La detersione della cute è fondamentale per l’eliminazione dello sporco idrosolubile derivante dai residui dei trattamenti cosmetici e dal sudore, dello sporco liposolubile causato dal sebo, dai lipidi superficiali e dallo smog, nonché dello sporco insolubile provocato da particelle solide derivanti dalla desquamazione cutanea e, quindi, dalle cellule morte.

La detersione della cute è fondamentale per l’eliminazione dello sporco idrosolubile derivante dai residui dei trattamenti cosmetici e dal sudore, dello sporco liposolubile causato dal sebo, dai lipidi superficiali e dallo smog, nonché dello sporco insolubile provocato da particelle solide derivanti dalla desquamazione cutanea e, quindi, dalle cellule morte.

 

Allo stesso tempo, riducendo la carica microbica, essa previene l’instaurarsi di alcune infezioni batteriche o micotiche e garantisce il miglioramento delle caratteristiche estetico-fisiologiche della cute.

 

Tuttavia, se la detersione viene effettuata in modo inappropriato, per esempio mediante l’utilizzo di prodotti particolarmente aggressivi, può causare la rimozione dei film idrolipidico di superficie e, in tal modo, provocare effetti negativi connessi all’insufficiente idratazione e all’instaurarsi di alcuni processi patologici a carico della superficie cutanea.

 

Pertanto, è necessario utilizzare prodotti in grado di garantire la dispersione delle particelle solide, la solubilizzazione delle sostanze lipofile e la successiva asportazione delle stesse senza alterazione della flora cutanea residente, del livello di acidità cutanea e del mantello idrolipidico di superficie.

 

Con il termine detergente cosmetico si intende qualsiasi prodotto la cui composizione sia stata appositamente studiata al fine di ottenere la detersione cutanea.

 

Tali detergenti devono contenere alcuni ingredienti essenziali, come i tensioattivi schiumogeni (derivati da catene grasse di origine vegetale, animale o sintetica) ed eventuali ingredienti secondari, quali antirritanti, sostenitori di schiuma, sequestranti, viscosizzanti, antibatterici, principi attivi (per esempio antiforfora) e altri elementi accessori, come coloranti e profumi.

 

I prodotti detergenti più comunemente utilizzati per l’igiene umana sono saponi da toeletta, latti e creme detergenti, gel detergenti fluidi, shampoo, bagno schiuma e oli da bagno. Per ottenere una corretta detersione è quindi necessario utilizzare un prodotto che contenga nella sua composizione tutti gli elementi idonei al raggiungimento del delicato equilibrio tra potere detergente e potenziali effetti proirritanti.

 

In linea generale, si può affermare che i prodotti detergenti ideali sono quelli con pH tra 5 e 6, che sono in grado di detergere sfruttando le proprie caratteristiche di affinità con la struttura lipidica cutanea.

 

Questi detergenti sono privi di azione delipidizzante e non alterano la flora cutanea, lo strato corneo o lo strato di idratazione.

 

Una corretta detersione, però, si fonda anche sull’adozione di piccoli quanto importanti accorgimenti. In particolare, la pelle va sempre bagnata con abbondante acqua, tranne in caso di utilizzazione di creme o lozioni detergenti; non vanno mai applicati direttamente sulla pelle detergenti puri; va usata soltanto la quantità di detergente strettamente necessaria, poiché una quantità eccessiva di prodotto potrebbe sgrassare troppo la pelle, privandola delle sue difese naturali; è necessario avere sempre cura di risciacquare la cute per asportare oltre allo sporco emulsionato, anche ogni traccia di detergente; va inoltre evitato di utilizzare acqua a temperature elevate (mai sopra i 40 °C), poiché l’acqua troppo calda rilassa la cute e i tessuti.

 

In ogni caso, bisogna avere cura di sgrassare in modo appropriato la cute tenendo conto dell’età del soggetto e delle esigenze proprie di ciascun tipo di cute. In tale ottica, bisogna prestare particolare attenzione alle modalità di detersione in età pediatrica, matura e durante la gravidanza.

 

LA DETERSIONE IN ETA’ PEDIATRICA

Nell’età infantile bisogna tenere conto di alcune peculiarità presentate dalla cute e, in genere, dall’organismo del bambino, come il minore spessore e la maggiore permeabilità dello strato corneo, il pH vicino alla neutralità, l’elevata carica batterica, la maggiore temperatura, le difficoltà di accurato risciacquo e il basso peso corporeo. Un primo consiglio è quello di evitare l’uso di prodotti detergenti contenenti profumi e tensioattivi troppo aggressivi, che sono potenzialmente irritanti e sensibilizzanti a contatto con la pelle.

 

La detersione della cute del bambino deve avere come obiettivi primari la pulizia e l’antisepsi, avendo cura di ricordare che la parte dannosa della detersione sta nelle proprietà del residuo non risciacquato.
  • Dalla nascita fino ai 12-16 mesi di vita è bene usare per la detersione del corpo prodotti “non ionici”, più delicati e non irritanti per le mucose; gli stessi, spesso formulati in combinazione con de-tergenti anionici e anfoteri (betaine), devono avere un pH intorno a 6. E’ importante, specie nel primo anno di vita, che anche il detergente più delicato venga usato in piccole quantità e venga subito e accuratamente rimosso dalla superficie cutanea mediante abbondante risciacquo con acqua. Nel primo anno di vita e in presenza di cute sana, gli oli in acqua costituiscono gli emollienti più usati.
  • Dal secondo anno di vita e per tutta l’età scolare, in condizione di cute normale, si possono continuare a usare gli stessi detergenti ed emollienti utilizzati durante il primo anno di vita.
  • Nell’età della pubertà, invece, i prodotti di igiene debbono adattarsi alle modificazioni fisiologiche della cute, per cui eventuali manifestazioni di pelle grassa e acneica devono essere opportunamente trattati.

 

Un’attenzione particolare deve essere riservata al bambino con dermatite atopica. In tal caso il bagnetto deve essere breve (5 minuti nel lattante e 10-15 minuti nei bambini più grandi), effettuato con acqua tiepida e con saponi specifici.
In particolare, vanno proscritti i saponi duri alcalini, i bagnoschiuma e i detergenti sgrassanti e molto schiumogeni con profumi, coloranti e conservanti.
Sono consigliati saponi sintetici con pH vicino a quello fisiologico e detergenti contenenti tensioattivi anfoteri o non ionici.
Si consiglia, pertanto, l’uso di detergenti contenenti avena colloidale, che si caratterizzano per l’attività antipruriginosa e per quella idratante, che consente di fronteggiare la xerosi cutanea classicamente riscontrabile in questi bambini.
L’uso di oli da bagno o detergenti oleosi da bagno per la cute xerotica non è da tutti condiviso.
Per il dopo bagno, sono invece indicati emollienti e idratanti per restituire all’epidermide una sufficiente quantità di acqua.

 

Cuoio capelluto
In età infantile una cura particolare deve essere dedicata alla pulizia dei cuoio capelluto. A tale proposito, bisogna fare riferimento a tre fasi. La prima fase va dalla nascita ai 6-9 mesi, la seconda dai 9 mesi alla pubertà e la terza dalla pubertà in poi.
  • Nei primi mesi di vita, in presenza di crosta lattea anche lieve sotto forma di desquamazione furfuracea, è consigliabile usare uno shampoo antiforfora a giorni alterni per 1-2 settimane e poi al bisogno in caso di recidiva.
  • Dai 6-9 mesi alla pubertà, cessato il problema della seborrea, è consigliato uno shampoo, il più delicato possibile e senza profumo, conservanti e coloranti, con pH differente da quello fisiologico cutaneo e vicino a 7, cioè simile a quello lacrimale, per non provocare sensazione di bruciore agli occhi.
  • Alla pubertà è abbastanza comune che l’adolescente presenti problemi di forfora, per cui, in tal caso, è importante consigliare shampoo antiforfora che siano efficaci, ma non aggressivi, dato il prevedibile uso prolungato. Può essere opportuno intervallare l’uso di shampoo antiforfora con shampoo delicati (cationi e non ionici); per esempio, dopo la fase acuta iniziale, si potrebbe alternare l’uso degli shampoo suddetti oppure usare quello antiforfora una volta alla settimana e quello delicato anche tutti i giorni.

 

Gli shampoo per bambini devono avere una base lavante molto delicata e non irritante su cute e mucose, una bassa tossicità orale e non devono provocare sensibilizzazioni.
Inoltre, è opportuno che tali prodotti abbiano una buona viscosità, che eviti la loro discesa sul viso durante l’utilizzo.

 

LA DETERSIONE IN ETA’ MATURA

Le pelli “invecchiate”, in genere, sono meno ricche di fibre elastiche, connettivali e di apporto sanguigno, nonché tendenzialmente meno ricche di lipidi endogeni.
Tale condizione rappresenta tipicamente una situazione di fragilità e, se non trattata adeguatamente, porta alle tipiche e tanto frequenti manifestazioni pruriginose che si osservano nei pazienti in età avanzata.
Per ottenere una buona detersione è pertanto necessario che la pulizia della cute non alteri lo strato di idratazione e non eserciti un’energica azione sgrassante che renda la pelle troppo arida e disidratata.
Per la detersione delle pelli invecchiate è opportuno utilizzare emulsioni detergenti che, pur asportando efficacemente le sostanze estranee, svolgano un’azione poco sgrassante, conservando pressoché inalterato il film idrolipidico di superficie, unica barriera di difesa dagli agenti aggressivi esterni.

 

Elementi importanti in un prodotto detergente da utilizzare in questa fascia di età sono la vitamina A, che stimola la riepitelizzazione cellulare della cute, la vitamina E, che si oppone alla formazione dei radicali liberi e acidi grassi essenziali, indispensabili per il trofismo cutaneo.

 

I detergenti che contengono vitamina C conferiscono alla cute un aspetto compatto e stirato, rappresentando perciò un valido presidio al fine di lenire gli effetti dei l’invecchiamento cutaneo soprattutto dei viso, dei collo e degli occhi.

 

Per il trattamento della cute secca sono stati sviluppati specifici prodotti oleosi. Questi prodotti presentano come inconveniente la tendenza a emulsionare il film idrolipidico di superficie e a risultare occlusivi, causando una perdita delle funzioni fisiologiche della cute. Essi, inoltre, sono poco graditi al paziente, il quale è spesso portato a non aderire o a non proseguire nel trattamento consigliato, soprattutto se questo deve protrarsi per un lungo periodo di tempo.
Si potrebbe consigliare, pertanto, l’uso di detergenti contenenti avena colloidale, in quanto tale sostanza dimostra particolare efficacia nella riduzione del prurito e della xerosi cutanea, che è caratteristica dei soggetti in età matura o avanzata.

 

LA DETERSIONE DURANTE LA GRAVIDANZA

Durante la gravidanza la pelle è più sensibile alle irritazioni e, pertanto, è più facile che insorga prurito.
E’ consigliabile usare detergenti delicati a pH neutro al posto dei saponi classici.
E’ preferibile fare la doccia anziché il bagno. Tuttavia, se l’abitudine a immergersi in vasca per lavarsi è irrinunciabile, è opportuno non scaldare troppo l’acqua, perché così si favorisce l’insorgenza di problemi ipotensivi.

 

In gravidanza è più frequente l’insorgenza di infiammazioni dei genitali e, conseguentemente, è importante usare detergenti che non alterino il pH ottimale. Pertanto, considerando che il pH della vagina è leggermente acido, è consigliabile usare detergenti intimi con valori di pH intorno a 4,5.

 

LA DETERSIONE IN PARTICOLARI CONDIZIONI CUTANEE

A seconda delle caratteristiche e del tipo di pelle, i rimedi adottati potranno essere differenti per l’igiene della pelle seborroica, acneica, secca e sensibile.

 

Pelle seborroica
La detersione rappresenta un momento fondamentale nel trattamento della cute seborroica.
Tale patologia infastidisce molto i pazienti che ne sono affetti e spinge a tentarne la risoluzione con lavaggi frequenti e con l’ausilio di detergenti aggressivi. Questi comportamenti spesso compromettono la situazione provocando la cronicizzazione della dermatite e il peggioramento del quadro clinico.

 

La cute seborroica va detersa mattino e sera con prodotti detergenti leggeri, in latte o gel, rigorosamente a risciacquo. Per risciacquare si utilizzerà acqua del rubinetto o acqua demineralizzata, nel caso in cui la pelle sia particolarmente sensibile.
Per chi usa i saponi, è importante ricordare che sono preferibili quelli liquidi, in quanto caratterizzati da una base detergente in concentrazione minore.
Bisogna, pertanto, stare attenti all’impiego di preparazioni esfolianti con effetto abrasivo sulla superficie dell’epidermide, poiché possono irritare la cute.

 

Le maschere settimanali a base di argilla caolino, talco e ossido di zinco sono di qualche utilità per la loro opera di assorbimento dell’oleosità cutanea nonché per l’azione lenitiva.
La permanenza di tali maschere sul viso per almeno venti minuti permette di abbinare alla pulizia profonda altre funzionalità (azioni batteriostatiche, vasoattive, sebomodulanti), rendendo questo trattamento particolarmente interessante per pelli tendenti al grasso, impure o per aree a ipersecrezione sebacea.

 

Se il fenomeno riguarda il solo cuoio capelluto è necessaria una detersione con shampoo delicato che agisca per affinità, attraverso un’azione sebofluidificante e riduttiva che impedisca la formazione di forfora.
Questi prodotti vanno diluiti in acqua, applicati sul cuoio capelluto, lasciati in posa pochi minuti e, infine, risciacquati abbondantemente. La cura deve essere ripetuta più volte alla settimana. In caso di presenza di forfora è utile usare shampoo contenenti presidi, singoli o associati, tipo acido salicilico, urea, catrami vegetali, zinco piritione, chetoconazolo, ciclopiroxolamina.

 

Pelle secca
Per la pulizia, in questo caso, è particolarmente indicato l’uso di un latte detergente nutriente.
Se non si vuole fare a meno del sapone, è necessario che lo stesso rispetti il pH cutaneo, normalmente acido. Particolarmente indicati sono i saponi alla glicerina che devono essere risciacquati in modo accurato, evitando, in particolar modo, l’azione di strofinamento con l’asciugamano.

 

L’aggiunta ai prodotti detergenti di sostanze ad azione emolliente (steroli, alcoli terpeni, lecitine, fitosteroli), ammorbidente (squalene e trigliceridi) e riacidificante (acidi grassi insaturi come gli acidi linoleico, linolenico e arachidonico) fornisce un valido supporto nel raggiungimento del risultato del trattamento cosmetologico, il quale consiste nella ricostituzione e nel mantenimento della funzionalità della barriera cutanea e del grado ottimale di idratazione.

 

Pelle sensibile
Tale condizione è caratterizzata da un’alterata funzione della barriera cutanea, causata principalmente dalla perdita dei film idrolipidico di superficie, il quale costituisce il primo target dell’azione lesiva dei vari fattori ambientali sulla cute.

 

Per la detersione di questo tipo di pelle, particolarmente sensibile a ogni sollecitazione esterna, sono indicati prodotti che rispecchino l’equilibrio fisiologico cutaneo e che contengano nella loro formulazione sostanze ad azione lenitiva, come gli estratti di malva, tiglio o camomilla. I prodotti ideali sono quelli che contengono estratti vegetali come oli vegetali di karitè o jojoba o allantoina.

 

In presenza di un processo infiammatorio in atto è necessario sospendere l’uso di qualsiasi cosmetico o farmaco topico ed effettuare solo una blanda detersione della pelle con acqua termale e con impacchi di camomilla o malva.

 

Quando la condizione di intollerabilità comincia a scemare, si possono utilizzare detergenti dolci, come latti a risciacquo privi di tensioattivi, che puliscano senza asportare il film idrolipidico.

 

Pelle acneica
L’uso di un prodotto adeguato due volte al giorno, al mattino e alla sera, con acqua tiepida, costituisce una buona base di partenza per la detersione di questo tipo di pelle. Si possono usare detergenti specifici, detergenti delicati e sapone di Marsiglia.

 

Nei casi più gravi sono indicati detergenti con un leggero effetto esfoliante e azione disinfettante, cui vengono associate creme con effetto seboregolatore.

 

Particolarmente utile risulta la presenza di allantoina nella formulazione cosmetica; tale sostanza, infatti, esplica un’azione idratante e ammorbidisce lo strato corneo. L’allantoina, inoltre, favorisce l’assorbimento dei principi attivi in soluzione e agisce da antiossidante, limitando la produzione di radicali liberi, coinvolti nella genesi del processo infiammatorio dell’acne.

 

I detergenti a pH acido vanno utilizzati non più di due o tre volte alla settimana per evitare la comparsa di fenomeni irritativi.
Tra i detergenti non a risciacquo vanno preferiti i latti pH acido, privi di oli minerali.

 

 

 

Da “Kosmè” Anno III n. 4