Dott. Antonio Gagliardo
Dermatologo – Palermo

L’acne volgare è una malattia infiammatoria dell’unità pilo-sebacea, che esordisce in età puberale e che raramente persiste dopo l’adolescenza. Oltre a fattori genetici e razziali predisponenti, gli ormoni ad attività androgenetica giocano un ruolo molto importante determinando la ipersecrezione sebacea, condizione che sta alla base della eziopatogenesi della malattia.

Gli androgeni responsabili sono il testosterone libero di origine testicolare o in misura molto ridotta di origine ovarica, il deidroepiandrosterone ed il ∆4-androstenedione di origine surrenalica. Nei soggetti predisposti si ha una maggiore sensibilità delle ghiandole sebacee a questi ormoni.

Altra condizione fondamentale è l’alterazione della cheratinizzazione a livello della parete e dell’ostio follicolare e la formazione dell’idrolisi dei trigliceridi del sebo, di acidi grassi liberi ad opera di lipasi di batteri anaerobi difteroidi rappresentati in massima parte dal Propionibacterium acnes.

Gli acidi grassi liberi inducono effetti flogistici sul follicolo con rottura delle sue pareti e fuoriuscita del sebo nel derma perifollicolare con conseguente reazione infiammatoria aspecifica da corpo estraneo. L’infiammazione è anche accentuata dalla elaborazione di altri enzimi (amilasi, proteasi, ialuronidasi) e di altre sostanze simil-prostaglandiniche ad opera dei batteri responsabili.

Le regioni particolarmente interessate sono il volto e le zone superiori del tronco in quanto distretti cutanei in cui è presente una maggiore concentrazione di ghiandole sebacee attive.

Le lesioni si presentano polimorfe e, su uno sfondo di cute seborroica con aspetto grasso, lucente, a volte francamente unto, sono rappresentate dai comedoni aperti o punti neri cioè sebo solidificato a livello dei dotti e dell’ostio follicolare che appare di colore scuro per fenomeni di ossidazione e per la presenza di melanina, dai comedoni chiusi o microcisti follicolari, quindi dalle manifestazioni infiammatorie asettiche quali le papule eritematose o da lesioni purulente come le pustole, per arrivare alle forme più gravi nodulari e cistiche spesso confluenti con tendenza alla ascessualizzazione ed alla fistolizzazione ((acne conglobata).

A questo seguito gli esiti rappresentati da discromie o, per le forme complicate e trascurate, da vere e proprie cicatrici depresse o ipertrofiche e qualche volta addirittura con briglie o da cicatrici cheloidee anche conseguente a manovre traumatiche improprie provocate da parte degli stessi pazienti (acne escoriata).

In corso di terapia prolungata con antibiotici topici o sistemici, l’acne può configurare un quadro che va sotto il nome di follicolite da gram negativi che si presenta con una pustolosi multipla a sede follicolare i cui germi isolabili E. Coli, Klebsiella, Enterobacter o Serratia.
A volte responsabile di una eruzione cutanea d’emblee o di un deciso peggioramento di un quadro già esistente è l’assunzione di farmaci quali rifampicina, isoniazide, antiepilettici (barbiturici, idantoinici) corticosteroidi e ACTH, gli alogeni (bromuri, ioduri), ormoni ad attività androgenetica e vitamina B12, immunosoppressori (ciclosporina, azatioprina), i Sali di litio ed altri antidepressivi (amineptina), …

Un quadro particolare è l’acne tropicale morfologicamente simile a quella conglobata che si manifesta per l’alto tasso caldo-umido di temperatura (ostruzione dei dotti, sovrapposizione batterica) che si osserva durante un soggiorno in località tropicali.

L’acne occupazionale è invece determinata dal deposito sulla cute di idrocarburi aromatici alogenati cioè derivati naftalenici e bifenoli polialogenati o policlorofenoli (cloracne) come è avvenuto per la diossina sprigionata nel disastro di Seveso nel 1976.
L’acne cosiddetta cosmetica è conseguente al contatto con cosmetici occlusivi e comedogenici come oli vegetali o paraffine.
Quadri gravi possono associarsi ad idrosadenite ascellare, perianale e glutea recidivante e ad una complessa patologia che va sotto il nome di tetrade follicolare rappresentata da acne conglobata, follicoliti croniche della nuca ad evoluzione cheloidea, ascessi ascellari e genitali e cisti pilonidali del solco intergluteo.

Si può fare rientrare in questa patologia anche l’acne neonatorum che si presenta sin dalla nascita e fino ai primi mesi di vita essendo provocata dagli androgeni materni transplacentari.

Da un punto di vista terapeutico, nelle forme papulo-comedoniche possono essere impiegati solo prodotti topici con proprietà cheratolitiche come l’acido azelaico, l’acido retinico, l’acido salicilico, preparazioni a base di zolfo, oppure di sostanze antibiotiche come pomate a base di tetracicicline, clindamicina, eritromicina o presidi come il benzoil-perossido. Utili i detergenti antisettici e sebo regolatori.Nelle forme pustolose o francamente nodule-cistiche conviene ricorrere a terapie sistemiche a base di tetracicline che hanno anche un’azione riducente il tasso di acidi grassi liberi, nelle donne di antiandrogeni (ciproterone acetato) e di isotretinoina a dosi e tempi adeguati.

Una moderata esposizione agli ultravioletti o l’elioterapia normalmente danno dei risultati positivi anche per la loro azione esfoliante anche se è necessario controllare l’effetto rebaund autunnale.
Novità terapeutiche sono rappresentate dall’uso dei moderni laser a luce pulsata o dye laser e la terapia fotodinamica (acido aminolevulinico + luce blu).
Per quanto riguarda gli esiti cicatriziali si può ricorrere ai peeling chimici a base di acido tricloroacetico, acido glicolico, acido piruvico …, sedute laser per resurfacing, dermoabrasione, criopeeling ed interventi mirati di dermochirurgia.

L’acne, infine, è una affezione dai grandi risvolti psicologici e come tale è fondamentale il ruolo che gioca il rapporto tra il medico ed il giovane paziente. Il dermatologo deve trasmettere il messaggio che l’acne va affrontata senza drammatizzare spiegando anche con l’aiuto di disegni o fotografie le fasi, le cause, i comportamenti da seguire, i tempi della terapia … non dimenticando mai che sono in campo più che in ogni altra malattia la sensibilità, i sentimenti, la complessità dei problemi di un momento particolare della vita che è, appunto, l’adolescenza.

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Dott. Antonio Gagliardo
Dermatologo – Palermo  

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