La stimolazione di specifici recettori nucleari promuove la differenziazione dei cheratinociti, la sintesi lipidica e il ripristino della barriera cutanea. Gli oli vegetali, in cosmetologia, rappresentano la principale fonte di trigliceridi. Essi vengono ricavati da una moltitudine di piante oleaginose. Tra gli oli più pregiati e usati, si annoverano i seguenti: karité, ximenia, vinacciolo, soia, ribes, oenothera biennis, oliva, mandorla dolce, girasole, germe di grano, borragine, avocado, arachide, cartamo.

Molto si è scritto per vantare la superiorità dell’uno o dell’altro; tra i numerosi fattori che entrano in gioco nel determinare il valore di un olio quale ingrediente dei preparati skin care, meritano di essere citate le proprietà degli acidi grassi e le caratteristiche quantitative e qualitative della frazione insaponificabile.

Gli acidi grassi dei trigliceridi, a seconda del grado di insaturazione e della lunghezza della catena carboniosa, condizionano gli aspetti organolettici e le proprietà fisiche e biochimiche del velo lipidico che questa forma sulla cute.
Inoltre, la parziale idrolisi dei trigliceridi libera, sulla superficie epidermica, una quota di FFA in grado di retrodiffondere verso gli strati vitali, ove può assolvere a numerose funzioni:
– strutturali: gli acidi grassi entrano a far parte delle membrane cellulari, in quanto componenti dei fosfolipidi e degli sfingolipidi.
Essi, inoltre, sono presenti nel cemento lipidico intercorneocitario: legati alla sfingosina nelle ceramidi; esterificati al colesterolo; in forma libera, come FFA.
Una particolare menzione va dedicata al ruolo di un PUFA, l’acido linoleico, capostipite della serie omega-6, che è un indispensabile elemento costitutivo della CER EOS488.
– di regolazione: gli acidi grassi legati a taluni fosfogliceridi e sfingolipidi di membrana sono coinvolti nel ruolo che tali molecole svolgono come “secondi messaggeri”, partecipando alle catene di trasmissione attraverso cui gli impulsi originati da stimoli recettoriali raggiungono il target endocellulare specifico.
I PUFA dei fosfogliceridi di membrana sono incanalati nella cascata degli eicosanoidi: per azione successiva della fosfolipasi A2 e delle ciclo o lipossigenasi, vengono prodotti leucotrieni e prostaglandine.
Infine, gli acidi grassi polinsaturi e i loro derivati eicosanoidi rappresentano i ligandi naturali dei recettori nucleari PPAR, la cui stimolazione promuove la differenziazione dei cheratinociti e la sintesi lipidica, accelerando il ripristino della barriera.
Da quanto indicato, discende l’importanza che la dotazione di PUFA, riveste per i cheratinociti.
Com’è noto, i mammiferi non sono in grado di sintetizzare i capostipiti delle serie omega-6 e omega-3, che devono essere forniti cori il cibo e sono, pertanto, definiti acidi grassi essenziali (EFA). La loro mancanza provoca sindromi carenziali, che si manifestano soprattutto a livello cutaneo.
L’epidermide, infatti, sconta le conseguenze di una sua limitazione biochimica: a differenza di altri tessuti, è priva degli enzimi delta4, delta5 e delta6-desaturasi ed è, perciò, incapace di convertire l’acido linoleico e l’acido alfa-linolenico nei loro derivati più insaturi.
Questi le giungono per via ematica, ma l’approvvigionamento diventa molto precario in caso di insufficiente apporto alimentare dei precursori. Gli oli particolarmente ricchi di polinsaturi (Oenothera biennis, Borago officinalis, Ribes nigrum, ecc.) sono, quindi, assai apprezzati dai formulatori di preparati cosmetici: vengono anche somministrati per bocca, sebbene con benefici non unanimemente riconosciuti.
L’individuazione dei compiti di signaling svolti dagli acidi grassi nell’epidermide spalanca ai cosmetologi un nuovo universo di possibilità, ma anche un’inedita serie di problemi.
Man mano che le acquisizioni in materia si faranno più precise, sempre maggiore diverrà l’esigenza di selezionare gli oli da inserire nella formulazione valutando non più solo le caratteristiche fisiche e organolettiche, ma anche gli specifici effetti sulle attività biochimiche cellulari.
Una ulteriore caratteristica distintiva, tra i diversi grassi vegetali, risiede nelle proprietà della frazione insaponificabile, particolarmente abbondante negli oli di oliva, di germe di grano, di avocado, di soia.
La composizione è variabile, a seconda della specie: vi si trovano carotenoidi, tocoferoli, steroli, triterpeni, isoflavoni, alcoli grassi a lunga catena, idrocarburi. Tali sostanze, applicate sulla cute, esercitano un’attività idratante, emolliente, antinfiammatoria e fotoprotettiva.
Alcuni di essi soprattutto fitosteroli e isoflavoni, svolgono, talora, un’azione ormono-simile, in grado di interagire, in qualità di deboli agonisti o di inibitori parziali, con i recettori dei corticosteroidi o degli steroidi sessuali. E’ stata riferita la loro capacità di stimolare i fibroblasti.
Da “La Pelle” Anno 11 – N. 5