Dr. Giovanni Leone.
Responsabile del Servizio di Fototerapia. Ist. Dermatologico S.Gallicano IRCCS – Roma.

Oggigiorno la fototerapia, metodica che sfrutta l’azione terapeutica dei raggi ultravioletti, viene impiegata per il trattamento di numerose malattie dermatologiche, tra cui primeggiano la psoriasi e la vitiligine.

PSORIASI

La fototerapia UVB e la fotochemioterapia PUVA sono trattamenti di documentata efficacia nella cura della psoriasi. La fototerapia a banda stretta utilizza radiazioni UVB con lunghezza d’onda compresa tra 300 e 313 nm. In tale spettro l’attività degli UVB risulta efficace e sicura, garantendo periodi di remissione prolungati.

Attualmente si ritiene che l’UVB a banda stretta sia la fototerapia di scelta nella cura della psoriasi moderata, sia per la rapidità dei risultati che per la tollerabilità del trattamento. Inoltre studi comparativi tra UVB a banda stretta e PUVA terapia hanno evidenziato la sovrapponibilità dei risultati. E’ stata proposta anche l’associazione con retinoidi che ha mostrato una maggiore efficacia a breve termine e riduzione della dose totale di UV. In genere vengono praticate tre sedute di fototerapia UVB a banda stretta a settimana, e la cura ha la durata totale di 40-60 giorni.

Al fine di ridurre le dosi cumulative di UV a banda stretta sono state anche suggerite associazioni con farmaci topici, quali tazarotene, calcipotriolo, tacalcitolo e ditranolo.

L’indicazione alla PUVA terapia è rappresentata da una malattia estesa ad almeno il 20% della superficie corporea.

E’ una tecnica di fotochemioterapia che associa una irradiazione con raggi UVA alla somministrazione di agenti fotosensibilizzanti del gruppo degli psoraleni. Questo trattamento, che può presentare effetti collaterali legati all’assunzione degli psoraleni (nausea, ecc.), va riservato ai casi più gravi.

L’efficacia della PUVA può essere aumentata dall’applicazione di vaselina, cignolina e calcipotriolo, ma non di catrame. Associazioni con methotrexate, ciclosporina o fototerapia UVB a banda stretta riducono la dose cumulativa di UVA e il numero di sedute, ma possiedono un’azione cancerogena potenzialmente additiva o sinergica.

VITILIGINE

La vitiligine è un disordine acquisito della pigmentazione caratterizzato da macchie cutanee acromiche ben circoscritte con bordo normalmente pigmentato.
Interessa in eguale proporzione maschi e femmine con un’incidenza pari a 0,5-2% della popolazione mondiale.
Negli ultimi 20 anni la PUVA terapia, sistemica e topica, ha rappresentato il trattamento fototerapico di scelta per la vitiligine.
Tuttavia gli effetti incostanti, i lunghi tempi di trattamento richiesti e gli effetti collaterali legati all’assunzione di psoraleni, ne limitano l’uso. Pertanto è stata accolta con grande favore l’introduzione in terapia della radiazione UVB a banda stretta (TL01).
Le recenti tendenze nella terapia della vitiligine indirizzano verso l’impiego delle radiazioni UVB (311 nm) a banda stretta con o senza associazioni farmacologiche.
Tale metodica si è rivelata uno strumento efficace nella terapia della vitiligine ed inoltre meno rischiosa in termini di cancerogenicità rispetto alla PUVA terapia.
Recentemente sono stati pubblicati dei lavori sull’efficacia di una nuova sorgente luminosa: il laser ad eccimeri, nel trattamento della vitiligine.
Il nostro gruppo di ricerca, da circa 1 anno, sta valutando l’efficacia di una luce monocromatica ad eccimeri (MEL) nel trattamento della vitiligine.
I risultati sono molto incoraggianti: infatti nella maggior parte dei pazienti già dopo 3-4 sedute si e verificata la comparsa di iniziali isole di ripigmentazione.
Abbiamo osservato una migliore risposta clinica nelle forme di recente insorgenza e di limitata estensione, in particolare quelle localizzate al volto, e al tronco rispetto alle lesioni degli arti.
Possiamo quindi ritenere che nella terapia di particolari forme di vitiligine la MEL possa essere più vantaggiosa di altri trattamenti fototerapici, per il minor numero di sedute richiesto (riduzione della dose cumulativa), per i brevi tempi di esposizione (migliore compliance da parte del paziente), e perché non richiede l’uso di fotosensibilizzanti.
Inoltre la maggiore selettività della terapia permette di evitare l’esposizione di ampie zone di cute sana alle radiazioni ultraviolette. La fototerapia con MEL ci sembra una validissima opzione terapeutica da includere nell’arsenale di cui disporremo per il futuro.
Contatti:
Istituto Dermatologico San Gallicano, Servizio di Fototerapia, Via Elio Chianesi 53, 00144 Roma
Pren. Visite: 0652666657 www.fototerapia.it

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16_-_Fototerapia_della_Psoriasi_e_della_Vitiligine

Dr. Giovanni Leone.
Responsabile del Servizio di Fototerapia.
Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS – Roma.
Servizio di Fototerapia, Via Elio Chianesi 53, 00144 Roma
0652666657 www.fototerapia.it

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