Normalmente le ovaie smettono di funzionare intorno ai 50 anni. In molte donne però questo evento avviene purtroppo anche molto prima. Si tratta di un problema importante che pone molti interrogativi nelle donne che all’improvviso si trovano di fronte a questa esperienza.

Quando possiamo parlare di menopausa precoce? 

Quando compare una insufficienza ovarica irreversibile (assenza delle mestruazioni, caldane, marcata riduzione degli ormoni ovarici) in una donna di età inferiore a 40 anni.

Ma perché può verificarsi un menopausa anche prima dei 40 anni? 

Non sempre è possibile identificare una causa precisa; è stata notata una frequente associazione con altre malattie endocrine (frequenti quelle della Tiroide) o disturbi immunologici (particolarmente di tipo autoimmune).

In alcuni casi sono state identificate cause genetiche o il coinvolgimento di agenti virali (virus della Parotite).

Poi ci sono quelle forme di menopausa dette anche “iatrogeniche”, dipendenti da castrazione chirurgica o da danno radioattivo o farmacologico (terapie anti-tumorali).

(Omissis) Anche certe nostre abitudini possono ridurre il periodo di funzionamento delle ovaie: (omissis) nelle fumatrici la menopausa avviene mediamente due anni prima del normale e nelle donne con menopausa antecedente i 46 anni la percentuale di fumatrici è significativamente superiore rispetto a quelle con menopausa nelle età successive.

E’ possibile individuare dei soggetti a rischio? 

A volte è presente una storia familiare (ad esempio la mamma con una menopausa avvenuta sorprendentemente molto presto).
Suggerirei anche alle donne con malattie della Tiroide o con disturbi su base autoimmune una particolare attenzione.

La contraccezione può influire sul momento di comparsa della menopausa?

Al momento non esiste alcuna evidenza scientifica che le donne che hanno fatto uso di contraccettivi orali anche per molto tempo possano avere una modificazione nell’età di insorgenza della menopausa.

Quali sono i problemi conseguenti ad una menopausa precoce?

La mancanza di estrogeni può determinare una più rapida perdita di calcio a livello osseo, una alterazione progressiva delle mucose vaginali e più in generale dell’area genito-urinaria (denominata anche distrofia), un più rapido invecchiamento della pelle, possibili disturbi neurovegetativi (caldane, sudorazione improvvisa, insonnia, ansia, irritabilità) con riduzione della performance (intesa come capacità di adattamento e controllo dell’ambiente nel quale viviamo), possibile aumento del rischio cardiovascolare.

Un altro aspetto molto importante è l’incapacità ad avere figli: in una società dove si tende ad avere figli sempre più tardi, l’incidente di una insufficienza ovarica coglie molte donne ancora senza un successo riproduttivo alle spalle e qui, da questo punto di vista, il danno è ancora più drammatico.

E’ possibile una prevenzione?

Purtroppo una prevenzione non è possibile. Consigliamo di rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia o ad un Centro Specialistico quando insorgono delle improvvise irregolarità mestruali, in particolare quando c’è una scomparsa delle mestruazioni per un periodo superiore a 3 mesi. In tal modo sarà possibile una diagnosi precoce.

(Omissis) Le giovani donne fumatrici dovrebbero essere informate circa il rischio di un abbreviamento del loro periodo riproduttivo e comunque di un possibile danno ovarico.

Quando parliamo di menopausa precoce “spontanea” escludiamo le situazioni dipendenti da cause chirurgiche o mediche?

Si, è esattamente così. La menopausa spontanea, idiopatica, non va confusa con quella iatrogenica che è quindi, proprio perchè determinata da un atto terapeutico, ampiamente prevedibile.

A proposito di definizioni, (omissis) menopausa spontanea precoce ed insufficienza ovarica prematura sono da considerarsi termini equivalenti, entrambi si riferiscono ad un deficit della funzione ovarica.

L’insufficienza ovarica prematura spontanea è una condizione irreversibile?

Una volta si pensava che questa condizione fosse irreversibile.
In realtà l’esperienza clinica ci ha mostrato che in molte donne tende ad avere un andamento capriccioso, talvolta con periodi (in genere alcuni mesi) di completa remissione dei sintomi e completa normalizzazione del quadro ormonale ipofisario (FSH, LH) ed ovarico (estradiolo).

Queste situazioni pongono problemi molto delicati nella gestione terapeutica delle pazienti, sono difficilmente prevedibili (alcuni hanno individuato pazienti dove l’FSH è molto più elevato dell’LH) e pongono sicuramente molti interrogativi.

Durante questi periodi di remissione sono stati descritti anche casi sporadici di concepimento.

Qual’è il motivo di queste remissioni temporanee?

Purtroppo non lo conosciamo. Talvolta le osserviamo dopo un breve periodo (1-3 mesi) di trattamento con estrogeni e progesterone in schema sequenziale-ciclico, uno schema che ricostruisce la tipica secrezione ormonale mensile dell’ovaio; come se questi ormoni esogeni fossero in grado di indurre dei recettori ovarici che nel frattempo erano scomparsi o si erano ampiamente ridotti.

In queste pazienti l’ecografia transvaginale (meglio quella con il color-doppler) mostra un tessuto ovarico con segni di attività.

Quali sono i rimedi che consigliate alle donne con menopausa precoce?

Innanzi tutto bisogna mantenere la calma e non considerarsi donne “diverse”.

La terapia ormonale sostitutiva garantisce una vita del tutto simile ad una donna con normale funzione delle ovaie: flussi mestruali regolari, vita sessuale normalissima, nessun danno da carenza estrogenica; una aspettativa ed una qualità di vita simile a quella delle altre donne.

Ed il problema riproduttivo?

E’ indispensabile la consulenza di un esperto di Medicina della Riproduzione.

Si tratta di un problema delicato che va valutato nel singolo caso, non si può assolutamente generalizzare.
In alcune pazienti dove l’FSH non è particolarmente elevato e la produzione estrogenica è discreta; dove l’ovaio mantiene una certa attività (che può essere testimoniata da frequenti periodi di remissione) ed è evidenziabile un’attività ovarica all’eco transvaginale (casi che potremmo definire borderline o “di confine”), taluni tentano stimolazioni dell’ovulazione molto particolari talvolta precedute da un pre-trattamento con estrogeni e progesterone.

Nella gran parte di questi tentativi i risultati sono molto deludenti anche perchè non dobbiamo dimenticare che non basta far crescere uno o più follicoli, bisogna vedere la reale capacità degli ovociti ad essere fecondati.

Una tecnica di terzo livello con donazione dell’ovocita ha buone possibilità di successo.

da www.salutedonna.it