Dr. Angelo Ferrari
Responsabile Servizio Dermatologia ed Allergologia Territoriale ASL 5 Crotone

Il nichel è un metallo a diffusione ubiquitaria e, pertanto, nella vita quotidiana è difficile evitarne il contatto perché presente in molti oggetti di uso comune quali: oggetti di bigiotteria, chiavi, accendini, parti metalliche degli occhiali, monete, utensili da cucina, maniglie delle porte, cosmetici, oggetti sottoposti a cromatura, aghi, forbici, etc.

E’ presente inoltre nei coloranti, stoviglie di terracotta, porcellane; come mordente nei processi di tintura e stampa di tessuti e carte da parati, nei liquidi per fotocopiatrici, nei cibi in scatola, nelle pentole smaltate, nel teflon e nell’oggettistica di alluminio.

Il nichel è poi presente anche nel settore medico-chirurgico: aghi per elettrodepilazione, mesoterapia, agopuntura, protesi ortopediche, valvole cardiache, oro bianco utilizzato in odontoiatria, etc.

Alimenti che contengono nichel e concentrazioni:

Alimenti Famiglia Concentrazione
Uova di gallina uccelli 0,03 mg/kg
Ostriche molluschi 0,6 mg/kg
Funghi miceti 0,02 mg/kg
Cacao starculiacee 10 mg/kg
Piselli legumi 0,3 mg/kg
Fagioli legumi 1,4 mg/kg
Liquirizia legumi 4,4 mg/kg
Nocciole corylacee 1,5 mg/kg
Lattuga composite 0,3 mg/kg
Pomodori solanacee 0,09 mg/kg
Vino vitacee 0,01 mg/kg
Farina di grano graminacee/cereali 0,2 mg/kg
Carote umbellifere 0,04 mg/kg
The theacee 0,03-1 mg/kg

Nei pazienti allergici al nichel con orticaria o con dermatite in atto l’assunzione di questa sostanza può scatenare una orticaria o aggravare la dermatite in atto.

Dal punto di vista clinico il quadro sintomatologico dell’allergia al nichel si aggrava durante la stagione estiva e nei climi caldo-umidi poiché con l’aumento della sudorazione il nichel viene più facilmente rilasciato dagli oggetti che lo contengono.

L’incidenza della sensibilizzazione allergica al nichel è in aumento con reazioni cutanee ed extracutanee molto varie negli aspetti clinici.

Tale incidenza si riflette in notevoli costi socio-economici (uso continuo di farmaci e cronicizzazione dei quadri clinici), in implicazioni nel mondo del lavoro e, non ultimo, in rilievi di ordine statistico-sanitario.

Circa il 10-15 % delle donne ed il 1-3% degli uomini dei paesi industrializzati soffrono di ipersensibilità al nichel.

 

 

Dal punto di vista eziopatogenetico si deve tener presente che qualsiasi sostanza chimica può provocare una dermatite allergica da contatto ma la capacità di fungere da allergizzante varia in base alla struttura chimica.
Rivestono un ruolo fondamentale i fattori predisponenti sia individuali sia locali.

 

I soggetti nichel sensibili possono soffrire di dermatite allergica da contatto (DAC) oppure, dopo assunzione di alimenti ad alto contenuto in Ni, manifestare orticaria e/o eczema con o senza disordini addominali ed, a volte, con sintomi respiratori di rinite e/o asma. L’intensità e la sede delle manifestazioni sono condizionate da vari elementi: tempo di esposizione (rare le reazioni con prodotti a risciacquo più frequenti con creme e deodoranti); sede di applicazione (area perioculare molto a rischio per sottigliezza della cute e maggiore capacità assorbente).

 

SCOPO DEL LAVORO
Valutare l’efficacia di una terapia iposensibilizzante orale al nichel nella sindrome sistemica. Il suddetto “vaccino” contiene dosi inizialmente crescenti e poi costanti di solfato di nichel espresse in ng contenute in capsule aventi come eccipiente cellulosa ed assunte per via orale.

 

 

MATERIALI E METODI
Sono stati arruolati 21 pazienti (14 F, 7 M) di età compresa fra i 12 ed i 60 anni con storia clinica suggestiva di intolleranza sistemica al nichel e patch test al nichel positivo.
Criteri di esclusione: età inferiore ai 12 e superiore ai 70, gravidanza accertata o presunta e/o allattamento; pazienti affetti da epatopatia, diabete, malattie autoimmuni.
I pazienti erano affetti da orticaria, dermatite da contatto con fenomenologia dispeptica (vomito, stipsi, meteorismo, diarrea, addominalgie).

 

Dopo un adeguato periodo di wash-out da terapie precedenti, ottenuto il consenso informato, e dopo aver praticato una dieta a basso contenuto di nichel della durata di almeno un mese i pazienti hanno cominciato ad assumere le capsule a dosaggio crescente, a giorni alterni, per 10 settimane e, successivamente, a dosaggio costante per 12 mesi. Ogni trattamento farmacologico ed ogni alimento contenente nichel assunto durante il periodo di studio venivano opportunamente segnalati.

 

I pazienti sono stati visitati all’inizio (T1) per la visita di arruolamento e l’inizio della dieta “nichel-free” allo scopo di verificare l’eleggibilità del paziente nello studio; dopo un mese (T2) visita check list; dopo altro mese (T3) rivalutazione del paziente dopo 1 mese di trattamento iposensibilizzante; valutazione del paziente dopo 3 mesi di trattamento iposensibilizzante (T4); infine dopo 12 mesi valutazione del paziente alla fine del trattamento iposensibilizzante (T5).
La gravità delle lesioni era valutata rispettivamente prima e dopo il trattamento attribuendo uno “score” variabile da 0 a 3 (0=assente, 1=lieve, 2=moderato, 3=grave) ai seguenti quadri clinici: orticaria, fenomenologia dispeptica, dermatite da contatto.

 

I pazienti ed il dermatologo hanno espresso in maniera indipendente il proprio giudizio sull’efficacia e la tollerabilità.

 

SCHEMA POSOLOGICO DEL TRATTAMENTO IPOSENSIBILIZZANTE ORALE NICHEL
Dosaggio crescente – lunedì – mercoledì – venerdi
1^ settimana – 0,1 ng (1cps) – 0,1 ng (1cps) – 0,1 ng (1cps)
2^ settimana – 2×0,1 ng (2cps) – 2×0,1 ng (2cps) – 2×0,1 ng (2cps)
3^ settimana – 1 ng (1cps) – 1 ng (1cps) – 1 ng (1cps)
4^ settimana – 2×1 ng (2cps) – 2×1 ng (2cps) – 2×1 ng (2cps)
5^ settimana – 10 ng (1cps) – 10 ng (1cps) – 10 ng (1cps)
6^ settimana – 2×10 ng (2cps) – 2×10 ng (2cps) – 2×10 ng (2cps)
7^ settimana – 100 ng (1cps) – 100 ng (1cps) – 100 ng (1cps)
8^ settimana – 2×100 ng (2cps) – 2×100 ng (2cps) – 2×100 ng (2cps)
9^ settimana – 500 ng (1cps) – 500 ng (1cps) – 500 ng (1cps)
10^settimana – 2×500 ng (2cps) – 2×500 ng (2cps) – 2×500 ng (2cps)
Dosaggio costante – 2 cps da 500ng – 2 volte alla settimana x 12 mesi

 

Prima di poter reintrodurre nella dieta, uno alla settimana, gli alimenti contenenti nichel era necessario aver concluso il trattamento a dosaggio crescente.

 

CIBI PERMESSI
Birra – caffè – carni – cetrioli – farina 00 – frutta fresca (escluso pere) – latte e derivati (burro, formaggio, yogurt) – marmellata – patata (1 piccola al giorno) – pesce (escluso platessa e aringhe) – pollame – riso – uova – vino
Da “Allergia e Intolleranza Alimentare” A. Perino – Pacini 2001.

 

RISULTATI E COMMENTO

Il periodo di trattamento è stato di circa 12 mesi. Tutti i pazienti hanno assunto la terapia iposensibilizzante con la frequenza consigliata.
La compliance è risultata per lo più soddisfacente. Soltanto 2 pazienti hanno fatto uso di terapie attive rappresentate da antistaminici orali, assunti sporadicamente durante le prime 2 settimane di trattamento.
Dopo il trattamento si è notata una significativa riduzione dello “score” clinico totale e un buon andamento del Visual Analogic Scale (V.A.S.).

 

Il giudizio circa l’efficacia del trattamento da parte dei pazienti e del dermatologo è risultato positivo nella maggioranza dei casi. L’accettabilità è stata considerata buona.

Non si sono evidenziate reazioni avverse degne di nota; soltanto 2 pazienti hanno riferito prurito e lieve gastralgia durante le prime 2 settimane di trattamento.

In conclusione, i primi risultati clinici di questa esperienza in aperto dimostrano l’efficacia, la tollerabilità ed anche l’accettabilità della terapia iposensibilizzante orale al nichel nella sindrome sistemica con considerevoli vantaggi in termini socio-economici e di risparmio di corticosteroidi ed antistaminici.

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3_-_Desensibilizzazione_al_nichel

Dr. Angelo Ferrari
Responsabile Servizio Dermatologia ed Allergologia Territoriale ASL 5 Crotone.

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