Prof. Leonardo Celleno
Dermatologo Complesso Integrato “Columbus”

I prodotti dermocosmetici trovano largo impiego nel trattamento non tanto del cronoinvecchiamento quanto del fotoinvecchiamento. Il razionale del loro uso risiede nel poter ripristinare soprattutto la funzione di barriera dell’epidermide e con questa l’idratazione e una efficace protezione della cute.

Inoltre ad essi sono demandate altre attività come ad esempio quella di schiarire le macchie brune, di proteggere la cute dal sole, di rimuovere impurità come i tappi comedonici e altre ancora.

Bisogna comunque tener presente che le azioni consentite ad un dermocosmetico non possono sostituirsi ad un trattamento farmacologico ed al tempo stesso il loro uso deve essere protratto lungamente nel tempo, ma dalla sinergia e dal completamento di entrambi è possibile ottenere un risultato esteticamente e funzionalmente apprezzabile.

 

SOSTANZE ANTINVECCHIAMENTO

Idratazione
L’idratazione della pelle è fondamentale perché essa mantenga le sue proprietà plasto-elastiche.
Le qualità estetiche della pelle, come la morbidezza, la levigatezza e la sua compattezza, dipendono proprio da queste e quindi sono direttamente dipendenti dall’idratazione.
L’acqua nella cute, si lega sia nell’epidermide che nel derma, alle sostanze che li compongono.
L’idratazione che più ci interessa, perché più influenzabile con i trattamenti dermocosmetici, è quella dell’epidermide. Poco è noto dei meccanismi che controllano l’idratazione del derma se non che in tale sede l’acqua si lega principalmente ai glicosamino e proteoglicani (ac. ialuronico, dermatan sulfato,etc) che legano, in virtù delle loro intrinseche caratteristiche di molecole polianioniche, moltissime molecole di acqua.
Comunque il contenuto di acqua del derma non è influenzabile dall’esterno ed è prevalentemente legato all’idratazione dei tessuti organici in generale.
L’idratazione dell’epidermide è essenzialmente frutto della sua stessa funzione di barriera che regola appunto il meccanismo della “perspiratio insensibilis”. Attraverso la cute l’acqua lascia il nostro organismo con un meccanisno involontario e distinto dalla sudorazione, eccrina ed apocrina, che si esplica in continuazione durante tutte le ore del giorno e della notte.
Questa perdita transcutanea di acqua ci permette di termoregolare ed è quindi essenziale per la sopravvivenza dell’individuo. Senza entrare in una descrizione specifica di tale meccanismo, va comunque ricordato che a livello della transizione fra strato granuloso e corneo è situata la barriera epidermica costituita dalla giustapposizione dei legami intercellulari tra i cheratinociti (desmosomi, gap e tight junctions) fra cui sono riversati i lipidi prodotti dai cheratinosomi rappresentati dalle ceramidi. Sono proprio i lipidi intercellulari epidermici a trattenere insieme con la stessa citoarchitettonica epidermica, l’acqua all’interno dell’organismo. La sua evaporazione all’esterno, misurabile con la evaporimetria cutanea (trans epidermal water losss TEWL), è principalmente il semplice contenuto di acqua della cute, ma gli stessi processi biologici che ad esso presiedono. E’ bene ricordare come la distinzione fra eccipiente e sostanza attiva, se valida nel farmaco, non riconosce un limite così netto in cosmetica, dove lo stesso eccipiente o veicolo può svolgere di per sé un ruolo funzionale.

 

Le sostanze funzionali che trovano più largo impiego nelle formulazioni cosmetiche ad azione antiaging possono essere divise in base alla loro attività in:

 

Idratanti, umettanti e/ o igroscopiche
L’urea a concentrazioni inferiori o uguali al 10% svolge un’ottima attività umettante anche se in alcuni soggetti sensibili o nei bambini il suo uso può provocare l’insorgenza di una sensazione puntoria (stinging) e per questo è bene evitare l’applicazione al volto di preparati contenti urea, soprattutto nell’area perioculare.
L’acido pirrolidoncarbossilico (PCA) ha un elevato effetto idratante a concentrazioni oscillanti fra il 3 e il 5%. Concentrazioni maggiori possono indurre irritazioni.
L’acido lattico, che è un alfa-idossiacido, viene utilizzato a concentrazioni tra il 5 e il 10% per ottenere un miglioramento della struttura epidermica e diminuire così la perdita di acqua transcutanea.
Sia l’acido lattico, l’urea che il PCA fanno parte dei cosiddetti natural moisturizing factors (NMF), un gruppo di sostanze organiche contenute soprattutto nell’epidermide, fra granuloso e corneo, e che hanno proprio il compito di legare l’acqua negli strati più superficiali.

 

 

Glicoli, polialcoli
Costituiscono la classe più nota di umettanti e sono rappresentati in particolar modo da glicerina, glicol propilenico e sorbitolo. Tali sostanze agiscono in quanto sono in grado di formare legami di tipo polare con l’acqua e quindi di trattenere quest’ultima a livello superficiale, riducendone in tal modo l’evaporazione.

 

 

Idrolizzati proteici, aminoacidi
Sono sostanze fortemente igroscopiche che aumentano la capacità del corneo di trattenere acqua. Fra questi la prolina, la glicina e la lisina

 

 

Alfaidrossiacidi, alfachetoacidi
Gia da diversi anni in uso, questo gruppo di sostanze svolge un’azione più o meno profonda a seconda delle concentrazioni di utilizzo: a basse concentrazioni migliorano l’imbibizione del corneo e migliorano il turnover delle cellule mentre a concentrazioni più elevate hanno un’azione più marcatamente cheratolitica e quindi conferiscono una migliore levigatezza alla pelle.

 

 

Sostanze ad azione riparativa
Appartengono a questo gruppo sostanze in grado di diminuire e/o riparare danni al DNA a seguito di prolungate esposizioni solari e sostanze ad attività antiproteolitica , in particolare ad attività inibitoria sulle elastasi, enzimi responsabili dalla rapida degradazione dei componenti della matrice extracellulare. Diversi estratti vegetali e sostanze ottenute da processi biotecnologici vantano questa azione.

 

 

Sostanze ad azione ormonosimile
Negli ultimi anni sono state identificate diverse sostanze contenute in prodotti naturali aventi un’azione simil ormonale; si tratta per lo più di sostanze che si comportano in maniera analoga agli estrogeni senza averne gli effetti collaterali. In particolare la soia è ricca di isoflavoni che, pur non avendo una struttura steroidea, sembrano in grado di legarsi ai recettori estrogenici e di rallentare i processi di invecchiamento legati alla menopausa.

 

 

Sostanze lipidiche
E’ il gruppo più importante di sostanze utilizzate nel tentativo di ripristinare soprattutto i lipidi intercellulari epidermici responsabili della funzione barriera. Spesso vengono impiegati anche lipidi simili a quelli presenti sulla superficie cutanea per fornire un rivestimento protettivo- filmogeno.
Per tale scopo possono essere impiegate sia sostanze organiche che inorganiche come oli minerali, siliconi e derivati degli idrocarburi.
I lipidi intercellulari epidermici e le altre sostanze organiche lipidiche impiegate sono prevalentemente costituite da PUFA, acidi grassi polinsaturi, ceramidi omega-3 e 6.

 

 

Sostanze filmogene
Sono rappresentate soprattutto da acido jaluronico e chitosani. Queste sostanze posseggono un elevato numero di gruppi idrossilici che consentono di legare notevolissime quantità di acqua e di filmarsi sulla cute. Spesso sono utilizzate per ottenere il cosiddetto effetto “lifting”.

 

 

Antiossidanti-antiradicalici
Vitamina C, tocoferoli ( vitamina E e derivati), carotenoidi, polifenoli, acido lipoico, acido ferulico, coenzima Q 10 e molte altre sostanze sono impiegate per neutralizzare i radicali liberi ( RL ) . Poiché fra i RL più importanti vi sono quelli che si realizzano dall’ ossigeno, il termine antiossidante è divenuto sinonimo di anti RL. Gli antiossidanti svolgono dei ruoli importanti nella prevenzione di fenomeni ossidativi, responsabili di alterazioni e invecchiamento di processi metabolici. Agiscono neutralizzando i ROS (Reactive Oxigen Species) generati da esposizione ai raggi ultravioletti, ad inquinamento ecc. Alcuni di essi, quale ad esempio la vitamina C, sono dei potenti antiossidanti, ma hanno lo svantaggio di non essere stabili in presenza di ossigeno. In alternativa si utilizzano dei derivati, quali il palmitato di ascorbile, il magnesio ascorbil fosfato, che vantano una maggiore stabilità nella formulazione cosmetica. I carotenoidi sono un’importante classe di antiossidanti, soprattutto utilizzati per uso orale, in quanto la loro intensa capacità colorante e il loro scarso assorbimento ne limitano l’uso in applicazioni topiche. Importanti anche i polifenoli, come quelli presenti nel tè verde, come in altri derivati vegetali, che mostrano un’ intensa attività antiradicalica.

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17_-_I_cosmetici_antinvecchiamento

Prof. Leonardo Celleno
Dermatologo Complesso Integrato “Columbus”
Direttore del Centro di Ricerche Cosmetologiche Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

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