I fitoestrogeni, o estrogeni vegetali, sono sostanze naturali ad attività similestrogenica. Più precisamente, grazie alla loro particolare struttura chimica, sono in grado di legarsi ai recettori degli estrogeni ed esplicare, così, attività biologiche di tipo estrogenico od antiestrogenico.

La diversificazione di questo effetto dipende dalla loro concentrazione, da quella degli estrogeni prodotti dall’organismo e da alcune caratteristiche individuali (concentrazioni tissutale di recettori ed enzimi coinvolti nel metabolismo di questi ormoni).

In ogni caso, il potere di stimolo sul recettore occupato risulta da 100 a 1000 volte inferiore rispetto alla loro controparte endogena.
I fitoestrogeni sono comunemente divisi in tre classi principali: isoflavoni, cumestani e lignani. Una quarta categoria, costituita dai lattoni, ha scarsa attività terapeutica.
Nel mondo vegetale sono ubiquitari (presenti in almeno 300 varietà di piante, di poche risultano commestibili). Tra le fonti alimentari ricordiamo la soia, i legumi e, anche se in quantità minore, molti tipi di frutta, verdure e cereali integrali.
La soia, i suoi derivati (farina, latte di soia, tofu) ed il trifoglio rosso, rappresentano le principali fonti commerciali di fitoestrogeni.

 

Funzioni e proprietà dei fitoestrogeni

Considerati i presupposti biologici, i campi di applicazione dei fitoestrogeni sono molteplici. Queste sostanze, infatti, presentano una duplice proprietà: antiossidante da un lato ed estrogenica dall’altro (riducono sia i disturbi dovuti a carenza di estrogeni, sia quelli imputabili ad un loro eccesso).
Il ruolo nutrizionale e terapeutico degli alimenti o dei supplementi dietetici ricchi in fitoestrogeni è stato indagato, prima di tutto sulla base di molteplici osservazioni epidemiologiche delle popolazioni asiatiche (la cui alimentazioni è particolarmente ricca di soia). Dall’esame di questi dati, e dal loro confronto con i corrispettivi occidentali, è emersa una minore incidenza dei disturbi associati alla menopausa, un minor rischio cardiovascolare, un minor tasso di tumori alla mammella, all’endometrio e all’ovaio, nonché una minore percentuale di fratture osteoporotiche dell’anca.
Da qui, la proposta di utilizzare un’integrazione alimentare di fitoestrogeni nella:
  • prevenzione e cura dei sintomi (vampate di calore, secchezza dei genitali, rughe, fragilità dei capelli) e delle malattie correlate alla menopausa (alternative naturali alla terapia ormonale sostitutiva);
  • prevenzione della sindrome premestruale e dell’invecchiamento (grazie all’azione antiossidante);
  • terapia delle mastodinia (dolore nevralgico della mammella);
  • prevenzione delle malattie cardiovascolari (riduzione della pressione arteriosa e miglioramento dell’assetto lipidico, ↑ colesterolo HDL ↓ colesterolo totale ↓ LDL ↓ trigliceridi);
  • miglioramento del metabolismo osseo;
  • potenzialità antineoplastiche.

 

da www.my-personaltrainer.it