Dr. Luciano Mavilia
U.O. Dermatologia  Azienda Ospedaliera Papardo – Messina

La terapia fotodinamica (Photodynamic Therapy – PDT) è una ben conosciuta modalità di trattamento in origine nata e perfezionata come tecnica per il trattamento di alcune forme di precancerosi cutanee e dei carcinomi a cellule basali, oggi largamente utilizzata anche in campo cosmetologico nel miglioramento di alcuni segni visibili del fotoinvecchiamento e dell’acne.

Consiste, nella variante ad azione antitumorale, nell’applicazione topica di una crema contenente un profarmaco ad azione fotosensibilizzante che penetra e si concentra in maniera estremamente selettiva nelle cellule tumorali o comunque alterate.

Successivamente, dopo 3-4 ore di posa della crema in bendaggio occlusivo, la zona interessata viene illuminata con una luce di appropriata lunghezza d’onda per quel particolare fotosensibilizzante (630 nm per la protoforfirina IX derivata dall’acido 5-aminolevulinico – ALA o dal suo metilestere – MAL) per alcuni minuti determinando così la morte cellulare per apoptosi (1,2).
Nell’uso puramente cosmetologico (fotoinvecchiamento ed acne) implica dei regimi di pretrattamento con peeling leggeri, concentrazioni del fotosensibilizzante minori, tempi di attesa tra l’applicazione del fotosensibilizzante e la luce minori (1-2 ore), minore dose di luce complessiva (circa la metà o un terzo rispetto alla PDT antitumorale), a tutto vantaggio della tollerabilità (3,4).
L’azione nella cute fotoinvecchiata è legata alla morte selettiva delle cellule alterate che a causa del sole e dell’età la nostra pelle non è più capace a rimuovere da sola e che potrebbero degenerare, mentre nell’acne è legata alla riduzione dell’infiammazione e della carica batterica nelle aree sebacee, fenomeni questi tipici delle forme di acne moderata e grave con pustole e cisti. Importante è dare un’informazione accurata al paziente su cosa succederà alla pelle e su cosa fare dopo il trattamento PDT.
Infatti è da considerarsi praticamente normale la comparsa di eritema, edema, desquamazione e formazione di croste nelle ore e nei giorni seguenti al trattamento, quindi l’utilizzo di una crema antibiotica e di una crema-schermo solare dovrà essere raccomandato a tutti i pazienti.
Siamo davanti dunque ad un trattamento semplice e non invasivo per il paziente che si presta bene sia come terapia antitumorale che nel miglioramento degli inestetismi cutanei: un tipico esempio di luce che fa bene alla nostra pelle.

BIBLIOGRAFIA

1. Cappugi P, Rossi R, Marvilia L, Campolmi P. Terapia fotodinamica nella pratica clinica. Manuale pratico e testo-atlante dermatologico. 2004 Firenze SEE.

2. Rossi R, Marvilia L, Ghersetich I, Lotti T. Photodynamic therapy of actinic keratoseswith methyl-aminolevulinate (Metvix). G It Dermatol Venereol 2005;140:381-7.

3. Piero Campolmi, Paolo Bonan, Giovanni Cannarozzo, Luciano Mavilia, Antonio Puglisi Guerra, Torello M. Lotti. Laser e luci: indicazioni cosmetologiche. In: Il Ringiovanimento del volto. Torello M. Lotti. 2005 UTET.

4. L. Mavilia, G. Malara, G. Moretti, M. Lo Re, A. Puglisi Guerra. Photodynamic therapy of acne using methyl aminolevulinate diluited to 4% together with low doses of red light. In press Br J Dermatol 2007.

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Dr. Luciano Mavilia
U.O. Dermatologia  Azienda Ospedaliera Papardo – Messina

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