eyebigDurante la terza età diminuiscono i naturali sistemi di difesa endogeni con un aumento della formazione di radicali liberi che possono creare danni alla retina ed al cristallino.I fattori che possono danneggiare il sistema visivo sono molteplici; tra i più importanti l’eccessiva esposizione ai raggi UV, il fumo, il consumo di alcool, l’età, una alimentazione non adeguata, lo smog e l’uso prolungato di alcuni farmaci.

Il primo passo per prevenire alcune patologie oculari come la degenerazione della macula retinica e la cataratta sta nell’adottare un corretto stile di vita, introducendo con la dieta alimenti ricchi di sostanze antiossidanti (verdura e frutta fresca) e con l’apporto esterno di integratori nutrizionali.

Gli integratori che più ci aiutano a controllare le patologie oculari sono i carotenoidi precursori della vitamina A. Ne esistono più di seicento tipi diversi, ma quelli più importanti sono il β-carotene, la luteina, la zeaxantina, la astaxantina e il licopene.

Il β-carotene è il principale precursore della vitamina A, però l’inconveniente di questo carotenoide sta nel fatto che potrebbe incrementare il pericolo di malattie cardiovascolari e di tumori polmonari nei soggetti fumatori, perciò deve essere assunto con cautela e sotto stretto controllo del medico.

La luteina e la zeaxantina formano i cosiddetti pigmenti maculati in quanto si concentrano nell’area centrale della retina. Essi svolgono una duplice azione: la difesa dal danno fotochimico ossidativo ed il perfezionamento della funzione visiva, in quanto assorbono i raggi UV prima che raggiungano i fotorecettori e l’epitelio pigmentato. Questi carotenoidi hanno funzione di filtro impedendo alla radiazione nociva di raggiungere e ledere il tessuto sensibile della retina. La luteina non può essere sintetizzata dall’uomo, ma può essere introdotta facilmente con la dieta in quanto abbondantemente presente negli ortaggi a foglia verde.

L’astaxantina è ottenuta da alghe e plancton, ampiamente contenuta nel salmone, nella trota e nel guscio dei crostacei (granchi e gamberi); possiede capacità antiossidanti superiori ad altri carotenoidi (dieci volte più del β-carotene e trecento volte più della vitamina E), non ha rischi di complicanze dovute a sovradosaggio (come invece per le vitamine A ed E) o di potenziali effetti cancerogeni (come nel caso del β-carotene).

La vitamina A fondamentale nel mantenimento dell’acutezza visiva in quanto coinvolta nel processo della visione quando c’è scarsa luminosità; collabora alla formazione dei pigmenti visivi, lavora in sinergia con la vitamina E ed ostacola l’ossidazione della vitamina C. Uno dei primi sintomi che si hanno in carenza di vitamina A è la difficoltà di visione notturna e l’incapacità di adattamento al buio. Altri disturbi sono la riduzione dell’acutezza visiva, la secchezza delle palpebre, la xeroftalmia e la fotofobia.

La vitamina C aiuta a rafforzare i tessuti capillari dell’occhio proteggendoli dal danno ossidativo. Spesso è associata alla vitamina E in quanto in grado di amplificarne l’effetto. L’organismo non è in grado di sintetizzare tale vitamina, quindi deve introdurla con cibi o integratori.

La vitamina E o β-tocoferolo contrasta la perossidazione degli acidi grassi di cui la retina è abbondantemente composta, neutralizzando così le specie radicaliche; così facendo passa da β-tocoferolo a tocoferile perdendo la sua azione antiossidante che, in seguito, viene riattivata dalla vitamina C. Lavora in sinergia con il selenio e la vitamina C, evitando la degradazione degli acidi grassi essenziali.

Selenio, zinco e rame sono degli oligoelementi che potenziano l’azione dell’enzima superossidodismutasi, collaborando a garantire l’efficacia del meccanismo di difesa antiossidante endogeno, essenziale nell’ambito delle difese contro lo stress ossidativo. Contribuiscono al processo della difesa ed al mantenimenti dell’acutezza visiva.

Il coenzima Q10 è un lipide sintetizzato dal nostro corpo e lavora in maniera sinergica con gli altri antiossidanti come la vitamina C ed E e glutatione, ottimizzando i meccanismi di difesa endogena.

Pubblicazione da GD srl