante la raccomandazione più opportuna per una maggiore efficacia o garanzia di risultato rimane sempre, oltre al consiglio dermatologico, l’utilizzo sinergico di alimenti e/o integratori e di prodotti cosmetici specifici per uso topico.

“Questo articolo è stato liberamente tratto dalla rivista “Kosmetica N° 6 – Anno VII”. Per eventuali segnalazioni o reclami, si prega di contattare il titolare del presente sito web all’indirizzo email gdtif@gditalia.biz”