Patologie Dermatologiche

Lesioni Elementari

LESIONI ELEMENTARI PRIMITIVE
Compaiono come manifestazioni iniziali di una determinata dermatosi conferendole caratteristiche ben definite.
Eritema Arrossamento cutaneo a carattere transitorio dovuto a dilatazione dei vasi dermici. L’eritema attivo, da dilatazione dei piccoli vasi arteriosi, presenta un colorito rosso vivace, mentre l’eritema passivo, manifestazione locale di una stasi venosa, ha un colorito rosso-violaceo. (Avec Crema – Avec Emulsione)
Ponfo Rilevatezza solida della cute, caratteristicamente fugace e di solito pruriginosa, è provocata dalla rapida formazione di un edema circoscritto del derma. Rappresenta la lesione caratteristica dell’orticaria.
Vescicola Piccolo rilievo della superficie cutanea costituito da una cavità a contenuto liquido. Di forma e grandezza variabile, le vescicole possono avere sede sottocutanea, intraepidermica e sottoepidermica.
Bolla Rilevatezza circoscritta costituita da una cavità a contenuto liquido, ma di dimensioni superiori alla vescicola. A seconda della sede può essere: sottocornea (impetigine), intraepidermica (eczema, herpes, pemfigo volgare), sottoepidermica (dermatite erpetiforme).
Papula Piccolo rilievo solido della cute di piccole dimensioni, nettamente circoscritta di grandezza variabile (da 1 a 5 mm), regredisce senza lasciare esiti cicatriziali. A seconda della localizzazione, la papula può essere epidermica (verruca piana), dermo-epidermica (lichen ruber planus), dermica (sifilide secondaria).
Nodulo, nodosità, gomma Il nodulo è una lesione solida circoscritta di consistenza compatta, a sede dermica, ad esito per lo più cicatriziale. I noduli a sede dermo-ipodermica vengono definiti nodosità (eritema nodoso). Vengono definite gomme le nodosità a sede ipodermica (tbc, sifilide).
LESIONI ELEMENTARI SECONDARIE
Costituiscono una evoluzione delle lesioni primitive (ad esempio una vescicola, lesione primitiva che si rompe dando luogo alla formazione di una crosta, lesione secondaria.
Crosta Si forma per concrezione di siero, pus o sangue che si essicca sulla superficie cutanea; è formata da fibrina che contiene detriti cellulari, emazie e leucociti. Quando nella costituzione della crosta entrano numerose cellule cornee si parla di squamo-crosta.
Ragade o fessura Soluzione di continuo lineare dell’epidermide o del derma. Si osserva frequentemente agli angoli della bocca, capezzolo, regioni palmo-plantari e dell’ano. (Avec crema)
Erosione o abrasione Perdita di sostanza superficiale secondaria a vescicole, bolle e pustole. Le erosioni che conseguono a traumatismi o a grattamento vengono definite escoriazioni.
Ulcerazione Perdita circoscritta di sostanza che interessa il derma e talora l’ipoderma, con scarsa tendenza alla regressione spontanea e che regredisce sempre con una lesione cicatriziale.
Deve essere distinta dalla piaga che è una soluzione di continuo di origine traumatica con tendenza alla riparazione spontanea.
Cicatrice Lesione dovuta alla riparazione di una soluzione di continuo che abbia interessato il derma o l’ipoderma. È costituita da tessuto connettivo sclerotico. (Rebioger solare Ultra 50+)
LESIONI ELEMENTARI PRIMITIVO-SECONDARIE
Lesioni che possono insorgere sia come lesioni primitive che come lesioni secondarie ad altri elementi patogeni.
Pustola Piccola raccolta di essudato purulento a sede sottocornea (impetigine), intradermica (vaiolo), sottoepidermica (ascessi miliari).
Squama Aggregato di lamelle cornee che si distaccano dalla cute in modo clinicamente apprezzabile (psoriasi).
Macchia o macula Modificazione del normale colorito della pelle dovuta ad una alterata distribuzione del pigmento melaninico. Può essere di colore bruno (pigmentazione), bianco (acromia), (Melanidin) rosso bluastro (macchia emorragica).
Atrofia Assottigliamento dell’epidermide e/o del derma per riduzione del numero e del volume dei rispettivi elementi costitutivi.
Lichenificazione Ispessimento della cute con accentuazione dei normali solchi e rilievi cutanei, ne deriva la formazione di una chiazza con aspetto a mosaico.
Vegetazione È un’escrescenza della pelle e delle mucose di varia forma o grandezza.
Sclerosi Aumento di consistenza della cute per cui la pelle diviene dura, aderente ai piani profondi ed arida per atrofia delle ghiandole sebacee e sudorali.
Cheratosi Ispessimento più o meno notevole dello strato corneo.(Glucodin crema)
LESIONI ELEMENTARI PATOGNOMONICHE
(cunicolo e scutulo) lesioni specifiche della scabbia e della tigna favosa, e pertanto non comuni ad altre dermatosi.
Cunicolo della scabbia Piccola rilevatezza della superficie cutanea, di colorito giallastro, rappresenta il ricettacolo dell’acaro.
Scutulo della tigna favosa Formazione di colorito giallo zolfo, incassata nella pelle, costituita da una ammasso di miceti. Determina una alopecia cicatriziale definitiva.

Dermatiti

DERMATITE SEBORROICA
È una affezione infiammatoria di tipo squamoso che colpisce il volto, il cuoio capelluto e le altre aree seborroiche del corpo. Nonostante il nome, la composizione e le secrezione del sebo appaiono del tutto normali.
L’insorgenza negli adulti è molto lenta e si manifesta con la comparsa di squame piccole e diffuse, di colorito giallastro, untuose, a livello del cuoio capelluto (Tricodin Shampoo al catrame) e della regione medio-sternale. Il prurito è di intensità molto variabile. (Avec CremaAvec Emulsione)
Nei casi più gravi anche le zone retroauricolari, i condotti uditivi esterni, le sopracciglia, il dorso del naso.
Nei bambini la dermatite si manifesta alla fine del primo mese di vita, con lesioni giallognole e tenaci allo scalpo (crosta lattea), fissurazioni e squame in sede retroauricolare; sono inoltre presenti lesioni eritematose al viso.
Nel quadro dell’eczema seborroico sono comprese anche alcune forme intense e diffuse che interessano anche ascelle, inguine, regioni sottomammarie.
Fattori genetici, ormonali e ambientali condizionano l’incidenza e la gravità della forma, che generalmente peggiora in inverno ed è favorita da fattori emozionali.

 
DERMATITE ATOPICA
Detta anche eczema atopico, eczema endogeno, eczema costituzionale ed è caratterizzata da una infiammazione superficiale della pelle, cronica e molto pruriginosa, che colpisce generalmente individui con storia familiare o personale di malattie allergiche (es. febbre da fieno, asma).
La dermatite atopica esordisce già nei primi mesi di vita con eritema, edema, vescicolazione, essudazione, lesioni croniche al viso, cuoio capelluto ed estremità. Nei bambini più grandi e negli adulti, la forma diviene più localizzata e cronica. Il decorso è imprevedibile e variabile da soggetto a soggetto.
Generalmente alla pubertà la malattia guarisce spontaneamente nel 40% dei casi e si attenua nel 50% dei casi, ma esacerbazioni e remissioni sono frequenti durante l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta.
Nella seconda infanzia e negli adulti, la dermatite atopica si presenta con tipiche lesioni lichenificate su sfondo eritematoso alle pieghe dei gomiti e delle ginocchia. Colpiti sono il collo, i polsi e le palpebre. In tutto il corpo la cute appare abnormemente secca e spesso iperpigmentata. (Avec CremaAgedin crema)
Il prurito è intenso e costante con conseguente grattamento e sfregamento. Si instaura così un circolo vizioso caratterizzato da: prurito – grattamento – escoriazioni – nuovo prurito.

DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO
Detta anche eczema allergico, è una reazione di ipersensibilità della cute in seguito al contatto con varie sostanze.(Cutil LatteRebioger detergente)
Si manifesta dopo un periodo che varia dai 14 ai 21 giorni, in cute già sensibilizzata sono sufficienti 24-48 ore.
Il processo di sensibilizzazione è mediato dai linfociti, che riconoscono l’allergene verso il quale sono stati sensibilizzati e liberano gli anticorpi specifici nei confronti dell’allergene stesso.
L’evoluzione della dermatite da contatto attraversa varie fasi, da un eritema transitorio alla formazione di vescicole, le quali possono rompersi e dare luogo ad una essudazione sierosa che si rapprende in croste.
Si accompagna sempre a prurito più o meno intenso. Può essere interessato qualsiasi distretto cutaneo purché venga a contatto con sostanze irritanti o sensibilizzanti. (Avec CremaAvec Emulsione)
Nella fase iniziale, generalmente, è delimitata alla zona di contatto con l’allergene; in seguito, se la causa non viene rimossa, vi può essere un’estensione ad altre aree del corpo con comparsa di chiazze eczematose secondarie (fenomeno della disseminazione).
Il decorso è variabile. Se la causa è rimossa il singolo episodio eczematoso si risolve in pochi giorni o poche settimane secondo la gravità del quadro clinico.
Se l’infiammazione recede si ha desquamazione e temporanea lichenificazione (ispessimento) della cute.
La sensibilizzazione persiste tuttavia per molti anni o per tutta la vita ed il paziente andrà incontro a recidiva in caso di nuova esposizione. Tra le sostanze che possono provocare una dermatite da contatto ricordiamo:
  • i componenti delle medicazioni topiche
  • alcuni farmaci: penicillina, sulfamidici, neomicina, difenidramina, esaclorofene
  • piante: edera, quercia, primula
  • preparati di uso industriale: agenti per la concia delle pelli, formaldeide, antiossidanti
  • indumenti
  • composti metallici: nichel, cromo, mercurio
  • coloranti
  • cosmetici
  • saponi
  • solventi
  • conservanti, ecc.

 


DERMATITE IRRITATIVA PRIMARIA
Detta anche ortoergica o da aggressione diretta.
A differenza della dermatite allergica da contatto, non vi è sensibilizzazione allergica. (Isoderma detergente LiquidoPentadin biodetergente)
Può essere causata da:
  • schiume,
  • saponi,
  • acetone o altri prodotti da toilette,
  • acidi,
  • alcali,
  • fenoli.
Nella dermatite irritativa sono riconoscibili tutti gli aspetti lesionali propri dell’eczema:
  • eritema,
  • vescicolazione,
  • essudazione,
  • ipercheratosi,
  • fessurazione

Psoriasi

È una dermatosi eritemato-squamosa, ad evoluzione cronica recidivante, in cui le squame, abbondanti, bianco-argentee, facilmente distaccabili, ricoprono parzialmente o totalmente la componente eritematosa della lesione.(Tricodin shampoo al catrameOmegadin Plus Retard)
Se si cerca di staccarle, le più superficiali cadono facilmente, mentre le più profonde lasciano sulla superficie dell’elemento psoriasico un segno che è stato paragonato a quello di un colpo di unghia su una goccia di cera. Dopo aver esportato tutte le squame, si evidenzia una superficie liscia, rossa, costituita da una sottile pellicola. Distaccata anche questa pellicola, compare una superficie rosea umida, liscia e lucente, su cui si evidenzia una fine emorragia puntiforme (segno di Auspitz).
Si manifesta generalmente nella 2a – 3a decade di vita, ma tutte le età possono essere colpite.
L’incidenza è del 2-4% nella popolazione bianca, molto inferiore nella razza negra.
La malattia è patogeneticamente riferibile ad una alterata regolazione del turnover delle cellule epidermiche. L’aumento della mitosi determina ispessimento della cute, in particolare dello strato corneo, ed una abnorme cheratogenesi. A queste alterazioni epiteliali si accompagnano nel derma vasodilatazione, edema ed infiltrazione di polimorfonucleati sotto forma di microascessi. L’eziologia è ignota, ma è da notare che in un terzo circa dei casi la malattia ha carattere familiare. Gli orientamenti attuali tendono ad ipotizzare una eziologia multifattoriale, con particolare attenzione alle anomalie immunitarie. In particolare una riduzione di attività dei linfociti T suppressor con un alterato rapporto tra linfociti T helper e suppressor sembra essere alla base di tale patologia.
L’inizio è di solito graduale con tipiche remissioni ed esacerbazioni. Fattori precipitanti sono traumi locali (fenomeno di Koebner), stress, ustioni, infezioni batteriche, medicazioni topiche incongrue.
La psoriasi caratteristicamente colpisce il capillizio, la superficie estensoria degli arti (gomiti e ginocchia), il dorso, la regione sacrale, le unghie (onicopatia psoriasica), l’ombelico, la regione ano-genitale.
In alcuni casi la dermatosi assume un carattere generalizzato (psoriasi universale).
Le mucose non sono colpite.
La psoriasi non è una dermatosi tipicamente pruriginosa, anche se una modica sensazione di prurito può essere presente in alcuni pazienti. (Avec Crema)
La psoriasi, quindi, è una malattia proteiforme che può assumere un carattere molto esteso ed essere anche grave e debilitante per la concomitanza con l’artropatia psorisiaca, caratterizzata da dolore e tumefazione a carico delle articolazioni, o con l’eritrodermia esfoliativa, caratterizzata da congestione ed eritema di tutta la superficie corporea.
La diagnosi raramente presenta difficoltà, anche al semplice esame obiettivo. Nelle forme del capillizio, i contorni netti delle singole lesioni, la facilità dello scollamento, l’aspetto delle squame e l’assenza di alopecia permettono una facile distinzione dalla dermatite seborroica.
La prognosi dipende dalla estensione, dalla gravità, dalla durata della malattia ed anche dall’età del paziente. Le forme acute tendono a regredire, ma è eccezionale una remissione totale persistente.

Vitiligine

La Vitiligine è un’alterazione della pelle che presenta la comparsa di macchie chiare (acromie),prive di melanina, circondate per lo più da zone iperpigmentate. (Melanidin)
Le macchie chiare compaiono di piccole dimensioni con tendenza ad ingrandirsi, su qualsiasi parte del corpo ad eccezione del palmo delle mani e delle piante dei piedi. Ne sono egualmente colpiti i due sessi.
Si accentuano nella stagione estiva, per cui è consigliabile non esporsi al sole in caso di intensa radiazione solare; mentre è consigliata l’esposizione a dosi modeste di raggi solari UVA-UVB che rappresenta una “fototerapia naturale” o in alternativa ai trattamenti dermatologici con appositi macchinari. (Tannidin Plus Retard)
Il fattore scatenante la vitiligine, oggigiorno e inverosimilmente, non è ben identificato così come la terapia e la guarigione.
Con la somministrazione di ANTIOSSIDANTI, però, è possibile contrastare e mitigare l’azione dei radicali liberi che, altrimenti, svolgendo la loro attività nociva e distruttiva a carico dei melanociti, ne amplificherebbero gli effetti.

Altre patologie dermatologiche con componente infiammatoria

Couperose
È un termine utilizzato per indicare una condizione di arrossamento intenso e cronico delle guance e/o delle ali del naso, con venuzze gonfie e sfibrate ben evidenti.
Nonostante si tratti inizialmente di un problema cosmetico, è bene non sottovalutarlo: in taluni casi, infatti, la couperose può evolvere in una dermatosi nota come rosacea (leggi più sotto).
Le pelli particolarmente sensibili e arrossabili presentano questa manifestazione con una certa frequenza. La couperose può essere infatti considerata l’evoluzione di uno stato ripetuto di infiammazione della pelle, in seguito ad uno stimolo esterno o interno, che, con il passare del tempo e via via che questo fenomeno si ripete, da stato transitorio si trasforma in una condizione stabile e cronica.
Eczema Disidrosico
È un’affezione che colpisce le mani e i piedi.
La lesione caratteristica è la vescicola disidrosica, grande come un pallino di piombo, dura, di solito incassata nella pelle. Le vescicole riposano su cute di un colorito normale e contengono un liquido chiaro. Difficilmente si rompono e guariscono per disseccamento e successiva esfoliazione in 2-3 settimane.
Eczema Nummulare
Detto anche eczema discoide, è una dermatite cronica caratterizzata da lesioni di tipo infiammatorio, vescicolare, crostoso e desquamante e da in-tenso prurito locale.
Il suo nome deriva dall’aspetto a moneta tipico delle lesioni. Colpisce le estremità, specie il dorso delle mani e i polsi, ma può coinvolgere qualunque altra zona del corpo, escluso il volto.
L’eziologia è sconosciuta.
Eczema Varicoso
Detto anche eczema da stasi o dermatite flebostatica, interessa il terzo inferiore delle gambe come conseguenza di un aumento della pressione venosa, dovuto ad insufficienza delle comunicanti, a varici oppure a trombosi profonde.
Può essere complicato da manifestazioni allergiche da contatto, da formazione di ulcere e da infezioni batteriche.
Eritrosi
È un rossore del viso dovuto a stasi sanguigna. La colorazione rossa della pelle appare diffusa e uniforme, e solo raramente i filamenti dei capillari superficiali sono visibili.
Il rossore corrisponde a una dilatazione dei vasi periferici, dovuta a uno squilibrio nervoso del sistema vegetativo che si traduce in un’eccessiva emotività alla base delle “vampate” di afflusso sanguigno e di calore. Le ondate di flusso sanguigno sono inoltre causate da passaggi repentini da ambienti freddi ad ambienti caldi, dall’ingestione di quantità eccessive di cibo e alcol, e da stress particolarmente intensi.
Le ripetute “puntate” di flusso sanguigno al viso portano a una sempre più facile dilatazione dei capillari, con conseguente rossore persistente e irreversibile.
Spesso si fa confusione tra eritrosi e couperose e si ritiene che rappresentino lo stesso problema. In realtà con queste due parole si intendono due affezioni diverse essendo la couperose costituita dalla presenza delle singole teleangectasie e capillari sul viso mentre per eritrosi si intende il rossore diffuso che non sempre è accompagnato dalla presenza delle teleangectasie stesse. (Eutrodin)
Lichen Planus
È una eruzione infiammatoria a carattere ricorrente e pruriginosa, caratterizzata da piccole papule poligonali, talvolta con una piccola depressione puntiforme centrale (ombelicatura).
Le lesioni primarie papulose hanno un diametro di 2-4 mm, colore rosso/lilla e caratteristica lucentezza in controluce. Sono generalmente simmetriche, localizzate alle superfici flessorie dei polsi e degli avambracci, al tronco, alle mucose orale e genitale.
Durante la fase acuta possono comparire nuove papule nelle zone sottoposte a traumi o grattamento. Una iperpigmentazione nero-seppia persiste dopo la fase attiva. A volte il capillizio è colpito da una atrofia cicatriziale.
L’eziologia è sconosciuta; sembrano tuttavia intervenire nello sviluppo della malattia fenomeni immunitari.
Lichen Simplex
Detto anche neurodermite, è caratterizzato da chiazze di eczema e di lichenificazione in sedi facilmente accessibili al grattamento. Il quadro tende a peggiorare nei momenti di maggiore tensione emotiva.
Sedi elettive sono la nuca e la regione laterale del collo, la regione occipitale, la superficie flessoria degli avambracci, le cosce ed i genitali.
Manca la bilateralità e la simmetria. Il decorso è cronico e frequenti sono le recidive. L’eziopatogenesi è sconosciuta. Un ignoto meccanismo psico-somatico presiede probabilmente al perpetuarsi dello stimolo pruriginoso.
Lupus Eritematoso Discoide (Led)
È una malattia cronica ed è caratterizzata da chiazze ben delimitate nelle quali si evidenziano eritemi, ipercheratosi cicatriziale follicolare, desquamazione, teleangectasie e atrofia.
La causa è probabilmente di tipo autoimmune, per sviluppo di un clone di linfociti produttore di anticorpi.
L’esposizione alla luce solare di solito precede la comparsa delle lesioni: il 50% dei pazienti ha una storia di fotosensibilità. Colpisce preferibilmente le donne attorno ai 30 anni di età.
Le lesioni inizialmente si presentano come chiazze eritematose, rotonde, desquamanti, di 5-10 mm di diametro, con ipercheratosi follicolare. Si manifestano al volto (dorso del naso) per poi estendersi simmetricamente verso le guance, le regioni preoculari costituendo spesso una chiazza paragonata ad una farfalla ad ali spiegate. Le lesioni possono essere generalizzate alla parte superiore del tronco ed alla superficie estensoria delle estremità.
Le lesioni non trattate del LED si estendono con gradualità, perifericamente, mentre la zona centrale si atrofizza.
Le cicatrici che residuano non sono contrattili. La alopecia del cuoio capelluto può essere permanente. Comuni sono le manifestazioni sistemiche (leucopenia, astrologia). Circa il 10% delle pazienti sviluppa una forma sistemica (LES).
Intertrigine
Indica una dermatosi infiammatoria conseguente allo sfregamento reciproco di due superfici cutanee contigue.
Si può manifestare sia nelle grandi pieghe (ascelle, inguine, pieghe sottomammarie) sia nelle piccole (commessure interdigitali dei piedi). Fattori fisici, come l’obesità, il sudore, il ristagno di escrezioni possono facilitare l’instaurarsi della dermatite.
Inizialmente si ha eritema, lieve prurito, bruciore. In un secondo tempo si instaura un’infezione secondaria che perpetua la forma come dermatite infettiva.
I microrganismi più frequentemente coinvolti sono gli stafilococchi, gli streptococchi e batteri Gram negativi.
Quando si determina la sovrapposizione di miceti, evenienza molto frequente, si costituisce il cosiddetto complesso delle pieghe.
Rosacea
E’ una malattia infiammatoria cronica della pelle (dermatosi) che colpisce prevalentemente la parte centrale del viso (guance, naso, fronte).
La pelle del volto si presenta arrossata con papule, pustole e teleangectasie. (Angioton Plus Retard cpr) Spesso si assiste ad un ispessimento (ipertrofia) dei tessuti, che a volte diviene particolarmente evidente a livello del naso, che si presenta gonfio e bulboso (rinofima).
Pur assumendo a volte un aspetto acneico si differenzia dall’acne essenzialmente per l’età di insorgenza e per l’assenza di comedoni.
Questa dermatosi si presenta prevalentemente nelle persone di mezza età e nelle persone con carnagione e capelli chiari. Le donne ne sono colpite più degli uomini a volte ne sono affetti più componenti della stessa famiglia.

Patologie da infezioni e contaminazioni

I Batteri sono organismi monocellulari che causano forme patologiche e che a seconda della loro forma si definiscono “Bacilli” (allungati) e “Cocchi” (tondeggianti).
La definizione di Gram (+) o (-) si riferisce ad una certa colorazione (metodo di Gram) che possono (+) o non possono (-) assumere.
I Funghi sono parassiti, intermedi fra vegetali e batteri, che possono essere uni- o pluricellulari (una sola cellula o più di una) e che non hanno la proprietà di sintetizzare clorofilla. In genere si manifestano con un lungo filamento (micelio). Si possono distinguere in due grandi categorie “dermatofiti” e “lieviti”. Le patologie che essi generano sono chiamate MICOSI. (PentadinNevoxil)
Acne: con la dizione ACNE VOLGARE si intende un’affezione molto frequente, caratterizzata dall’ipertrofia delle ghiandole sebacee, complicata da follicolite generata da un bacillo Gram (+) avente forti proprietà sterasiche, con conseguente liberazione di notevoli quantità di acidi grassi irritanti a livello del follicolo pilo-sebaceo. (PentadinGlucodin)
Candidiasi: patologia sostenuta da lieviti, fra i quali il più noto è la Candida albicans. Ricordiamo fra le più comuni il mughetto, ascessi, eruzioni cutanee, infiammazioni degli organi genitali femminili, disturbi intestinali, disturbi di deglutizione, alterazioni delle unghie etc. (Nevoxil)
Epidermofizia: malattia della pelle causata da funghi. In corrispondenza delle regioni inguinali si formano larghe chiazze simmetriche di colore roseo o rossastro, leggermente desquamanti, con margini delimitati. Le chiazze hanno tendenza ad estendersi. In genere si ha prurito, talvolta fortissimo. (Nevoxil)
Eritrasma: malattia della pelle dovuta ad un particolare fungo.I sintomi sono delle macchie tondeggianti a contorni netti, di colore rosso brunastro più o meno intenso, localizzate alle regioni inguinali e alle ascelle. (Nevoxil)
Herpes: (o erpete), infezione delle mucose e della cute. Ha causa virale: i due tipi di virus, HSV1 e HSV2, attaccano rispettivamente le labbra e l’apparato genitale, e si trasmettono attraverso il contatto. Si manifesta con tipiche vescicole a grappolo; talvolta è possibile il verificarsi di un’adenopatia. Dopo la prima manifestazione il virus rimane in stato quiescente nel tessuto nervoso; al verificarsi di particolari condizioni (di solito situazioni stressanti) il virus si riattiva provocando una recidiva, sempre nella stessa sede. Le lesioni guariscono dopo circa 10 giorni per il virus labiale e poco meno di un mese per il virus genitale. (Rebioger q10 con Immunenhancer)
Impetigine: malattia della pelle appartenente al gruppo delle piodermiti. È dovuta a batteri, in particolare stafilococchi e streptococchi.
Si formano vescicole o bolle contenenti siero-pus giallognolo, coperte da una cupola molto sottile e fragile che presto si rompe lasciando a nudo una superficie erosa, umida, o croste di colore giallo-ambra.
L’affezione in genere assai pruriginosa, predilige i bambini e si manifesta quasi esclusivamente sulle parti scoperte, soprattutto sul viso; frequenti sono anche le complicazioni a carico delle unghie, che sono di difficile cura, e che possono permanere a lungo per l’andamento dei microbi sotto l’unghia. Si tratta di una malattia molto contagiosa, attraverso contatti diretti o anche per mezzo di veicoli di trasmissione. (Pentadin)
Infezioni batteriche: si tratta di infezioni sostenute da batteri, sia essi bacilli che cocchi.
Piaghe da decubito: si formano in seguito ad una prolungata compressione delle parti molli da parte del piano del letto o d’un piano resistente come, per esempio, un bendaggio gessato.
Sono facilmente soggette ad infezioni o reinfezioni. (Eutrodin)
Pityriasis versicolor: malattia della pelle dovuta ad un fungo microscopico (Pityrosporum ovale).
I sintomi consistono in macchie rotondeggianti, di colore caffelatte o brunastro, di varia grandezza, facilmente confluenti in chiazze di grandi dimensioni, talvolta estese anche a tutta una regione.
La pelle corrispondente è secca, leggermente desquamata, finemente pieghettata. L’affezione predilige il petto, la schiena, le braccia, ma può estendersi anche in altre regioni compreso il viso; risparmia le mani ed i piedi; non provoca prurito né altri disturbi. (PentadinNevoxilTricodin Shampoo AntiforforaMelanidin)
Pityrosporum ovale (o orbicularis): è l’agente eziologico della Pitiriasi. Si tratta di un fungo molto resistente la cui possibilità di originare reinfezione è notevole.
Tinea corporis: malattia della pelle localizzata in varie parti del corpo, causata da funghi.
Tinea cruris: malattia della pelle localizzata a livello delle pieghe e causata da funghi.
Tinea pedis: malattia della pelle, localizzata ai piedi, causata da funghi.
In particolare la malattia si localizza in mezzo alle dita dei piedi, ove i funghi possono attecchire con facilità favoriti dalla macerazione della pelle dovuta al sudore e all’umidità.
Ulcere varicose: le varici sono dilatazioni delle vene la cui parete rimane alterata. In sostanza tutto il sangue venoso delle estremità inferiori, deve salire fino al cuore, compiendo un percorso in senso contrario alla forza di gravità. Questo percorso è agevolato da certe disposizioni anatomiche e fisiologiche ma ciò non toglie che esso sia lungo, e che la colonna liquida sia pesante, specialmente nelle persone che stanno in piedi per la maggior parte della giornata.
Le varici possono con una certa facilità ulcerarsi e le ulcere sono soggette a infettarsi e a reinfettarsi. (Angioton Plus Retard cprRebioger solare Ultra 50+Eutrodin)
Ustioni: sono lesioni dovute all’azione del calore e possono essere di diverso grado in relazione alla loro gravità. Le infezioni fanno parte di un corredo routinario delle ustioni.

Patologie da fotoesposizione

Eritema solare: consiste nella comparsa di un tipico arrossamento della cute spesso accompagnato da bruciore e/o edema (gonfiore) della zona interessata. Se l’esposizione è stata particolarmente intensa si può avere anche la comparsa di vescicole o bolle seguite da erosioni (ustioni solari). (Avec CremaAvec EmulsioneRebioger solare Ultra 50+Tannidin Plus Retard)
Fotoinvecchiamento: si manifesta con la comparsa precoce e marcata dei segni che fisiologicamente compaiono con l’invecchiamento cutaneo in età avanzata. Tali segni compaiono nelle zone più esposte al sole (volto, collo, mani) e si manifestano con l’aumento dello spessore, della secchezza e della rugosità cutanea e una riduzione dell’elasticità, accompagnata dalla comparsa di macchie ed altre lesioni della pelle.
Fotocarcinogenesi – neoplasie cutanee: la maggiore causa dell’aumento dell’incidenza dei tumori della pelle registrata negli ultimi trent’anni nelle popolazioni sviluppate si considera correlata, oltre che alla progressiva riduzione della fascia dell’ozono nell’atmosfera che normalmente scherma la gran parte delle radiazioni UVB al suolo, soprattutto alle mutate abitudini di esposizione al sole.
Infatti l’aumento delle attività all’aperto e soprattutto l’abitudine ai “bagni di sole” spesso risulta in un’eccessiva esposizione alle radiazioni UV, uno dei più importanti fattori di rischio per l’insorgenza di queste patologie.
È opinione corrente e diffusa che l’abbronzatura sia un simbolo di attrazione e di buona salute, e che intensi bagni di sole siano una prassi normale.
L’esposizione corretta e non prolungata al sole, utilizzando la dovute protezioni, è di fondamentale importanza per invertire questa tendenza ed arrestare l’aumento di incidenza dei tumori della pelle.
Le neoplasie cutanee possono essere di origine epiteliale, chiamate comunemente NMSC (non-melanoma skin cancer) e le più comuni sono: le cheratosi solari, gli epiteliomi (o carcinomi) spinocellulari (o squamocellulari) e gli epiteliomi (o carcinomi) basocellulari. Oppure possono essere di origine melanocitica, come il melanoma maligno (MM).
Le neoplasie del tipo NMSC raramente sono letali e possono essere rimosse chirurgicamente ma spesso le terapie sono dolorose e sfiguranti.
L’instaurarsi di questo tipo di tumori sembra favorito dall’esposizione cumulativa ai raggi UV. Tali neoplasie infatti presentano un’incidenza massima in persone con un’esposizione ai raggi UV cumulativa elevata nel corso della propria vita e tipicamente in coloro che svolgono attività lavorative all’aperto (marinai, agricoltori) e le sedi prevalentemente colpite sono quelle che nel corso della vita hanno subito il massimo di esposizione al sole (volto, cuoio capelluto, dorso delle mani).
Si evidenzia inoltre una maggiore incidenza di NMSC nei paesi a minore latitudine (che registrano quindi maggiori livelli di radiazione UV).
Mentre i tumori di origine epiteliale raramente sono letali, il melanoma maligno (MM) contribuisce sostanzialmente alle cause di mortalità nelle popolazioni di pelle chiara sebbene la sua incidenza sia consistentemente inferiore a quella dei NMSC.
Il MM costituisce l’1% di tutti i tumori ed è la causa del 65% delle morti per cancro alla cute. La sua incidenza nei paesi sviluppati è triplicata negli ultimi trent’anni.
L’esposizione al sole è considerata la principale causa del melanoma cutaneo. Ne sono prova la distribuzione del melanoma a livello mondiale, le sedi anatomiche di insorgenza e la recente dimostrazione, in melanomi, di lesioni del DNA specificamente indotte da radiazioni ultraviolette.
Numerosi studi indicano comunque che l’insorgenza del MM è associata sia a fattori genetici e caratteristiche individuali, che allo stile di vita in relazione all’esposizione al sole, e colpisce prevalentemente le popolazioni di pelle chiara.
Tra i principali fattori di rischio abbiamo la presenza sulla pelle di numerosi nei atipici, la carnagione molto chiara dei fototipi 1 e 2, esposizioni intense ed intermittenti al sole, soprattutto in coloro che tendono più a scottarsi che ad abbronzarsi, l’accumulo di esposizione ai raggi UV.
L’incidenza del MM nelle popolazioni di pelle chiara aumenta generalmente con le basse latitudini.
Il rischio di insorgenza di melanoma è maggiore nelle zone del corpo coperte, cioè non abituate al sole, ed il rischio è maggiore per i soggetti che normalmente non si espongono al sole per motivi professionali. In particolare alcuni studi scientifici hanno dimostrato una stretta correlazione tra le ustioni solari subite nei primi anni di vita e l’insorgenza di melanoma maligno.

Patologie degli annessi cutanei

Alopecia: chiamata anche calvizie, è un processo fisiologico che fa riferimento alla caduta dei capelli o alla perdita prematura dei capelli, senza che si produca una rinascita degli stessi. È più evidente nel cuoio capelluto, anche se si può presentare in qualsiasi parte del corpo in cui compare peluria.
Attualmente la calvizie costituisce fino a un 25% delle visite dermatologiche ed ha smesso di essere un problema esclusivamente maschile, poiché l’alopecia femminile è aumentata enormemente negli ultimi anni; una piccola percentuale di donne tra i 20 e di 30 anni ed un 30% di donne tra i 40 ed i 60 anni ne soffrono.
Esistono varie cause che producono la caduta dei capelli. Tra i tanti fattori abbiamo: emotivo (tensione, stress), infezioni (soprattutto dopo le febbri alte), cattiva alimentazione (diete eccessive, anemia, etc), endocrinosi (alterazione della ghiandola tiroidea), aduso di cosmetici per i capelli, post parto e molte altre cause meno frequenti. (Aptodin Plus RetardNeo Tricodin frizione)
Alopecia androgenetica: colpisce sia gli uomini che le donne e può essere più o meno veloce.
Nell’uomo è localizzata nella zona temporale (e/o alla chierica), mentre nella donna è quasi sempre distribuita su tutta la parte superiore della testa.
I capelli in questa zona vanno incontro ad un progressivo diradamento (miniaturizzazione) e con il progredire del tempo diventeranno una invisibile peluria.
La miniaturizzazione dei capelli è provocata dal DHT (diidrotestosterone) mediante la conversione del T (testosterone) attraverso l’enzima 5-alfa-reduttasi (Aptodin Plus RetardNeo Tricodin frizione) ed è necessario evitare questa trasformazione bloccando l’enzima che la regola.
Alopecia areata: è un tipo di alopecia di cui non si conoscono le cause.
Si presenta in forma di macchie rotonde sul cuoi capelluto, ma si può estendere in altre zone del corpo. È un tipo di caduta dei capelli relazionata con lo stress.
Riguarda sia gli uomini che le donne e può apparire a qualsiasi età. Una persona su mille soffre di questo tipo di alopecia.
In alcuni casi può provocare la completa scomparsa dei capelli, però generalmente questi tornano a crescere sebbene siano molto frequenti le ricadute nei pazienti che ne soffrono.
Non esistono trattamenti per ristabilire la situazione. Si può solo fare un microtrapianto capillare.
Nelle donne questo tipo di alopecia è più dolce che negli uomini, però scompare solo nella parte anteriore del cuoio capelluto, lasciando i capelli più chiari in alcune zone però non completamente spopolati (salvo alcune rare occasioni) come succede negli uomini. (Aptodin Plus RetardNeo Tricodin frizione)
Alopecia diffusa (effluvio telogenico cronico): è la perdita acuta e progressiva dei capelli a seguito di malattie croniche o di febbri, stress emotivi, parto, etc. I capelli cadono facilmente non appena sottoposti a trazione. Non si arriva a produrre una calvizie totale, però i capelli sono deboli e di aspetto debole. (Aptodin Plus Retard – Neo Tricodin frizione)
Onicoschizia: o onicoschisi lamellare è lo sdoppiamento lamellare della parte distale dell’unghia e può avere molteplici cause. Una delle più frequenti è proprio la cosiddetta onicofagia (abitudine di “mangiarsi” le unghie o le pellicine che circondano la lamina ungueale). (Aptodin Plus Retard)
Un’unghia “indebolita” da tali processi, risulta così più vulnerabile nei confronti degli agenti esterni e talora ad una banale onicoschizia si può aggiungere una vera e propria infezione dell’unghia (onicomicosi).
Onicomicosi: parassitazione dell’unghia da parte di miceti. Si tratta di un’evenienza non comune che di solito si associa ad un’alterazione preesistente della lamina ungueale quale psoriasi, distrofia, trauma.
Di solito i funghi parassitano il letto ungueale ma anche la lamina può essere attaccata.
Onicodistrofia: disturbo di crescita dell’unghia dovuto a difetto di nutrimento. E’ causata principalmente dal mancato afflusso sanguigno alla matrice germinativa o dall’afflusso di sangue non sufficientemente ossigenato oppure dall’afflusso di sangue carente di fattori nutrizionali.
Queste condizioni si verificano quando i vasi sanguigni si occludono ad esempio per trauma o nell’angiopatia diabetica ed aterosclerotica.
Un’altra condizione è quando la pressione ematica si abbassa per problemi cardiologici o quando il polmone non ossigena il sangue.
In altre condizioni l’afflusso di sangue è mantenuto ma sono carenti i fattori di nutrizione come nelle malattie epatiche o durante la chemioterapia.
La causa più frequente di onicodistrofia comunque rimane la senescenza.
Onicolisi: quando la lamina si distacca dal letto ungueale o quando le singole lamelle non aderiscono tra di loro. E’ il segno più caratteristico della Psoriasi ungueale.
Può avvenire anche per traumatismo ripetuto (sport, calzari ecc) e qualche volta come effetto collaterale nell’uso di determinati farmaci.
Tricodistrofia: è un’anomalia rara della struttura dei capelli, nella quale i peli sottili e labili mostrano delle zone chiare alternate ad altre scure. I capelli sono corti, radi e fragili a hanno un basso contenuto di zolfo.
Ci troviamo di fronte ad una malattia ereditaria, generalmente unita ad altre alterazioni, come deficienza fisica ed intellettuale, ridotta fertilità, bassa statura, ittiosi o fotosensibilità. (Tricodin Shampoo capelli secchi e sfibratiAptodin Plus Retard).

Patologie Vascolari

Morbo di Buerger (claudicatio intermittens)

Malattia denominata anche endoarterite obliterante o trombo-angioite obliterante. (Artedin)
Endoarterite significa che nella superficie interna di un’arteria è insorto un processo infiammatorio: questo ha come conseguenza la formazione di un trombo o coagulo sanguigno, il quale finisce per occludere l’arteria.
Una delle caratteristiche del morbo di B. è che sono colpite le arterie degli arti, in modo particolare quelle degli arti inferiori. Gli elementi caratteristici del morbo sono praticamente due: l’occlusione trombotica di un’arteria alterata ed, il susseguente spasmo riflesso di quelle vicine, che pure sono anatomicamente integre.
I primi sintomi consistono in una sensazione di punture di spillo, oppure di caldo e di freddo. Sarebbe molto importante che fin da questo momento il paziente si recasse subito da medico, poiché il successo delle cure è in ragione proporzionale alla precocità del loro inizio.
In uno stadio successivo compaiono i dolori, che insorgono specialmente dopo che si è camminato per un certo tempo, e che costringono il malato a fermarsi. Questo è il sintomo cosiddetto della claudicazione intermittente.
Col progredire dei disturbi diminuisce la distanza che si può percorrere senza che insorga il dolore. È anche tipico un dolore che si avverte durante il riposo, sordo, simile a un bruciore mordente e penetrante. Naturalmente, progredendo l’evoluzione della forma morbosa, l’esito è quello che consegue inevitabilmente alla mancanza della nutrizione sanguigna: la morte dei tessuti, vale a dire la necrosi e la gangrena, che possono rendere necessaria l’amputazione dell’arto.
La prima constatazione è che il morbo di B. è un’endoarterite giovanile, e perciò si distingue da quella senile o arteriosclerotica (trombo-arterite obliterante senile), dovuta ai comuni processi sclerotici delle arterie.
Infatti il morbo di B. predomina tra i 20 e i 45 anni, ed è quasi ignoto dopo i 55 e prima dei 15.
In secondo luogo esso è quasi esclusivamente maschile (95% dei casi). Ciò induce a pensare che qualche alterazione nelle secrezioni ormoniche delle ghiandole maschili produca una particolare suscettibilità, cioè una predisposizione delle arterie a risentire le offese di alcuni fattori nocivi.
A proposito di questi fattori sembra che il freddo ed i traumi possano avere una certa importanza, ma il maggiore indiziato è il tabacco.
La terapia deve essere fatta in dipendenza dello stato della malattia: è evidente che nello stato finale si devono somministrare farmaci che hanno la proprietà di dilatare le arterie, come l’acetilcolina, la papaverina, l’acido nicotinico, mentre nella fase iniziale o centrale prodotti con azione anti-infiammatoria sulle arterie sono molto utili e comunque oltre a controllare la sintomatologia, anche se lieve, comunque fastidiosa, rallentano il processo evolutivo.

Morbo di Raynaud

Si tratta di un disturbo della circolazione nelle arterie periferiche, cioè nelle arterie che portano il sangue agli arti. Consiste in crisi di spasmo delle arterie delle dita della mano, più raramente del piede, simmetriche.
Di preferenza è colpito il sesso femminile.
Le arterie non presentano lesioni evidenti: è alterato invece il sistema nervoso che regola il calibro di esse. Le arterie infatti possono dilatarsi o restringersi in base a stimoli provenienti dal sistema nervoso vegetativo le cui fibre decorrono nella parete delle arterie.
Un aumento dell’eccitabilità di tali nervi ha come conseguenza uno spasmo, anzi ripetuti spasmi, che costituiscono appunto la caratteristica della malattia. Lo spasmo arterioso ha inizio generalmente in occasione di un contatto delle mani con l’acqua fredda, e a partire da quel momento il freddo produrrà regolarmente il medesimo effetto. Le dita, come conseguenza diventano alabastrine, fredde e insensibili. (Artedin)
Ma allo spasmo e al senso di freddo segue poi bruscamente un riscaldamento intenso accompagnato da un dolore vivo bruciante e da una colorazione cianotica della pelle, in quanto alla contrazione delle arterie succede una reazione opposta, dilatatrice.
Ben presto le crisi vengono scatenate, oltre che dal freddo, da influenze psichiche, da emozioni: esse si ripetono ad ogni occasione e si estendono a tutte le dite, rispettando in genere il pollice.
Il susseguirsi di questi episodi porta a alterazioni della pelle, dal semplice indurimento di essa fino alla comparsa di piccoli ascessi e perfino alla gangrena.
Di fronte a forme leggere della malattia in cui le crisi sono brevi, saranno sufficienti le precauzioni intese a preservare le estremità dai bruschi raffreddamenti e può anche essere indicato un prodotto che protegga l’arteria sottoposta a continui e frequenti spasmi.
Qualora la malattia assuma un quadro clinico più grave sarà necessario ricorrere agli ormoni estrogeni che hanno un’azione dilatatrice delle arterie e risolvente degli spasmi. Altri farmaci utili sono quelli utilizzati per il controllo della pressione arteriosa.

Cellulite

Il termine corretto è liposclerosi o panniculopatia.
Questo problema estetico colpisce circa l’80-95% delle donne e si manifesta generalmente dopo la pubertà.
Molte sono le cause che la determinano e/o la favoriscono.
Un aumento della permeabilità capillare molte volte accompagnato da una diminuzione del potere di drenaggio dei vasi linfatici porta ad un AUMENTO DEL LIQUIDO INTERSTIZIALE, questo è il primo momento di formazione dell’edema.
1. Un aumento della pressione capillare, la quale, durante la dinamica dello scambio dei liquidi, produce un accumulo di questi negli spazi interstiziali. (Angioton Plus Retard cpr.Angioton CremaIdrolase)
2. Una diminuzione delle proteine plasmatiche, che la pressione capillare cerca di compensare agevolando la tendenza del liquido ad uscire dai capillari e penetrare negli spazi dei tessuti.
3. Una ostruzione linfatica, la quale produrrà un accumulo di liquido negli spazi interstiziali.
4. Un aumento di permeabilità della membrana capillare, che agevolerà enormemente l’uscita di liquido verso gli spazi dei tessuti.
L’alterazione del sistema circolatorio influisce anche sul normale funzionamento degli adipociti, che sintetizzano maggiori quantità di trigliceridi: questi si accumulano nella cellula aumentandone la dimensione.

Varice

Le vene sono in grado di sopportare notevoli variazioni di pressione al loro interno senza subire alterazioni. Queste ultime compaiono quando lo stato ipertensivo diviene stabile.
Si verifica allora l’alterazione della componente muscolo-elastica e la sua sostituzione con tessuto sclerotico. Questo non ha la capacità di adattamento alla pressione endoluminale propria del tessuto mesenchimale, quindi la dilatazione venosa diviene maggiore e più rapida.
Questo stato di cose provoca quella che si intende LESIONE VENOSA (VARICE), che è sostenuta da processi degenerativi delle tuniche della parete nel vaso, caratterizzata da allungamento permanente del vaso stesso e da alterazioni degli apparati valvolari.

Emorroidi

Sono varicosità delle vene del plesso venoso emorroidario (o plesso venoso rettale) ovvero di quel reticolo venoso che fa parte della mucosa anale e che è deputato alle funzioni di continenza e di evacuazione.
I vasi sanguigni che si trovano nel plesso emorroidario sono soggetti a fenomeni patologici come infiammazioni o trombosi e sono spesso causa di una sintomatologia caratterizzata da bruciore, dolore, prurito e sanguinamento. (Angioton Plus Retard cpr.).
A seconda della loro localizzazione, possiamo distinguere le emorroidi in emorroidi interne ed emorroidi esterne. Le prime si sviluppano all’interno del canale anale e sono indolori (a meno che non siano completamente prolassate o siano associate a ragadi), mentre quelle esterne appaiono come protuberanze dure e dolenti.

Teleangectasie

Aumento della dimensione dei piccoli vasi sanguigni. I vasi, di caratteristico colore rosso, sono osservabili facilmente sulla pelle e sulle mucose. La patologia è spesso complicanza di dermatosi e dermatiti.
La forma più famosa è la telangectasia emorragica ereditaria. Si presenta in età puberale con emorragie da bocca e naso e con anemia, e si sviluppa lungo tutta la vita attraverso teleangectasie con angiomi su tutto il corpo, e con svariate disfunzioni epatiche. (Angioton Plus Retard cpr.).

Patologie di origine ormonale

Menopausa

Durante la menopausa, la donna presenta una ridotta produzione di estrogeni.
La caduta a livello ematico degli estrogeni produce i classici sintomi quali:
  • Vampate di calore
  • Insonnia
  • Profusa sudorazione, specialmente durante la notte, la qual cosa contribuisce a creare l’insonnia.
  • Mal di testa
  • Umore instabile
  • Nervosismo ed irritabilità
  • Depressione
  • Secchezza vaginale e dolenzia
  • Vuoti di memoria.
Sebbene le donne possono ridurre i sintomi post-menopausali usando gli estrogeni esogeni (TERAPIA SOSTITUTIVA ORMONALE), in effetti sono in poche a farlo.
Alcune donne ritengono che è bene “non andare contro natura”, altre sentono l’ansia per gli effetti non desiderabili dell’ormone (come la ritenzione idrica, il riapparire delle perdite mestruali) o sono dubbiose in relazione alla somministrazione a lungo termine ed al conseguente aumento del rischio di tumori.
Lo sviluppo dei SERMs (Selective Estrogen Receptor Modulators -modulatori selettivi del recettore estrogenico) fu disegnato allo scopo di ottenere i benefici degli estrogeni senza i suoi effetti indesiderati.
Idealmente, i SERMs esercitano l’azione estrogenica sui tessuti dove l’effetto che ci si aspetta è positivo, come sulle ossa e sul cuore, ma non hanno alcun effetto sui tessuti come l’utero ed il seno dove l’effetto estrogenico non è voluto in quanto dannoso.
Recentemente ci sono state importanti novità a proposito del SERM (raloxifene-tamoxifene), che è stato visto migliorare la salute delle ossa senza esercitare alcun effetto estrogenico sull’endometrio e che può anche esercitare un effetto antiestrogenico sul tumore del seno, anche se non è capace di controllare le vampate di calore e di proteggere contro le malattie del cuore – come invece fa l’estrogeno.
Uno studio condotto in Italia su 104 donne in menopausa ha messo in evidenza una significativa riduzione (45 % contro il 30% per il placebo) del numero delle vampate di calore dopo 12 settimane di trattamento al dosaggio di 60 g di proteine di soia contenenti 76 mg di isoflavoni.
In un altro studio, condotto nella Hebrew University, Hadassah, Medical School, a 78 donne con disturbi post-menopausali (vampate di calore) è stata somministrata una dieta ricca in isoflavoni. Dopo 12 settimane di consumo di isoflavoni c’è stato un significativo incremento di SHBG (Sex hormone-binding globulin – Globulina legante l’ormone sessuale) nel siero delle donne.
Un incremento nel SHBG determina una diminuzione nell’ammontare di testosterone libero e di estradiolo libero e quindi ne condiziona, in negativo, l’attività biologica.
Vi sono delle evidenze che dimostrano una stretta relazione fra il legame degli estrogeni alla SHGB ed il rischio del tumore del seno: sono infatti inversamente proporzionali, più estrogeni sono legati alla globulina e meno incidenza di tumori si verifica.
Inoltre è stata vista una diminuzione, in numero statisticamente significativo, della gravità della sintomatologia (vampate e secchezza vaginale) in quelle donne trattate con una dieta di isoflavoni.
Altri studi pubblicati indicano benefici similari: in uno studio, 51 donne, in menopausa, sono state trattate con una dieta ricca in isoflavoni. La soia ha diminuito i sintomi, ha abbassato la pressione sanguigna e ha riportato il profilo lipidico nella norma.
Si sono ottenuti questi benefici senza quegli effetti collaterali propri della classica terapia ormonale.
FITOESTROGENI
È un nome generico usato per definire diverse classi di composti che non sono propriamente steroidee come:
  • GENISTEINA
  • DAIDZEINA
  • GLICITEINA
  • DAIDZINA
  • GENISTINA
  • GLICITINA
I fitoestrogeni si differenziano dagli estrogeni per le seguenti caratteristiche:
  • sono più deboli degli estrogeni endogeni (posseggono infatti tra 1/1.000 e 1/100.000 della loro attività)
  • differiscono molto dagli estrogeni sintetici dal momento che la loro struttura si rompe facilmente
  • non sono immagazzinati nei tessuti e permangono quindi nell’organismo per un tempo molto limitato.
Questi composti sono capaci di vicariare gli effetti degli estrogeni perché le loro strutture sono molto simili ed il nostro organismo li accetta come fossero quelli “veri”.
Vi sono molti “ormoni vegetali” che agiscono come estrogeni nell’organismo. I più comuni sono i flavoni e gli isoflavoni, e questi ultimi sono i più potenti di tutti.
Degli isoflavoni contenuti nella soia, due – genisteina e daidzeina – sembrano essere i più promettenti da un punto di vista terapeutico. (Assist Forte)
La ricerca ha individuato quattro diversi meccanismi d’azione degli isoflavoni:
  • come ESTROGENI od ANTIESTROGENI
  • come INIBITORI degli ENZIMI TUMORALI
  • come ANTIOSSIDANTI
  • come IMMUNOSTIMOLANTI
Una recente recensione sui comuni rimedi alternativi per il trattamento dei sintomi attribuiti alla menopausa conclude che “negli studi controllati disponibili, i più forti dati supportano che i fitoestrogeni per il loro ruolo diminuiscono i sintomi della menopausa relativamente alla deficienza di estrogeni e per possibili effetti di protezione sulle ossa e sul sistema cardiovascolare”.

Osteoporosi

È una riduzione del tessuto osseo che genera una preoccupante fragilità delle ossa che risultano facilmente fratturabili.
Le donne, evidentemente, sono ad alto rischio sia perché hanno una ridotta superficie scheletrica e sia perché perdono rapidamente massa ossea dopo la menopausa.
Il cambio nella massa ossea e la forma delle ossa sono dovute a cambi ormonali, a deficienza di calcio, di vitamina D e magnesio.
L’osteoporosi è un problema notevole. Dati statistici che pervengono dalla “National Osteoporosis Foundation” indicano che una donna su tre, superati i cinquanta anni, subisce almeno una frattura.
La terapia sostitutiva con estrogeni (ERT – Estrogen Replacement Therapy) è uno dei più importanti rimedi per la prevenzione ed il trattamento della malattia nelle donne dopo la menopausa.
Comunque ERT può avere rischi indesiderabili e l’accettabilità di questa tende ad essere molto bassa.
Studi epidemiologici hanno mostrato una più bassa incidenza di osteoporosi fra le popolazioni che dichiarano un alto consumo di soia.
Nelle ossa si trovano due differenti tipi di cellule:
  • un tipo che costruisce le ossa (OSTEOBLASTA)
  • un tipo che distrugge le ossa (OSTEOCLASTA).
A causa del calo degli estrogeni il secondo tipo diventa predominante. Gli osteoclasti sono strettamente legati all’attività dell’enzima TIROSINA KINASI e, l’inibizione di questo enzima, genera una diminuzione degli osteoclasti.
Gli inibitori dell’enzima sono quindi legittimi candidati per la prevenzione dell’osteoporosi.
La genisteina è ben conosciuta come inibitore dell’enzima e come tale può essere usata per la prevenzione dell’osteoporosi.
In uno studio condotto alla Università dell’Illinois, ad Urbana, a donne in una fase di post-menopausa è stata data una supplementare dose giornaliera di soia.
Dopo sei mesi le donne che avevano consumato isoflavoni di soia avevano un significativo aumento di minerali nelle ossa e la densità della colonna vertebrale era più alta in comparazione con il gruppo di controllo.
Un simile trend è stato anche notato per le altre aree scheletriche.
Alcuni studi hanno indicato che la genisteina ha un effetto inibitorio diretto sulle ossa. Altri studi hanno mostrato che la genisteina e la genistina hanno un effetto anabolico del metabolismo delle ossa.
Altri studi dimostrano che la genisteina riduce le trabecole e la perdita di compattezza delle ossa e questo effetto la differisce dai normali estrogeni dal momento che da essa dipende la stimolazione e la formazione delle ossa piuttosto che l’impedimento del riassorbimento delle stesse.
Il Calcio ed il Magnesio sono due elementi essenziali per le cellule viventi. Insieme al fosforo partecipano alla costituzione dello scheletro, tant’è che il 70 % del magnesio presente nel nostro organismo si trova nelle ossa.
La Vitamina D è legata al metabolismo dei due minerali sopra citati, ed in particolare a quello del Calcio stimolando la sua mobilizzazione e favorendo la mineralizzazione ossea.
I fitoestrogeni riportano, in modo “virtuale”, indietro negli anni la biologia cellulare e ne osserviamo i benefici anche a livello della pelle.
La riduzione degli estrogeni che si verifica durante la menopausa, accelera l’invecchiamento cutaneo.
Gli Isoflavoni di soia stimolano il rinnovamento cellulare e la sintesi del collagene ed hanno una elevata attività antiossidante.
L’assunzione regolare degli isoflavoni di soia, quindi, rallenta l’invecchiamento cutaneo aiutando a mantenere più a lungo l’elasticità e la tonicità della pelle.

Mastopatie

Sono modificazioni del tessuto e disturbi del seno sono molto diffusi e possono avere diverse manifestazioni che, in altissima percentuale, si risolvono senza che sia riscontrata la presenza di un tumore. (Assist Forte)
MASTOPATIA FIBROCISTICA
é un’affezione molto frequente nelle giovani donne e comporta, dal punto di vista sintomatologico, turgore mammmario, dolore e nodularità della ghiandola e, dal punto di vista anatomico, un quadro di fibrosi ghiandolare associata a cisti sierose più o meno numerose e grandi, ad andamento variabile. . (Assist Forte)
MAZOPLASIA
è caratterizzata da una ipertrofia del tessuto ghiandolare simile a quella che si verifica all’inizio della gravidanza. Colpisce le donne dai 20 ai 40 anni, si manifesta con dolore localizzato ai quadranti esterni, mono-bilaterale, che aumenta nel periodo premestruale e si attenua dopo le mestruazioni. . (Assist Forte)
MASTODINIA CICLICA
questo è un sintomo molto frequente delle donne soprattutto giovani, di origine fisiologica, che non deve allarmare. Normalmente ha un andamento ciclico, a volte si trasforma in una forma di mastodinia prolungata.
SECREZIONI DEL CAPEZZOLO
possono essere di vari tipi come lattescente, giallo, brunastro, purulento, sieroso, ematico ecc. Nel caso del secreto purulento od ematico devono essere eseguiti ulteriori accertamenti.
FORMAZIONI NODULARI,MOBILI, A LIMITI NETTI ANCHE BILATERALI
sono frequenti nelle giovani donne anche in età puberale; generalmente sono dei fibroadenomi, tumori benigni, che non hanno carattere degenerativo.

Fotoesposizione (metodo COLIPA)

La Fotoesposizione e come si determina il fattore di protezione solare SPF (metodo " C O L I P A")

Piccole quantità di radiazioni UV sono benefiche per l’uomo, utili per la cura di alcune affezioni della pelle come psoriasi ed eczemi, ed essenziali per la produzione di vitamina D nel nostro corpo.
La permanenza al sole per un periodo più o meno prolungato (la variabilità è soggettiva) può però provocare sulla pelle, in particolare se non è già abbronzata, la comparsa di effetti dannosi acuti e/o cronici.
La pelle possiede naturalmente dei mezzi di protezione intrinseci che sono rappresentati dallo strato corneo dell’epidermide, lo strato cellulare più esterno e più spesso, e dalla melanina, un pigmento scuro prodotto da cellule specializzate, i melanociti, presenti in quantità diversa, secondo il tipo di carnagione (vedi: i fototipi), nello strato basale dell’epidermide.
Quando ci si espone al sole gradualmente e la pelle si abbronza si ha un aumento di produzione della melanina ed un aumento di spessore dello strato corneo della cute che contribuiscono a proteggere la pelle attenuando la penetrazione delle radiazioni UV negli strati più profondi dell’epidermide.
Quando l’esposizione non è graduale e la pelle non ha il tempo di “adeguarsi” alle condizioni cui è sottoposta, questo non avviene ed è quindi priva di protezione, più sensibile ai danni delle radiazioni UV. (Tannidin Plus RetardMelanidin)
FOTOTIPI
Esiste una grande variabilità individuale riguardo ai tempi di esposizione minimi che provochino la comparsa di eritema ed alla capacità di adattamento all’esposizione al sole e, tale variabilità, dipende dal tipo di pelle di ogni individuo.
Si usa suddividere il tipo di pelle in categorie, dette fototipi (da photos=luce e tipo, categoria), proprio in base alla sua reazione all’esposizione al sole (disposizione all’abbronzatura/arrossamento/scottatura).
Possiamo distinguere sei differenti fototipi caratterizzati da diverso colore della pelle (diverso grado di pigmentazione), dei capelli, dalla comparsa di eritemi e dall’attitudine ad abbronzarsi.
Più basso è il fototipo maggiori sono le probabilità di scottarsi e maggiore sarà il rischio di danno da esposizione solare.
Essendo il fototipo espressione delle caratteristiche di ogni individuo in relazione alla personale sensibilità all’esposizione alle radiazioni UV, conoscere il proprio fototipo è importante perché ci permette di valutare correttamente il tempo ottimale di esposizione al sole in una determinata fascia oraria di una precisa giornata.
A tale proposito esistono delle tabelle che forniscono indicazione dei tempi di arrossamento in dipendenza dal fototipo e dall’intensità della radiazione UV e che permettono di valutare, almeno in condizioni standard di esposizione, i tempi limite per l’arrossamento (ossia il tempo trascorso il quale la pelle inizia ad arrossare).
I fototipi più sensibili e che quindi richiedono maggiore protezione sono quelli più bassi mentre, all’aumentare del fototipo, aumenta anche la resistenza all’esposizione. I soggetti più sensibili e più facilmente interessati dall’eritema solare sono i bambini, gli anziani ed i soggetti di carnagione chiara con lentiggini, capelli rossi o biondi (fototipi 1 e 2), caratterizzati da una scarsa produzione di melanina.
 Nella tabella 1, qui sotto, sono descritte le caratteristiche principali dei singoli fototipi e viene indicata la diversa reattività alle radiazioni solari.
 Tabella 1 –  Fototipi principali
Fototipo
Descrizione
Reattività al sole
1
Capelli biondo-rossi, occhi chiari, carnagione molto chiara, lattea, con efelidi (lentiggini).
Estremamente sensibile, si scotta sempre, eritema sempre presente, non si abbronza mai.
2
Capelli biondi, castano-chiari, occhi chiari, carnagione chiara, spesso con efelidi (lentiggini).
Sensibile, si scotta quasi sempre, eritema frequente, si abbronza leggermente e con difficoltà.
3
Capelli castani, carnagione bruno-chiara, occhi chiari o scuri.
Reagisce a volte ai colpi di sole, si scotta moderatamente, eritema sporadico, abbronzatura chiara.
4
Capelli bruni, castano-scuri o neri, carnagione da olivastra a scura, occhi scuri.
Pelle poco sensibile, si scotta raramente, eritema raro, si abbronza sempre e con rapidità.
5
Capelli neri, carnagione bruno-olivastra, occhi scuri.
Non reagisce al sole, non si scotta quasi mai, si abbronza intensamente e con rapidità.
6
Capelli neri, carnagione nera, occhi scuri.
Non reagisce al sole, non si scotta mai, sempre intensamente Pigmentato.
CATEGORIA INDICATA SULL’ETICHETTA
FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE
FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE MISURATO
FATTORE MINIMO RACCOMANDATO DI PROTEZIONE UVA
LUNGHEZZA D’ONDA CRITICA MINIMA RACCOMANDATA
PROTEZIONE BASSA
6
6-9,9
1/3 DEL
FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE
INDICATO IN ETICHETTA
370 nm
10
10-14,9
PROTEZIONE MEDIA
15
15-19,9
20
20-24,9
25
25-29,9
PROTEZIONEALTA
30
30-49,9
50
50-59,9
PROTEZIONE MOLTO ALTA
50+
≥ 60
Per “prodotto per la protezione solare” si intende qualsiasi preparato, crema, olio, gel, spray, destinato ad essere posto in contatto con la pelle umana, al fine esclusivo o principale di proteggerla dai raggi UV, assorbendoli e disperdendoli mediante rifrazione. (Rebioger solare Ultra 50+Tannisol Creme Solari)
La maggior parte dei filtri, contenuti nei prodotti solari, costituisce una barriera contro i raggi UVB, responsabili di scottature ed eritemi, ma non sempre contro i raggi UVA che, essendo più penetranti, sono responsabili dell’invecchiamento cutaneo e aumentano il rischio di sviluppo di tumori della pelle.
I solari dovrebbero, pertanto, difendere sia dai raggi UVB sia dai raggi UVA e in nessun caso devono promettere una protezione totale, in quanto possono risultare efficaci nel prevenire arrossamenti e danni da foto invecchiamento, ma non possono garantire una protezione assoluta.
Pertanto, attenzione alle scritte …. il cosiddetto schermo totale non esiste!
Così come non esistono solari che forniscono “protezione tutto il giorno”.
Sono informazione ingannevoli, in quanto inducono un falso senso di sicurezza in chi li utilizza.
RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA
La Commissione Europea ha emanato, nel mese di settembre 2006, unaRaccomandazione sui prodotti per la protezione solare necessaria al fine di fornire orientamenti per una più omogenea informazione e, quindi, per un più corretto utilizzo dei prodotti solari.
La Raccomandazione riferisce, infatti, indicazioni da riportare in etichetta, avvertenze e precauzioni d’uso da adottare, nonché riferimenti su metodi di analisi per testare l’efficacia.
Quali sono quindi le caratteristiche principali che dovranno avere i prodotti solari?
Secondo la Commissione il prodotto deve avere:
  • SPF > 6
  • Protezione UVA e UVB
  • UVA pari o superiore a 1/3 del valore di SPF
    Il valore di SPF si riferisce a quattro categorie di protezione (bassa, media, alta e molto alta) e otto valori numerici. L’indicazione del valore di SPF e la categoria possono essere presenti con posizione di pari importanza.
  • Nella Raccomandazione, inoltre, sono stati riportati anche i metodi di analisi per la valutazione di tali indici di protezione:
  • Fattore di protezione solare SPF (principalmente protezione da UVB): applicando l’International Sun Protection Factor test method (2006)
  • Protezione dagli UVA: applicando il metodo PPD (Persistent Pigment Darkening) o un grado di protezione equivalente ottenuto con un metodo in vitro (recentemente pubblicato dal COLIPA).
  • Lunghezza d’onda critica (critical wavelength) superiore a 370 nm, ottenuta applicando il metodo di prova della lunghezza d’onda critica.
CATEGORIA INDICATA SULL’ETICHETTA
FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE
FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE MISURATO
FATTORE MINIMO RACCOMANDATO DI PROTEZIONE UVA
LUNGHEZZA D’ONDA CRITICA MINIMA RACCOMANDATA
PROTEZIONE BASSA
6
6-9,9
1/3 DEL
FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE
INDICATO IN ETICHETTA
370 nm
10
10-14,9
PROTEZIONE MEDIA
15
15-19,9
20
20-24,9
25
25-29,9
PROTEZIONEALTA
30
30-49,9
50
50-59,9
PROTEZIONE MOLTO ALTA
50+
≥ 60
COLIPA: metodo in vitro per la determinazione del fattore UVA
In sintesi, il COLIPA, consiglia dapprima l’esecuzione del test in vivo in accordo con l’International Sun Protection Factor per la determinazione del fattore di protezione solare SPF (UVB) e in seguito l’applicazione nel nuovo metodo in vitro per la protezione UVA, al fine di verificare la corretta correlazione UVA/SPF (almeno 1/3 del fattore di protezione).
Sarebbe auspicabile che questo metodo venisse adottato da tutti i laboratori, affinché i prodotti solari siano d’ora in poi “testati” nelle medesime condizioni, al fine di garantire al consumatore una più corretta e omogenea informazione!
NUOVA RACCOMANDAZIONE COLIPA
La Raccomandazione n° 21 prevede l’indicazione in etichetta della protezione apponendo il simbolo:
Commissione Europea: campagna informativa
Per prevenire eventuali danni alla salute durante l’esposizione al sole è necessario, quindi, informare il consumatore nel modo più chiaro e semplice possibile sulla scelta e sul corretto utilizzo dei prodotti solari e del sole.
La Commissione Europea ha già cominciato una campagna informativa “Reducing risk when enjoying the sun” (Riduci i rischi quando ti esponi al sole) pubblicando dei semplici pittogrammi esplicativi e/o frasi esplicative, facilmente comprensibili per tutti, anche anziani e bambini, per l’educazione dei consumatori a una corretta esposizione al sole:
  • evitare di esporsi al sole nelle ore centrali (dalle 12 alle 16)
  • coprirsi con cappello, maglietta e occhiali sa sole
  • evitare l’esposizione diretta al sole a neonati e bambini
  • utilizzare correttamente i prodotti solari
  • utilizzare il prodotto solare generosamente
  • applicare il solare frequentemente