Dr. Francesco Fiordalisi
Dermatologo Clinica Dermo – Policlinico BARI 

La cultura dell’immagine, della bellezza, sta assumendo un’importanza sempre maggiore nella nostra società: concetti antichi già sviluppati nella civiltà greca. Forse perché il “sentirsi belli” genera fiducia in se stessi (per un maggior successo sociale e professionale).

Ostacolo quasi insormontabile però è l’invecchiamento cutaneo. La cute si presenta lassa, solcata da rughe profonde ed unidirezionali, meno elastica e meno turgida. Vi è interessamento sia dell’epidermide che del derma.

Per quanto riguarda l’epidermide si avrà un rallentamento del turn-over cellulare con accumulo di corneociti, nel derma delle alterazioni quali-quantitative della componente fibrosa ed amorfa, inoltre si assiste ad un rallentamento nel turn-over della componente fibrosa, ad una diminuzione dei GAGs e ad una ridotta attività fibroplastica.

Nel processo dell’invecchiamento cutaneo si verificano infatti due tipi di eventi:

  • Biologici: con atrofia dell’epidermide, atrofia del derma diminuzione delle cellule di Langerhans, ispessimento e degenerazione delle fibre collagene.
  • Biochimici: GAGs, Condroitinsolfato, Acido sialico.
In riferimento al ringiovanimento cutaneo inteso, come dice Van Scott come ringiovanimento cellulare, notevoli progressi si sono fatti negli ultimi anni, con l’uso di nuove molecole. La molecola più maneggevole ed efficace in questo senso è l’acido glicolico il cui successo è collegato direttamente al crescente bisogno da parte del paziente di migliorare, in tempi veloci, il proprio aspetto estetico, ed è sempre più frequente la richiesta al medico di sottoporsi al cosiddetto “peeling dolce all’acido glicolico”. L’acido glicolico riduce l’adesività delle cellule dello strato corneo; il suo ph induce una “leggera irritazione” cutanea con aumentato turn-over cellulare, un lieve ispessimento del derma, stimola il fibroplasta con produzione di collagene di tipo I e III e favorisce l’assorbimento transcutaneo di varie sostanze.
In questi ultimi periodi si è cercato di andare oltre e potenziare l’azione degli AHA (acido glicolico in particolare) associando altre sostanze dermofunzionali capaci di stimolare, a livello dermico, la sintesi di quelle macromolecole la cui alterazione quali-quantitativa è una delle cause dell’invecchiamento cutaneo.

Una associazione di sostanze, chiamata Syncroline Terproline, è costituita da:

  • N-acetil-D-glucosamina;
  • Linoleato di prolina;
  • Frazione enzimaticamente ridotta di Fibronectina;
  • Acido asiatico;
In particolare, questa componente esplica una azione di stimolo sulla incorporazione di prolina e diacetato nei gas da parte del fibroplasta, stimola la produzione di collagene di tipo I e III, aumenta la produzione di acido jaluronico ed aumenta la produzione di condroitinsolfato. Inoltre l’azione combinata dell’acido asiatico e della N-acetil-glucosamina favorisce la produzione di acido jaluronico.

 

In presenza di acido asiatico e della frazione enzimaticamente ridotta della fibronectina si ha un aumento della biosintesi della fibronectina sulla parete del fibroplasta. La fibronectina è una glicoproteina in grado di connettere gli elementi cellulari, fibrosi ed amorfi del derma. L’acido glicolico in associazione alla Terproline aumenta l’assorbimento di quest’ultima, amplifica la stimolazione dell’acido asiatico sulla incorporazione di prolina nelle catene polipeptidiche, amplifica la sintesi fibroplastica dei GAGs. La Terproline, a sua volta, associata all’acido glicolico, consente di poter eseguire peeling più profondi, utilizzare acido glicolico libero ed aumentare i tempi di esposizione. In sintesi amplifica a livello dermico l’azione stimolatoria dell’acido glicolico.

 

L’associazione fra Acido glicolico + Terproline è indicato nell’invecchiamento cutaneo, negli esiti cicatriziali, nelle smagliature in fase “rubra” e nel trattamento delle strie anelastiche. L’applicazione di Terproline va eseguita sia in sede ambulatoriale, subito dopo l’esecuzione del peeling con acido glicolico libero, sia più tardi a casa, nei tre giorni successivi al peeling, in associazione all’acido glicolico libero per uso domiciliare.

 

Le rughe, sia se conseguenti ad eventi biologici, biochimici, molecolari tipici dell’invecchiamento cronologico, oppure dell’invecchiamento causato principalmente dai raggi solari, sono l’espressione di una modifica della tramatura cutanea. Essa può essere la conseguenza ad un rallentamento del turn-over cellulare, di una diminuzione del tessuto elastico, di una minore capacità rigenerante dei vasi cutanei, della biosintesi di un collagene non ben strutturato, oppure di una produzione anarchica di tessuto elastico anomalo, processo chiamato elastosi, e della degradazione e perdita di collagene. La tramatura cutanea rappresenta quindi il principale target dei trattamenti cosmetici e medici contro le rughe.

 

La tecnica del cosiddetto peeling chimico nata per trattare gli esiti cicatriziali dell’acne e per eliminare le cheratosi solari, ha recentemente trovato nell’acido glicolico uno strumento di lavoro molto affidabile e meno aggressivo di altre sostanze usate in precedenza.
Esso trova una indicazione elettiva nel miglioramento della tessitura e della trama cutanea perché agisce sul fibroplasta quiescente, diminuendo l’adesività dei corneociti, stimolando la riproduzione fibroplastica ed aumentando la produzione di collagene I e II.

 

L’associazione con la Terproline fornisce al fibroplasta attivato i precursori per la sintesi della componente fibrosa ed amorfa del derma; più collagene, elastina, glicosaminoglicani e glicoproteine strutturali. Il risultato è un miglioramento della qualità dello strato corneo e dell’idratazione cutanea.

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14_-_Invecchiamento_cutaneo_e_peeling_chimico

Dr. Francesco Fiordalisi
Dermatologo Clinica Dermo – Policlinico BARI   

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