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Quel fastidioso prurito

La dermatite atopica (DA), detta anche eczema costituzionale, è una malattia pruriginosa caratterizzata da un disordine cutaneo di tipo cronico con riacutizzazioni.

Affigge soprattutto i bambini di sesso maschile che vivono in città: le cause di questa malattia dermatologica sono molteplici e per alleviare i caratteristici sintomi cutanei si rende necessario seguire scrupolosamente alcune regole di comportamento. Prima tra tutte: lavaggi moderati e con prodotti specifici che non aumentino la reattività della pelle.

 

La dermatite atopica (DA), detta anche eczema costituzionale, è una malattia pruriginosa caratterizzata da un disordine cutaneo di tipo cronico con riacutizzazioni.

 

La parola dermatite indica una condizione infiammatoria della pelle, mentre l'aggettivo atopica è utilizzato poiché, in oltre il 50 per cento dei casi, questa condizione si presenta in persone affette da atopia, vale a dire geneticamente predisposte all'iperproduzione di IgE nei confronti di sostanze di per sé innocue (che sensibilizzano la cute) e allo sviluppo di malattie allergiche (rinocongiuntivite, asma bronchiale, orticaria ecc.).

 

La DA è più frequente nei maschi, nelle classi socioeconomiche più elevate e nelle aggregazioni urbane.

 

Interessa in particolare l'infanzia, essendo la malattia dermatologica più frequente in età pediatrica: si manifesta nel 65 per cento dei casi entro l'anno di vita e nel 90 per cento prima dei cinque anni.
Con l'età tende a migliorare, nella pubertà guarisce spontaneamente nella metà dei casi e si attenua nel restante 50 per cento, mentre pochi casi persistono oltre i 30 anni di età.

 

TRE FASI CLINICHE

I segni clinici più importanti della dermatite atopica sono il prurito e la secchezza della pelle, ossia la xerosi cutanea.

 

Il continuo grattamento dovuto al prurito, sviluppa lichenificazione con ispessimento cutaneo. Avviene inoltre una perdita di acqua transepidermica per diminuzione del film idrolipidico, che funge da barriera dello strato corneo.

 

Il prurito può essere persistente, peggiorando di notte, e il grattamento che ne consegue, in presenza di lesioni, non solo irrita ulteriormente, ma predispone l'instaurarsi di un'infezione secondaria da stafilococco aureo, nota come impetigine.

 

La malattia si presenta in acuto con papule arrossate, edematose ed essudanti, mentre in fase subacuta si osservano chiazze eritematodesquamative e in quella cronica lichenificazione con chiazze di cute secca, rugosa, iperpigmentata e ispessita.

 

Le manifestazioni cliniche della dermatite atopica possono variare per distribuzione, in funzione dell'età del paziente.

 

Si osservano, quindi, tre fasi della malattia:
  • nella prima infanzia (fino ai due anni) le lesioni cutanee si localizzano selettivamente sul cuoio capelluto, sulle superfici convesse di viso (fronte, guance, mento) e soprattutto sulle superfici estensorie degli arti;
  • nel bambino (dai due ai dieci anni) sono diffuse principalmente sulle superfici convesse del corpo (pieghe dei gomiti e delle ginocchia, collo, caviglie, polsi, pieghe retroauricolari, regioni perioculari e periorale);
  • nell'adolescenza e nella giovinezza (da dieci anni in poi) le lesioni possono invece avere una distribuzione ancora maggiore, coinvolgendo la zona superiore del torace e spesso le superfici flessorie ed estensorie in contemporanea, e diventano sempre più resistenti alle terapie.

 

LE CAUSE DELL'ECZEMA

La causa di questa malattia è multifattoriale e caratteristica risulta l'associazione tra DA e familiarità per malattie allergiche. Si può, infatti, dimostrare che se un genitore presenta una diatesi atopica, esiste il 60 per cento delle possibilità che anche i figli siano atopici. Se invece entrambi i genitori sono atopici, la percentuale sale fino all'80 per cento.

 

Tra i responsabili dell'eziologia di DA rientrano anche diversi fattori immunologici, come l'allergia agli alimenti, l'allergia da contatto e inalatoria, alcune anomalie dell'immunoregolazione. Bisogna, tuttavia, ricordare che la pelle dei bambini da tre mesi a due anni di età è iperreattiva, reagendo in modo abnorme a stimoli normali, e che le sue capacità immunologiche devono ancora perfezionarsi.

 

Allergia Alimentare
Gli allergeni alimentari più importanti sono contenuti nel latte vaccino e nei suoi derivati, ossia la caseina, la lattoalbumina e la betalattoglobulina. Sono compresi anche le uova, alcuni tipi di cereali (perché contenenti il glutine) e i loro derivati, le fragole (perché sono istamino-liberatrici).

 

L'allergia alimentare è molto importante nella fase del lattante, importante in quella del bambino e di modesto rilievo, invece, nell'età giovanile e adulta.

 

Quando parliamo di associazione con l'allergia alimentare ci riferiamo in particolar modo alla fase del lattante. Ci potrebbe, infatti, essere una sensibilizzazione verso gli allergeni alimentari già nell'utero. Per cui si raccomanda alle gravide (che hanno già la DA o un grado di familiarità atopica) di evitare i cibi ricchi dei trofoallergeni maggiori.

 

Una dieta oligoallergenica è consigliata nell'ultimo trimestre della gravidanza, a causa di un maggiore passaggio di allergeni dalla placenta al feto, e nei primi sei mesi di allattamento al seno.
Non tutti sono d'accordo su tale dieta, però nella maggioranza dei casi è quella che si raccomanda di più. Ciò perché è stato osservato un ritardo nella comparsa o un'attenuazione dell'eczema atopico nel caso di figli di donne che hanno seguito la dieta ipoallergenica.

 

Nel momento in cui si sospetta un coinvolgimento alimentare nello stato eczematoso, si suggerisce di condurre i consueti test di valutazione clinica e laboratoristica, come i prick test, sui quali ci sono però opinioni discordanti.

 

Il test in aperto, che consiste nel somministrare in quantità crescenti e ripetute l'alimento naturale per alcuni giorni è quello più pratico.

 

Comunque le allergie alimentari tendono a ridursi con il passare degli anni, soprattutto nei pazienti atopici.

 

Allergeni da Contatto
Gli allergeni e gli irritanti da contatto che penetrano nell'epidermide, ormai priva di funzione di barriera, inducono a un peggioramento della DA.

 

I principali responsabili in questo caso sono il nichel, i profumi, i detergenti aggressivi, i saponi, la lanolina, i preservanti, gli emulsionanti, i conservanti, la lana, le fibre sintetiche, peluche, moquette, tappeti e, non ultima, l'acqua.

 

Anche gli aeroallergeni come i pollini, le forfore animali, le muffe, gli acari delle polveri domestiche possono influire sulla DA, aggravandola fino a portare anche a un'eruzione orticariosa.

 

Anomalie Immunoregolatorie
Una teoria attribuisce le responsabilità dell’insorgenza della DA alla presenza di un inadeguato livello di c-AMP circolante. Si assiste così a un’esagerata risposta agli irritanti e agli antigeni da parte dei cheratinociti, con iperproduzione di citochine proinfiammatorie, di IgE, ed eccesso di rilascio di istamina da mastociti e basofili.

 

E’ importante considerare che in alcuni casi la DA si associa a stati di immunodeficienza, la cui definizione richiede test diagnostici specifici. Le indagini di laboratorio sono effettuate per valutare il livello degli eosinofili e delle IgE totali, o per ricercare IgE specifiche nei confronti di pollini, inalanti o alimenti, in presenza di positività ai prick test.

 

Infezioni
Vari microrganismi, come lo Stafilococcus aureus, sono responsabili della patogenesi della DA, mentre virus come l'Herpes simplex e il Papilloma virus, funghi e lieviti come, il Trichophyton rubrum, il Pytirosporum ovalis, ne complicano il quadro clinico. E’ opportuno quindi evitare il contatto con soggetti affetti da tali microrganismi.

 

L’INTERVENTO IGIENICO

Il farmacista può svolgere un’importante funzione di educazione nei confronti dei genitori del paziente affetto da DA. Egli può infatti rinforzare le raccomandazioni del dermatologo, sollecitare a seguire correttamente la terapia prescritta, senza perdere fiducia nell'esito della stessa, spiegare come condurre scrupolosamente le misure preventive per evitare i fattori scatenanti e aggravanti la malattia, convincere ad abbandonare i detergenti comuni, preferendo, invece, lavaggi poco frequenti e con prodotti opportuni.

 

Molto importante è a tal proposito spiegare perché alcuni cosmetici sono più adatti di altri e su quali di essi è preferibile indirizzare le proprie scelte.

 

Si ritiene che i detergenti agiscano sottraendo lipidi interlamellari a chi ne è carente. Quelli eccessivamente alcalini o acidi sono troppo delipidemizzanti.
I profumi, i coloranti, le soluzioni saline clorate e l'acqua comune, nelle fasi irritative della malattia, possono aggravarla.
Un esempio è rappresentato dall'eczema cronico delle mani, che compare con grande frequenza nei pazienti atopici o con uno stato di atopia, in cui gli stimoli irritativi e in grande misura quelli allergici, possono giocare un ruolo predominante.

 

Lo specialista consiglia quindi di ricorrere ai bagni oleati emollienti, che contengano tensioattivi poco aggressivi e che non asportino il film idrolipidico esterno, già parzialmente alterato.
Devono pertanto contenere agenti lenitivi o lipidemizzanti come acido linoleico e gamma linolenico, colesterolo, burro di karité.
Il prodotto detergente va comunque sempre risciacquato accuratamente.

 

Le creme cosmetiche, invece, presentano un'altra serie di problematiche e solo alcune di esse sono adatte e studiate specificamente per soddisfare le esigenze dei soggetti atopici.
Contenendo acqua, le creme bagnano la cute e, inoltre, spesso hanno profumi che aumentano la reattività in chi è affetto da DA, mentre i gel seccano la pelle. Gli unguenti provocano occlusione, con conseguente mancata traspirazione cutanea e quindi macerazione.

 

E’ dannoso applicare topici grassi nello stadio di essudazione acuta e, analogamente, è inutile l'uso di una crema evanescente su lesioni secche e ispessite.

 

La pelle delle persone affette da DA non è in grado di costituire internamente la guaina idrolipidica in modo sufficiente ed è più permeabile del normale. E’ dunque importante, per sopperire a quello stato di xerosi cutanea, l'applicazione di prodotti rilipidemizzanti e idratanti anche due volte al giorno. Le sostanze maggiormente utilizzate sono ceramidi, urea, acidi grassi essenziali omega-6, glicerina.

 

Consigliare infine una crema barriera a base di ossido di zinco da applicare intorno alla bocca, prima di consumare cibi irritanti come pomodoro, parmigiano, agrumi, rappresenta un'ottima strategia preventiva.

 

LE REGOLE DELLA PREVENZIONE

La dermatite atopica è una risposta anomala della cute a molti fattori e la prevenzione consiste quindi nel cercare di evitare tutto quello che può farla insorgere o peggiorare. Numerosi sono i fattori stimolanti e aggravanti, che devono essere allontanati o eliminati:
  • l'acqua: ogni volta che vi è il contatto con essa, lo strato corneo poco impermeabilizzato dai lipidi interlamellari, si rigonfia con idrolisi delle cheratine, mentre all'evaporazione dell'acqua la pelle si secca, fissurandosi.
    Il contatto con l'acqua deve, quindi, essere limitato allo stretto necessario per l'igiene corporea e dopo ogni lavaggio bisogna asciugare a fondo per eliminare l'umidità.
    La temperatura dell'acqua non dovrebbe essere troppo alta, tra i 32 e i 37°C, poiché il calore determina vasodilatazione e aumenta il prurito, mentre il bagno non dovrebbe protrarsi oltre i 15 minuti.
  • gli aeroallergeni: in questo caso è bene evitare gli ambienti polverosi o il contatto con oggetti che fungano da ricettacolo di polvere (peluche, tappeti, poltrone in stoffa, moquette, tendaggi ecc.).
    E’ possibile ridurre efficacemente il contatto con gli acari della polvere domestica, utilizzando rivestimenti per materassi e letti impenetrabili agli acari e lavabili a 60 gradi centigradi (le cosiddette fodere antiacaro specifiche per la DA).
    Evitare la presenza di animali in casa e il contatto con essi.
  • la lana e le fibre sintetiche: non fanno traspirare la cute che si imbibisce di sudore, creando irritazione e prurito. Indossare perciò solo capi di cotone, lino o seta, che sono permeabili all'aria (togliere le etichette di materiale sintetico, evitare il contatto con il filo di cucitura sintetico).
    Se la malattia colpisce i piedi, sono sconsigliate le scarpe in gomma, mentre sono da preferire scarpe in cuoio non troppo chiuse.
    Nei bambini piccoli non usare mutandine di plastica e cambiare spesso il pannolino.
  • gli ammorbidenti per il lavaggio dei vestiti: al loro posto si può aggiungere una piccola quantità di aceto all'ultimo risciacquo.
    E’ importante inoltre, rimuovere a fondo ogni residuo di detersivo con un risciacquo supplementare.
    Si consiglia inoltre di avvalersi di un depuratore per ridurre il contenuto di calcare nell'acqua.
  • l'ambiente umido: è consigliabile asciugarsi a fondo dopo ogni lavaggio per evitare tracce di umidità sulla pelle.
    E’ meglio lavare i capelli con uno shampoo delicato e nel lavandino, per evitare il contatto con il resto del corpo.
    Evitare, inoltre, stimoli tendenti a causare profuse sudorazioni che stimolerebbero il prurito (sbalzi termici, emozioni, esercizio fisico, calore, vestiario pesante).
    I locali abitativi dovrebbero presentare un tasso di umidità ambientale al massimo del 40 per cento e la temperatura ambientale a 18-19° C.
  • i cibi irritanti come pomodoro, parmigiano, agrumi che possono provocare un'irritazione della zona intorno alla bocca.
  • le unghie lunghe: vanno quindi tenute sempre molto corte, per evitare il rischio di infezioni sovrapposte in seguito al grattamento. In alcuni casi può essere utile coprire le mani con guanti di cotone durante la notte per evitare gli effetti negativi del grattamento.
  • alcuni farmaci: per esempio, i betabloccanti e i serotoninergici peggiorano la DA.
    L'uso cronico del cortisone induce solo a una temporanea remissione; inoltre favorisce lo sviluppo batterico poiché abbassa le difese immunitarie.
    Lo si sconsiglia soprattutto nei bambini, poiché potrebbe portare a un blocco reversibile dell'asse ipotalamocorticosurrenalico;
  • lo stress psichico come la gelosia per l'arrivo di un fratellino, le incomprensioni, la scarsa resa scolastica o lavorativa (a causa del cattivo riposo notturno per il continuo grattamento), l'agitazione ecc. Considerare l'opportunità, in casi selezionati, di un supporto psicologico.

 

 

 

Da “T & F” Anno XXII N. 10

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Il nichel è presente in moltissimi e svariati oggetti di uso comune: dalle monete agli inchiostri tipografici, dalle gomme per cancellare agli orologi e così via; risultano particolarmente pericolosi cosmetici e i detergenti.

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