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Le micosi, o funghi della pelle, possono interessare varie zone del corpo e vari livelli del tessuto cutaneo. Sebbene poco piacevoli da vedere, si possono prevenire e curare facilmente integrando alle classiche cure farmacologiche l’utilizzo di prodotti antibatterici.

I funghi della pelle: ecco un tipo di infezione non selettiva, che non guarda in faccia nessuno, che aggredisce tutti senza distinzioni di sesso, età e latitudine: giovani, adulti, bambini ed anziani, maschi e donne indiscriminatamente. E sin dai tempi dall’antichità, come dovrebbe far intuire l’etimologia del termine scientifico micosi, che deriva dal vocabolo greco mikòs (fungo) e che indica la presenza di microscopici funghi patogeni detti miceti, i quali – vanificando le resistenze del corpo umano (o animale) – in realtà lo infettano.

 

E come confortano le conoscenze del fenomeno in epoche remote,  la micosi definita “Tigna del cuoio capelluto” era, infatti, già nota nell’antica Grecia come “kerion celsi” e nella Roma imperiale come Tinea, termine coniato poiché si riteneva che i funghi altro non fossero se non “tarme” capaci di vivere e nutrirsi grazie all’abrasione della pelle.

 

Si tratta, dunque, di vere e proprie infezioni della pelle, del cuoio capelluto e delle unghie, causate dai miceti, pronti ad aggredire attraverso autentici raid specie negli ambienti caldi ed umidi (esempi classici docce pubbliche, palestre, piscine, spiagge) che ne favoriscono la diffusione e la trasmigrazione da un corpo ad un altro. Ma attenzione, anche, alle fibre sintetiche di vestiti, scarpe e biancheria che – aumentando la sudorazione – sono humus naturale dei funghi, altresì conduttori di prurito e desquamazione.

 

Le micosi si classificano in base al livello di tessuto che ne patisce la presenza e l’azione. Superficiali e cioè limitate allo strato esteriore di pelle; cutanee, afferenti anche l’interno dell’epidermide; sottocutanee, quelle che interessano il derma, i muscoli e la fascia; sistemiche, allorquando coinvolgano organi interni. Focalizzando l’attenzione sulla prima categoria, va detto che le infezioni attaccano la cheratina (lo strato esterno della pelle), incuneandosi in piccole fenditure della cute generate da graffi o formatesi a causa di prolungata sudorazione o di permanenza in ambienti caldo umidi. I funghi della pelle più comuni e frequenti sono la tigna, il piede d’atleta e la pitiriasi.

 

  • La tigna o tinea (cui va aggiunto un aggettivo che localizzi la parte del corpo in cui attecchiscono le spore del fungo, es. “capitis” per la testa, “pedis” per il piede, ecc..) ha come agenti di diffusione i funghi dermatofiti che assalgono in maniera particolare i bambini. Il contagio avviene da uomo a uomo, da animale a uomo, attraverso oggetti contaminati comunemente usati. Si manifesta per lo più su cuoio capelluto ed ascelle e le lesioni appaiono di colore rossastro ed irregolari ai bordi (più chiare internamente), spesso con annessi desquamazione, croste e prurito. Se attacca zone glabre (prive di pelo) si cura con creme a base di miconazolo, clotrimazolo, econazolo o ketoconazolo. Il farmaco antimicotico può essere assunto per via orale o tramite uno spray (a discrezione del dermatologo), qualora il fungo abbia aggredito il cuoio capelluto oppure aree vaste del tronco e della schiena.

 

  • Il piede d’atleta comporta desquamazione e prurito localizzato sovente negli spazi interdigitali del piede, dove si creano micro spaccature, e colpisce in caso di forte sudorazione dell’arto, magari consequenziale all’attività sportiva. Indicato utilizzare per la risoluzione (per un periodo di tre – quattro settimane) creme a base di tioconazolo o bifonazolo.

 

  • La pitiriasi si presenta con macchioline rossastre che tendono ad addensarsi fra loro su dorso, spalle e collo ed – in barba al suo antipatico aspetto – è la micosi più semplice da curarsi. Il che non sottrae, però, l’antipatico problema dell’inestetismo avvertito evidentemente in maniera particolare dal gentil sesso, spesso condizionato – soprattutto durante la stagione calda – nella scelta dell’abito da indossare.

 

In tutti i casi le terapie devono protrarsi per un certo periodo, almeno una settimana, dopo la scomparsa di macchie e lesioni. L’igiene diviene, ad ogni modo, imprescindibile denominatore comune al fine di scongiurare ricadute successive. Non solo quella personale , ma anche disinfettando con lavaggi ad alte temperature o con prodotti igienizzanti attivi anche in acqua fredda, gli indumenti entrati in contatto con le lesioni ed in generale quelli utilizzati (asciugamani inclusi) per fare sport. Nel vasto panorama di prodotti atti a prevenire le spore e i funghi – attraverso il lavaggio degli indumenti – vanno segnalati, senza dubbio, quelli che esercitano un’azione ossidante sui miceti e che si basano sulla molecola di percarbonato di sodio.

 

La moderna ricerca farmaco-cosmetica ci fornisce delle valide soluzioni coadiuvanti i trattamenti medici per la prevenzione delle micosi. Infatti una buona terapia non può non essere affiancata da agenti igienizzati della biancheria e saponi disinfettanti per la pelle ed il corpo che mantengano il più possibile pulita la pelle senza alterarne il ph fisiologico.