…per qualcuno, però, la fine dell’inverno significa l’inizio delle disavventure, caratterizzate da starnuti, asma, congiuntiviti, dermatiti.

Dopo il freddo, l’avvicinarsi della primavera suscita un giustificato desiderio di scrollarsi di dosso quel senso di brivido che ci ha accompagnato in tante giornate invernali.

 

Questa aspirazione si potrebbe ritenere comune a tutte le persone; per qualcuno, però, la fine dell’inverno significa l’inizio delle disavventure, caratterizzate da starnuti, asma, congiuntiviti, dermatiti.

 

Parliamo degli atopici, ossia di quel gruppo di persone che per predisposizione genetica manifestano una alterata reazione immunologica in risposta a diversi stimoli ambientali.

 

Per ovvia competenza professionale parleremo della dermatite atopica (DA), patologia cutanea sicuramente più comune nell’infanzia e nell’adolescenza ma che, non rarissimamente, accompagna anche l’età matura.

 

Che cosa caratterizza la DA?
L’eczema, ossia quella particolare manifestazione infiammatoria cutanea caratterizzata da arrossamento, papule, vescicole, edema, sierosità, croste e soprattutto il prurito.

 

Il prurito infatti è il disturbo più evidente.

 

L’atopico ha voglia di grattarsi, ha desiderio di grattarsi, deve grattarsi. Perché?

 

Perché la sua soglia del prurito è più bassa rispetto alla popolazione generale (ossia basta poco per stimolare il prurito) e perché la durata del prurito allo stimolo prurigi-noso è più prolungata.

 

Quindi l’atopico si gratta, si gratta, si gratta, traumatizza la pelle, aggravando l’eczema, che a sua volta suscita ancora più prurito in una spirale apparentemente senza fine.

 

Dal punto di vista classificativo la DA si suddivide in una forma estrinseca, nella quale sono evidenti le cause allergiche ed in una forma intrinseca nella quale invece non sembrano esservi influenze allergiche.

 

A prescindere dagli aspetti classificativi, vari possono essere i fattori scatenanti ed ora li analizzeremo.

 

In testa collochiamo gli irritanti. Quali sono? La lana, i saponi e i detergenti, i disinfettanti (il cloro della piscina) sono i più comuni.

 

Perché è così irritabile l’atopico?

 

Perché la sua pelle è eccessivamente secca e quindi perennemente in uno stato di debole infiammazione.
Perché la sua pelle non offre sufficiente funzione-barriera.

 

Di conseguenza:
  • una maglia di lana a contatto della pelle rapidamente diventerà insopportabile da indossare: il prurito sarà intollerabile,
  • lavarsi ripetutamente con detergenti aggressivi “seccherà” ancora di più la pelle, con la ovvia conseguenza della comparsa del prurito,
  • nuotare con frequenza in piscina renderà la pelle sempre più irritata e quindi più pruriginosa.

 

Quale strategia adottare?
  • usare detergenti delicati,
  • indossare a contatto della pelle indumenti di cotone,
  • idratare ripetutamente la pelle, con prodotti senza conservanti e profumi.

 

Per i soggetti adulti, occorre ricordare l’azione irritante del fumo di sigaretta che si traduce facilmente in una dermatite delle palpebre. Un motivo in più per smettere di fumare!

 

Per quanto riguarda gli allergeni veicolati dall’aria, il loro ruolo è da verificare caso per caso. Ricordiamo comunque, tra i tanti, la polvere di casa, i pollini, le muffe, il pelo degli animali domestici.

 

Da ricordare anche il ruolo, come scatenanti, dei batteri (Staphylococcus aureus), dei lieviti (Candida e Malassezia), del cibo (con massima incidenza nella fascia d’età 0-2 anni, ma significativa anche nell’età adulta), del sudore (causando prurito provoca eczema).

 

Quali sono le zone del corpo più facilmente sede di eczema?
Vi è una certa predominanza di alcune zone cutanee rispetto ad altre in relazione all’età, ma in generale le aree più frequentemente interessate sono:
  • il volto: nella prima infanzia l’area centro-facciale appare pallida, mentre nel bambino più grande e nell’adulto sono colpite con maggiore frequenza le palpebre e la zona periorale,
  • il collo,
  • il cuoio capelluto,
  • le pieghe retroauricolari e subauricolari,
  • le superfici estensorie degli arti,
  • i cavi antecubitali e poplitei,
  • i polsi,
  • il dorso delle mani.

 

Naturalmente quanto maggiore è il prurito e più è tardivo l’intervento medico atto a controllarlo, maggiori sono le probabilità che le manifestazioni eczematose si estendano su più vaste aree cutanee, con il rischio di sovrapposizioni batteriche e conseguente impetiginizzazione.

 

Nel controllo della malattia occorre perciò che il paziente sia seguito accuratamente
  • sia per quanto riguarda l’aspetto etiopatogenetico, mettendo in atto tutte le procedure di laboratorio necessarie ad evidenziare eventuali fattori scatenanti,
  • sia sotto l’aspetto preventivo, con i consigli utili ad evitare fattori di rischio di esacerbazione della dermatite,
  • sia sotto l’aspetto terapeutico, con la prescrizione degli opportuni interventi medici atti a controllare il prurito, a risolvere l’eczema, a mantenere adeguatamente idratata la cute.

 

 

 

Da “D & T” Anno XXV N. 04