D.ssa Marisa Praticò
Medico Chirurgo – Specialista in Dermatologia e Venereologia.  Dermochirurgo. Medico estetico. Omeopata. Omotossicologo  

Le citochine (CK) sono proteine secrete dalle cellule del sistema immunitario in risposta a stimoli antigenici che inducono risposte differenziate. Le citochine rappresentano il segnale che fa accrescere le cellule, differenziarle o portarle a morte programmata. L’effetto è strettamente legato alla dose ed all’interazione con i recettori.

 

L’affinità recettoriale delle citochine è molto elevata ed è nel range delle diluizioni omeopatizzate. Il messaggio infinitesimale innesca una reazione a catena con potenziamento della risposta dell’organismo.

Le citochine omeopatizzate rappresentano un messaggio fisiologico accettato dall’organismo che riconosce componenti proprie.

 

La medicina fisiologica di regolazione immunitaria include l’utilizzazione di citochine pro infiammatorie omeopatizzate. In particolare per il controllo della fase A dell’innesco della flogosi, si propone l’uso di Ante IL1 e per l’ottimale evoluzione verso la fase B, risoluzione della flogosi, di IL10 4CH-15CH-30CH.

 

Viene esaminato un caso di pemfigoide bolloso con terapia associativa allopatica e di medicina di regolazione con ottimi risultati e, in coda, vengono elencate altre patologie dermatologiche che hanno risposto positivamente a questo efficace trattamento.

 

Il pemfigoide bolloso è una malattia cronica relativamente frequente, caratterizzata da bolle tese che insorgono su cute eritematosa, colpisce essenzialmente soggetti anziani: Due antigeni bersaglio sono stati identificati negli emidesmosomi il BPAG2 o collagene XVII un componente transmembrana degli emidesmosomi e BPAG associato alle placche interne degli emidesmosomi.

 

Più del 95% dei pazienti affetti da PB presenta anticorpi BPG2 o BPG1. Il BPG2 è molto più importante dato che è una proteina extracellulare e più verosimilmente è il luogo di inizio della malattia. Il legame degli anticorpi IgG può attivare la cascata del complemento e innescare la reazione infiammatoria ben evidente sul piano clinico, tale reazione coinvolge i neutrofili e gli eosinofili e conduce alla formazione di una bolla sotto epidermica.

 

Il pemfigoide può essere anche un marker para neoplastico.

 

Paziente di 71 anni affetto da lesioni eritemato bollose diffuse su tutto il tegumento compreso cuoio capelluto, il paziente non presentava lesioni localizzate alle mucose. Lo stato generale era visibilmente compromesso con dolori muscolari e edemi declivi (si trascinava sulle gambe) il paziente si trovava in Italia da pochi giorni ed era alla ricerca di uno specialista dermatologo, rifiutava il ricovero e l’assunzione di corticosteroidi (già utilizzati per lungo tempo come da protocollo USA dove era stato ricoverato) al momento della visita non assumeva farmaci ed era seguito da una naturopata in America la quale (senza alcun esame strumentale, avvalendosi solo del test kinesiologico da lei eseguito) ha sottoposto il paziente a dieta rigida proteica escludendo tutti i carboidrati.

 

INQUADRAMENTO DI FASE 
Nella tavola delle omotossicosi ideata dal Dr. Reckeweg le patologie sono classificate in Fasi Omotossicologiche Umorali, della Sostanza fondamentale (matrice) e cellulari. Queste fasi non sono altro che le fasi della Medicina Istituzionale che definisce le patologie in funzionali ed organiche. In base alla tavola delle omotossicosi il pemfigoide è inquadrabile nella fase cellulare della degenerazione poiché è si una malattia infiammatoria con impregnazione ectodermica ma è anche una malattia immunitaria spesso punta dell’iceberg di malattie croniche degenerative.

 

Questo inquadramento dell’OMS indica la strategia terapeutica da eseguire e quindi la scelta dei farmaci omotossicologici da somministrare che come si vedrà sono stati associati alla terapia di base allopatica. Visto l’assoluto rifiuto della terapia corticosteroidea e della terapia immunosoppressiva è stato scelto un protocollo complesso poco utilizzato dalla medicina ufficiale per i risultati non sempre incoraggianti e univoci.

 

E’ stata scelta una terapia sistemica affiancata alla terapia omotossicologia e una terapia locale.
La terapia sistemica prevedeva l’utilizzo della tetraciclina alla dose di 500 mg die 1 compressa x2 volte al giorno, in associazione con Vitamina PP alla dose di 1500 mg die.

 

Il supposto meccanismo d’azione di questa terapia è dovuto all’azione antinfiammatoria della tetraciclina e alla prevenzione della degranulazione dei mastociti da parte della vitamina PP.Il protocollo ufficiale prevede l’utilizzo di dosi doppie rispetto a quelle utilizzate in questo lavoro, il dimezzamento della dose (con evidente riduzione degli effetti collaterali) è stato possibile grazie all’associazione con le citochine omeopatizzate.

 

La terapia omotossicologia prevede l’utilizzo di Anti IL1 alla 4CH alla dosi di 10 gocce die per 15 giorni lontano dai pasti A distanza di una settimana dalla sua sospensione è stata aggiunta in terapia l’IL10 4CH 10 gocce due volte die per 21 giorni dopo che si è passati all’IL10 15CH alla stessa posologia.
Al momento il paziente è in terapia con IL10 30CH 10 gocce x due la die.
  1. Thuja Compositum (farmaco di stimolazione delle funzioni biologiche della cute) 1 fiala 3 volte a settimana per due mesi.
  2. Glyoxal Compositum 1 fiala 3 volte alla settimana vero rimedio di riassetto biochimico, agisce sbloccando gli enzimi respiratori danneggiato in tutte le fasi cellulari soprattutto in quelle precancerose.
E’ stata prescritta una dieta bilanciata inserendo carboidrati complessi come farro, avena e riso.  Per un corretto equilibrio ecologico della flora intestinale è stato consigliato Symbio Lact COMP. Questo integratore, infatti, modula il grado di acidità intestinale e sostiene il sistema immunitario aspecifico, favorisce la produzione di vitamine (B12 e K) e protegge l’ambiente intestinale da agenti patogeni indesiderati.

 

Per la terapia topica è stato utilizzato eosina soluzione, Clobesol crema entrambi una applicazione al giorno e Cardiospermum pomata cinque applicazioni die.

 

I miglioramenti sono iniziati dopo 3 giorni tanto che nel giro di 10 giorni erano scomparse le bolle.Purtroppo dopo si è verificato un evento imprevedibile, con comparsa sugli arti di numerosi nodi suppurati, è stato eseguito un tampone batteriologico con ATB che ha messo in evidenza la presenza dello stafilococco resistente alla tetracicline, si è potuta fare una terapia mirata con antibiotico topico con risoluzione delle lesioni. Il paziente si è ripreso anche fisicamente acquistando progressivamente la forza muscolare, sono scomparsi gli edemi e le bolle non si sono più ripresentate anche quando è stata ridotta la dose di farmaci allopatici.

 

La terapia omotossicologia è rimasta invariata come sopra precisato.
Al momento il paziente si trova negli USA, sta continuando la terapia con Tetraciclina 1 cpr die vit PP ½ cpr die IL10 30CH 10 gocce die Glyoxal Compositum 1 fiala al mese.

 

I risultati incoraggiante di questo quadro clinico ci portano a sperare all’utilizzo associativo delle citochine omeopatizzate e della terapia omotossicologia come supporto nelle patologie complesse della pelle, il pemfigoide in esame ne è un esempio ma non sono, infatti sono state utilizzate con successo nella Psoriasi, nell’Alopecia aerata associata alla malattia di Hascimoto, nel Lichen Ruber Planus, nella Parapsoriasi in fase iniziale, negli Eczemi e nell’Eczematide Psoriasiforme e in ultimo nella malattia di Hallopau (variante di psoriasi pustolosa).

 

Vista la diversità delle patologie affrontate non è stato possibile fare un unico protocollo ma tutti i casi sono stati trattati con le citochine omeopatizzate con lo stesso protocollo sopra riportato.
I risultati sono stati buoni, l’associazione ci ha permesso di usare dosi inferiori di farmaci allopatici e di ottenere risultati in tempi rapidi; questo è stato apprezzato da tutti i pazienti che consideravano la terapia omeopatica lunga e poco efficace.

 

CONCLUSIONI 
Le citochine costituiscono una rete di interazione complessa, regolata da stimoli infinitesimali, che sono in grado di sensibilizzare i recettori consentendo l’innesco di una reazione a catena.  Quest’ultima, potenziandosi, determina la regolazione dell’individuo del senso dovuto (Malzac j-gli immunomodulatori omeopatici: principi e casi clinici La medicina biologica 1933/3,45-51).
In questo, lo stimolo è la qualità identica ai regolatori stessi ed è accettato dall’organismo proprio grazie a questa omologia.

 

Con l’uso delle citochine omeopatizzate è possibile ottenere una sensibilizzazione recettoriale poiché è proprio a bassa dose che il recettore viene sensibilizzato laddove a dose elevata si ottiene al contrario blocco recettoriale.
Quindi le citochine omeopatizzate rappresentano un messaggio fisiologico, accettato dall’organismo che riconosce componenti proprie.
In una Omeopatia in costante evoluzione, grazie alle conoscenze scientifiche più attuali, compito del medico è valutare il paziente nella sua peculiarità e unicità costituzionale individuando gli squilibri responsabili dell’alterazione del sistema e la lettura sintomo come espressione della ricerca di equilibrio porta a cercare innovative soluzioni, forse una risposta è già nelle citochine omeopatizzate.

 

BIBLIOGRAFIA

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1_-_Le_citochine_omeopatizzate

D.ssa Marisa Praticò
Medico Chirurgo – Specialista in Dermatologia e Venereologia.  Dermochirurgo. Medico estetico. Omeopata. Omotossicologo  
Torino – C.so Duca degli Abruzzi 35.

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