GD - Tecnologie Interdisciplinari Farmaceutiche L'altra via cosmetica
 HOME | AZIENDA | FOCUS ON | INTERVISTA | LINK UTILI | CONTATTACI | NOVITÀ

24 Luglio, 2008  
   I nostri prodotti
AGEDIN Crema,  un passo avanti nella prevenzione del Fotoaging e dell'invecchiamento cutaneo.
Angioton :coadiuvante nel trattamento di tensione, di pesantezza delle gambe, nel controllo della facile affaticabilità.
Aptodin Plus contro la  caduta di capelli, alopecie, onicoschizie, dermatiti con infezioni secondarie, paracheratosi, secchezza della cute.
Artedin: vasoprotettore
ASSIST :integratore alimentare in capsule di gelatina molle, formulato allo scopo di fornire una integrazione giornaliera mirata a specifiche situazioni quali i dolori al seno, in particolare in concomitanza dei cicli mestruali
Cutil: la Linea base per una moderna cosmesi funzionale                                                           NICKEL SAFE
Testata per garantire la massima tollerabilità per i soggetti sensibili.
Eutrodin Crema antiarrossamento , lenitiva, filtro solare estremo
Flavoton : integratore di isoflavoni di soia , calcio , magnesio e vitamina D per la menopausa
Particolarmente adatta per pelli ispessite e rugose e nelle dermatosi croniche con fenomeni di ipercheratosi
Isoderma Solido e Liquido. 


Nell’igiene di pelli affette da dermopatie quali: eczema, dermatite atopica, dermatiti allergiche da contatto. 
Nell’igiene di pelli che mal sopportano i saponi e altri detergenti. 
Nell’igiene intima quotidiana, in gravidanza, dopo il parto, dopo interventi chirurgici.
Lipoman Crema barriera per le mani
Nevoxil polvere igienizzante per biancheria
Omegadin Plus:
integratore a base di ω 3 ed ω 6, antiossidanti e glicina, a controllo dell'invecchiamento cellulare e dei molti fenomeni che ne derivano
PENTADIN Biodetergente ad ampio spettro
Tannidin Plus. Integratore con carotenoidi e xantofille di seconda generazione: Licopene, Astaxantina, Luteina e Zeaxantina, Aloe vera, Vitamina E e Selenio.
SISTEMA INTEGRATO ANTISOLARE                                            non un semplice filtro solare
Nevoxil  
 
 
NevoxilNevoxil: per l'igienizzazione nel lavaggio degli indumenti dei bambini, della biancheria intima, degli indumenti sportivi, asciugamani e lenzuola, sia per i tessuti in cotone che in lana e fibre sintetiche, anche in acqua fredda

L’uso di fibre sintetiche, le piscine, le palestre ecc. determinano patologie cutanee infettive causate sia da funghi che da batteri, che si annidano e sopravvivono sulla cute e tra le fibre della biancheria.

NEVOXIL si basa su una molecola, il percarbonato di sodio, molto efficace nel liberare ossigeno nascente, con un’azione ossidante su spore e funghi, nonché su cocchi e batteri, sia GRAM (+) che GRAM (-).

NEVOXIL restituisce agli indumenti sicurezza igienica ed impedisce che il fungo ricolonizzi la pelle ancora recettiva per quei soggetti predisposti allo sviluppo delle micosi.

PRINCIPIO ATTIVO: il p.a. è il PERCABONATO DI SODIO, composto che libera ossigeno nascente capace di agire sulle fibre della biancheria che viene a contatto della pelle realizzando il "disinquinamento" da miceti e batteri delle stesse fibre.

NEVOXIL è disponibile in bustine monodose – confezione studiata per evitare il contatto del prodotto con l’aria che altrimenti perderebbe le sue proprietà igienizzanti – per il lavaggio degli indumenti dei bambini, della biancheria intima, degli indumenti sportivi, asciugamani e lenzuola, sia dei tessuti in cotone che lana e fibre sintetiche, anche in acqua fredda.


Da sempre tutti i nostri prodotti non sono testati sugli animali


CONSIGLIO D’USO:  Bucato in lavatrice: aggiungere al normale detersivo, nella fase del lavaggio principale, 1 o 2 bustine di NEVOXIL.
Bucato a mano: sciogliere una busta di NEVOXIL in 2.5 litri di acqua tiepida in un recipiente di plastica, da solo o in aggiunta al normale detersivo. Lasciare in ammollo i capi per due ore, quindi risciacquare con abbondante acqua fredda.

CONFEZIONE: 10 bustine da 20 gr. cadauna.




PATOLOGIE DERMATOLOGICHE- BREVE GLOSSARIO


DERMATITE SEBORROICA  E’ una affezione infiammatoria di tipo squamoso che colpisce  il volto, il cuoio capelluto e le altre aree seborroiche del corpo. Nonostante il nome, la composizione e le secrezione del sebo appaiono del tutto normali.
L’insorgenza negli adulti è molto lenta e si manifesta con la comparsa di squame piccole e diffuse, di colorito giallastro, untuose, a livello del cuoio capelluto e della regione medio-sternale. Il prurito è di intensità molto variabile.
Nei casi più gravi anche le zone retroauricolari, i condotti uditivi esterni, le sopracciglia, il dorso del naso.
Nei bambini la dermatite si manifesta alla fine del primo mese di vita, con lesioni giallognole e tenaci allo scalpo (crosta lattea), fissurazioni e squame in sede retroauricolare; sono inoltre presenti lesioni eritematose al viso.
Nel quadro dell’eczema seborroico sono comprese anche alcune forme intense e diffuse che interessano anche ascelle, inguine, regioni sottomammarie.
Fattori genetici, ormonali e ambientali condizionano l’incidenza e la gravità della forma, che generalmente peggiora in inverno ed è favorita da fattori emozionali.


DERMATITE ATOPICA

Detta anche eczema atopico, eczema endogeno, eczema costituzionale ed è caratterizzata da una
infiammazione superficiale della pelle,
cronica e molto pruriginosa,
che colpisce generalmente individui con storia familiare o personale di malattie allergiche (es. febbre da fieno, asma).
La dermatite atopica esordisce già nei primi mesi di vita con eritema, edema, vescicolazione, essudazione, lesioni croniche al viso, cuoio capelluto ed estremità. Nei bambini più grandi e negli adulti, la forma diviene più localizzata e cronica. Il decorso è imprevedibile e variabile da soggetto a soggetto.
Generalmente alla pubertà la malattia guarisce sponta-neamente nel 40% dei casi e si attenua nel 50% dei casi, ma esacerbazioni e remissioni sono frequenti durante l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta.
Nella seconda infanzia e negli adulti, la dermatite atopica si presenta con tipiche lesioni lichenificate su sfondo eritematoso alle pieghe dei gomiti e delle ginocchia. Colpiti sono il collo, i polsi e le palpebre. In tutto il corpo la cute appare abnormemente secca e spesso iperpigmentata.
Il prurito è intenso e costante con conseguente grattamento e sfregamento. Si instaura così un circolo vizioso caratterizzato da: prurito - grattamento - escoriazioni - nuovo prurito.

DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO

Detta anche eczema allergico,
è una reazione di ipersensibilità della cute
in seguito al contatto con varie sostanze.
Si manifesta dopo un periodo che varia dai 14 ai 21 giorni, in cute già sensibilizzata sono sufficienti 24-48 ore.
Il processo di sensibilizzazione è mediato dai linfociti, che riconoscono l’allergene verso il quale sono stati sensibilizzati e liberano gli anticorpi specifici nei confronti dell’allergene stesso.
L’evoluzione della dermatite da contatto attraversa varie fasi, da un eritema transitorio alla formazione di vescicole, le quali possono rompersi e dare luogo ad una essudazione sierosa che si rapprende in croste.
Si accompagna sempre a prurito più o meno intenso. Può essere interessato qualsiasi distretto cutaneo purché venga a contatto con sostanze irritanti o sensibilizzanti.
Nella fase iniziale, generalmente, è delimitata alla zona di contatto con l’allergene; in seguito, se la causa non viene rimossa, vi può essere un’estensione ad altre aree del corpo con comparsa di chiazze eczematose secondarie (fenomeno della disseminazione).
Il decorso è variabile. Se la causa è rimossa il singolo episodio eczematoso si risolve in pochi giorni o poche settimane secondo la gravità del quadro clinico.
Se l’infiammazione recede si ha desquamazione e temporanea lichenificazione (ispessimento) della cute.
La sensibilizzazione persiste tuttavia per molti anni o per tutta la vita ed il paziente andrà incontro a recidiva in caso di nuova esposizione.

Tra le sostanze che possono provocare una dermatite da contatto ricordiamo:
 i componenti delle medicazioni topiche,
 alcuni farmaci penicillina, sulfamidici, neomicina, difenidramina, esaclorofene,
 piante            edera, quercia, primula,
 preparati di uso industriale  agenti per la concia delle pelli,  formaldeide,
                                                       antiossidanti,
 indumenti,
 composti metallici  nichel, cromo, mercurio,
 coloranti,
 cosmetici,
 saponi,
 solventi,
 conservanti, ecc.

PATCH-TEST

La diagnosi di dermatite da contatto viene effettuata in base ai caratteri clinici generali, ai dati anamnesici ed alle prove epicutanee (patch-test).
Con il patch-test si cerca di individuare tra una serie di sostanze allergizzanti quella responsabile della reazione eczematosa. Le sostanze da saggiare vengono disciolte in acqua o paraffina e poste in successione su un’apposita striscia. La striscia del patch-test, opportunamente predisposta, viene applicata sul dorso e occlusa con un cerotto impermeabile e lasciata in sito per 48-72 ore. Trascorso tale periodo, viene rimossa per verificare la presenza di risposte infiammatorie nelle aree esposte ai diversi fattori allergizzanti.

PSORIASI

E’ una dermatosi eritemato-squamosa, ad evoluzione cronica recidivante, in cui le squame, abbondanti, bianco-argentee, facilmente distaccabili, ricoprono parzialmente o totalmente la componente eritematosa della lesione.
Se si cerca di staccarle, le più superficiali cadono facilmente, mentre le più profonde lasciano sulla superficie dell’elemento psoriasico un segno che è stato paragonato a quello di un colpo di unghia su una goccia di cera. Dopo aver esportato tutte le squame, si evidenzia una superficie liscia, rossa, costituita da una sottile pellicola. Distaccata anche questa pellicola, compare una superficie rosea umida, liscia e lucente, su cui si evidenzia una fine emorragia puntiforme (segno di Auspitz).
Si manifesta generalmente nella 2a - 3a decade di vita, ma tutte le età possono essere colpite.
L’incidenza è del 2-4% nella popolazione bianca, molto inferiore nella razza negra.
La malattia è patogeneticamente riferibile ad una alterata regolazione del turnover delle cellule epidermiche. L’aumento della mitosi determina ispessimento della cute, in particolare dello strato corneo, ed una abnorme cheratogenesi. A queste alterazioni epiteliali si accompagnano nel derma vasodilatazione, edema ed infiltrazione di polimorfonucleati sotto forma di microascessi. L’eziologia è ignota, ma è da notare che in un terzo circa dei casi la malattia ha carattere familiare. Gli orientamenti attuali tendono ad ipotizzare  una eziologia multifattoriale, con particolare attenzione alle anomalie immunitarie. In particolare una riduzione di attività dei linfociti T suppressor con un alterato rapporto tra linfociti T helper e suppressor sembra essere alla base di tale patologia.
L’inizio è di solito graduale con tipiche remissioni ed esacerbazioni.   Fattori precipitanti sono traumi locali (fenomeno di Koebner), stress, ustioni, infezioni batteriche, medicazioni topiche incongrue.
La psoriasi caratteristicamente colpisce il capillizio, la superficie estensoria degli arti (gomiti e ginocchia), il dorso, la regione sacrale, le unghie (onicopatia psoriasica), l’ombelico, la regione ano-genitale.
In alcuni casi la dermatosi assume un carattere generalizzato  (psoriasi universale).
Le mucose non sono colpite.
la psoriasi non è una dermatosi tipicamente pruriginosa, anche se una modica sensazione di prurito può essere presente in alcuni pazienti.
La psoriasi, quindi, è una malattia proteiforme che può assumere un carattere molto esteso ed essere anche grave e debilitante per la concomitanza con l’artropatia psorisiaca, caratterizzata da dolore e tumefazione a carico delle articolazioni, o con l’eritrodermia esfoliativa, caratterizzata da congestione ed eritema di tutta la superficie corporea.
La diagnosi raramente presenta difficoltà, anche al semplice esame obiettivo. Nelle forme del capillizio, i contorni netti delle singole lesioni, la facilità dello scollamento, l’aspetto delle squame e l’assenza di alopecia permettono una facile distinzione dalla dermatite seborroica.
La prognosi dipende dalla estensione, dalla gravità, dalla durata della malattia ed anche dall’età del paziente. Le forme acute tendono a regredire, ma è eccezionale una remissione totale persistente.

DERMATITE IRRITATIVA PRIMARIA

Detta anche ortoergica o da aggressione diretta,
A differenza della dermatite allergica da contatto,

non vi è sensibilizzazione allergica.


Può essere causata da:
 schiume,
 saponi,
 acetone o altri prodotti da toilette,
 acidi,
 alcali,
 fenoli.
Nella dermatite irritativa sono riconoscibili tutti gli aspetti lesionali propri dell’eczema:
 eritema,
 vescicolazione,
 essudazione,
 ipercheratosi,
 fissurazione

ALTRE PATOLOGIE DERMATOLOGICHE CON COMPONENTE INFIAMMATORIA

ECZEMA DISIDROSICO

E’ un’affezione che colpisce le mani e i piedi. La lesione caratteristica è la vescicola disidrosica, grande come un pallino di piombo, dura, di solito incassata nella pelle. Le vescicole riposano su cute di un colorito normale e contengono un liquido chiaro. Difficilmente si rompono e guariscono per disseccamento e successiva esfoliazione in 2-3 settimane.

ECZEMA  NUMMULARE
Detto anche eczema discoide, è una dermatite cronica caratterizzata da lesioni di tipo infiammatorio, vescicolare, crostoso e desquamante e da intenso prurito locale. Il suo nome deriva dall’aspetto a moneta tipico delle lesioni. Colpisce le estremità, specie il dorso delle mani e i polsi, ma può coinvolgere qualunque altra zona del corpo, escluso il volto.
L’eziologia è sconosciuta.

ECZEMA VARICOSO
Detto anche eczema da stasi o dermatite flebostatica, interessa il terzo inferiore delle gambe come conseguenza di un aumento della pressione venosa, dovuto ad insufficienza delle comunicanti, a varici oppure a trombosi profonde. Può essere complicato da manifestazioni allergiche da contatto, da formazione di ulcere e da infezioni batteriche.

LICHEN PLANUS
E’ una eruzione infiammatoria a carattere ricorrente e pruriginosa, caratterizzata da piccole papule poligonali, talvolta con una piccola depressione puntiforme centrale (ombelicatura). Le lesioni primarie papulose hanno un diametro di 2-4 mm, colore rosso/lilla e caratteristica lucentezza in controluce. Sono generalmente simmetriche, localizzate alle superfici flessorie dei polsi e degli avambracci, al tronco, alle mucose orale e genitale. Durante la fase acuta possono comparire nuove papule nelle zone sottoposte a traumi o grattamento. Una iperpigmentazione nero-seppia persiste dopo la fase attiva. A volte il capillizio è colpito da una atrofia cicatriziale. L’eziologia è sconosciuta; sembrano tuttavia intervenire nello sviluppo della malattia fenomeni immunitari.

LICHEN SIMPLEX
Detto anche neurodermite, è caratterizzato da chiazze di eczema e di lichenificazione in sedi facilmente accessibili al grattamento. Il quadro tende a peggiorare nei momenti di maggiore tensione emotiva. Sedi elettive sono la nuca e la regione laterale del collo, la regione occipitale, la superficie flessoria degli avambracci, le cosce ed i genitali.
Manca la bilateralità e la simmetria. Il decorso è cronico e frequenti sono le recidive. L’eziopatogenesi è sconosciuta. Un ignoto meccanismo psico-somatico presiede probabilmente al perpetuarsi dello stimolo pruriginoso.



LUPUS ERITEMATOSO DISCOIDE (LED)E’ una malattia cronica ed è caratterizzata da chiazze ben delimitate nelle quali si evidenziano eritemi, iperheratosi cicatriziale follicolare, desquamazione, telean-gecta-sie e atrofia. La causa è probabilmente di tipo autoimmune, per sviluppo di un clone di linfociti produttore di anticorpi. L’esposizione alla luce solare di solito precede la comparsa delle lesioni: il 50% dei pazienti ha una storia di fotosensibilità. Colpisce preferibilmente le donne attorno ai 30 anni di età. Le lesioni inizialmente si presentano come chiazze eritematose, rotonde, desquamanti, di 5-10 mm di diametro, con ipercheratosi follicolare. Si manifestano al volto (dorso del naso) per poi estendersi simmetricamente verso le guance, le regioni preoculari costituendo spesso una chiazza paragonata ad una farfalla ad ali spiegate. Le lesioni possono essere generalizzate alla parte superiore del tronco ed alla superficie estensoria delle estremità. Le lesioni non trattate del LED si estendono con gradualità, perifericamente, mentre la zona centrale si atrofizza. Le cicatrici che residuano non sono contrattili. La alopecia del cuoio capelluto può essere permanente. Comuni sono le manifestazioni sistemiche (leucopenia, astrologia). Circa il 10% delle pazienti sviluppa una forma sistemica (LES).

INTERTRIGINE
Indica una dermatosi infiammatoria conseguente allo sfregamento reciproco di due superfici cutanee contigue. Si può manifestare sia nelle grandi pieghe (ascelle, inguine, pieghe sottomammarie) sia nelle piccole (commessure interdigitali dei piedi). Fattori fisici, come l’obesità, il sudore, il ristagno di escrezioni possono facilitare l’instaurarsi della dermatite.
Inizialmente si ha eritema, lieve prurito, bruciore. In un secondo tempo si instaura un’infezione secondaria che perpetua la forma come dermatite infettiva. I microrganismi più frequentemente coinvolti sono gli stafilococchi, gli streptococchi e batteri Gram negativi. Quando si determina la sovrapposizione di miceti, evenienza molto frequente, si costituisce il cosiddetto complesso delle pieghe.

TERMINOLOGIA DESCRITTIVA DI USO CORRENTE - LESIONI

Distinguiamo diversi tipi di lesioni, che rappresentano l’alfabeto dermatologico indispensabile per riconoscere e diagnosticare una malattia cutanea:
LESIONI PRIMITIVE
Compaiono come manifestazioni iniziali di una determinata dermatosi conferendole caratteristiche ben definite.
LESIONI SECONDARIE
Costituiscono una evoluzione delle lesioni primitive (ad esempio una vescicola, lesione primitiva che si rompe dando luogo alla formazione di una crosta, lesione secondaria)
LESIONI PRIMITIVO-SECONDARIE
Lesioni che possono insorgere sia come lesioni primitive che come lesioni secondarie ad altri elementi.
LESIONI PATOGNOMONICHE  
(cunicolo e scutulo) lesioni specifiche della scabbia e della tigna favosa, e pertanto non comuni ad altre dermatosi.

LESIONI ELEMENTARI PRIMITIVE
Eritema Arrossamento cutaneo a carattere transitorio dovuto a dilatazione dei vasi dermici.
L’eritema attivo, da dilatazione dei piccoli vasi arteriosi, presenta un colorito rosso vivace, mentre l’eritema passivo, manifestazione locale di una stasi venosa, ha un colorito rosso-violaceo.

Ponfo Rilevatezza solida della cute, caratteristicamente fugace e di solito pruriginosa, è provocata dalla rapida formazione di un edema circoscritto del derma. Rappresenta la lesione caratteristica dell’orticaria.

Vescicola Piccolo rilievo della superficie cutanea costituito da una cavità a contenuto liquido. Di forma e grandezza variabile, le vescicole possono avere sede sottocutanea, intraepidermica e sottoepidermica.

Bolla Rilevatezza circoscritta costituita da una cavità a contenuto liquido, ma di dimensioni superiori alla vescicola. A seconda della sede può essere: sottocornea (impetigine), intraepidermica (eczema, herpes, pemfigo volgare), sottoepidermica (dermatite erpetiforme).

Papula Piccolo rilievo solido della cute di piccole dimensioni, nettamente circoscritta di grandezza variabile (da 1 a 5 mm), regredisce senza lasciare esiti cicatriziali. A seconda della localizzazione, la papula può essere epidermica (verruca piana), dermo-epidermica (lichen ruber planus), dermica (sifilide secondaria).

Nodulo, nodosità, gomma Il nodulo è una lesione solida circoscritta di consistenza compatta, a sede dermica, ad esito per lo più cicatriziale. I noduli a sede dermo-ipodermica vengono definiti nodosità (eritema nodoso). Vengono definite gomme le nodosità a sede ipodermica (tbc, sifilide).

LESIONI ELEMENTARI SECONDARIE
Crosta Si forma per concrezione di siero, pus o sangue che si essicca sulla superficie cutanea; è formata da uno stroma di fibrina che contiene detriti cellulari, emazie e leucociti. Quando nella costituzione della crosta entrano numerose cellule cornee si parla di squamo-crosta.

Ragade o fessura Soluzione di continuo lineare dell’epidermide o del derma. Si osserva frequentemente agli angoli della bocca, capezzolo, regioni palmo-plantari e dell’ano.

Erosione o abrasione Perdita di sostanza superficiale secondaria a vescicole, bolle e pustole. Le erosioni che conseguono a traumatismi o a grattamento vengono definite escoriazioni.

Ulcerazione Perdita circoscritta di sostanza che interessa il derma e talora l’ipoderma, con scarsa tendenza alla regressione spontanea e che regredisce sempre con una lesione cicatriziale.
Deve essere distinta dalla piaga che è una soluzione di continuo di origine traumatica con tendenza alla riparazione spontanea.

Cicatrice Lesione dovuta alla riparazione di una soluzione di continuo che abbia interessato il derma o l’ipoderma. E’ costituita da tessuto connettivo sclerotico.  




LESIONI ELEMENTARI PRIMITIVO-SECONDARIE Pustola Piccola raccolta di essudato purulento a sede sottocornea (impetigine), intradermica  (vaiolo), sottoepidermica (ascessi miliari).

Squama Aggregato di lamelle cornee che si distaccano dalla cute in modo clinicamente apprezzabile (psoriasi).

Macchia o macula Modificazione del normale colorito della pelle dovuta ad una alterata distribuzione del pigmento melaninico. Può essere di colore bruno (pigmentazione), bianco (acromia), rosso bluastro (macchia emorragica).

Atrofia Assottigliamento dell’epidermide e/o del derma per riduzione del numero e del volume dei rispettivi elementi costitutivi.

Lichenificazione Ispessimento della cute con accentuazione dei normali solchi e rilievi cutanei. ne deriva la formazione di una chiazza con aspetto a mosaico.

Vegetazione E’ un’escrescenza della pelle e delle mucose di varia forma o grandezza.

Sclerosi Aumento di consistenza della cute per cui la pelle diviene dura, aderente ai piani profondi ed arida per atrofia delle ghiandole sebacee e sudorali.

Cheratosi Ispessimento più o meno notevole dello strato corneo.


LESIONI ELEMENTARI PATOGNOMONICHE
Cunicolo della scabbia   Piccola rilevatezza della superficie cutanea, di colorito giallastro, rappresenta il ricettacolo dell’acaro.



Scutulo della tigna favosa Formazione di colorito giallo zolfo, incassata nella pelle, costituita da una ammasso di miceti. Determina una alopecia cicatriziale definitiva.


CELLULITE

Il termine corretto è liposclerosi o panniculopatia.
Questo problema estetico colpisce circa l’80-95% delle donne e si manifesta generalmente dopo la pubertà.
Molte sono le cause che la determinano e/o la favoriscono.
Un aumento della permeabilità capillare molte volte accompagnato da una diminuzione del potere di drenaggio dei vasi linfatici porta ad un AUMENTO DEL LIQUIDO INTERSTIZIALE, questo è il primo momento di formazione dell’edema.
1. Un aumento della pressione capillare, la quale, durante la dinamica dello scambio dei liquidi, produce un accumulo di questi negli spazi interstiziali.
2. Una diminuzione delle proteine plasmatiche, che la pressione capillare cerca di compensare agevolando la tendenza del liquido ad uscire dai capillari e penetrare negli spazi dei tessuti.
3. Una ostruzione linfatica, la quale produrrà un accumulo di liquido negli spazi interstiziali.
4. Un aumento di permeabilità della membrana capillare, che agevolerà enormemente l'uscita di liquido verso gli spazi dei tessuti.
L'alterazione del sistema circolatorio influisce anche sul normale funzionamento degli adipociti, che sintetizzano maggiori quantità di trigliceridi: questi si accumulano nella cellula aumentandone la dimensione.

ARTERIOSCLEROSI
è “l’indurimento“ fisiologico delle arterie legato al loro invecchiamento

Aterosclerosi è “l’indurimento” delle arterie legato alla formazione degli ateromi
L’aterosclerosi è un processo  evolutivo che colpisce un numero sempre maggiore di persone ed in età sempre più giovane.
Disturbi circolatori cerebrali e periferici sono la conseguenza fisiopatologica di un processo organico vasale in evoluzione peggiorativa.
Non si può accettare di affrontare soltanto le manifestazioni sintomatiche da ischemia in vari distretti organici: cuore, cervello, rene, arti inferiori.
Si deve arrestare il divenire patologico del processo morboso bloccandolo ove è iniziato ed impedendone l’inizio nei punti indenni.

Morbo di Buerger (claudicatio intermittens): malattia denominata anche endoarterite obliterante o trombo-angioite obliterante.
Endoarterite significa che nella superficie interna di un’arteria è insorto un processo infiammatorio: questo ha come conseguenza la formazione di un trombo o coagulo sanguigno, il quale finisce per occludere l’arteria. Una delle caratteristiche del morbo di B. è che sono colpite le arterie degli arti, in modo particolare quelle degli arti inferiori. Gli elementi caratteristici del morbo sono praticamente due: l’occlusione trombotica di un’arteria alterata ed, il susseguente spasmo riflesso di quelle vicine, che pure sono anatomicamente integre. I primi sintomi consistono in una sensazione di punture di spillo, oppure di caldo e di freddo. Sarebbe molto importante che fin da questo momento il paziente si recasse subito da medico, poiché il successo delle cure è in ragione proporzionale alla precocità del loro inizio. In uno stadio successivo compaiono i dolori, che insorgono specialmente dopo che si è camminato per un certo tempo, e che costringono il malato a fermarsi. Questo è il sintomo cosiddetto della claudicazione intermittente. Col progredire dei disturbi diminuisce la distanza che si può percorrere senza che insorga il dolore. E’ anche tipico un dolore che si avverte durante il riposo, sordo, simile a un bruciore mordente e penetrante. Naturalmente, progredendo l’evoluzione della forma morbosa, l’esito è quello che consegue inevitabilmente alla mancanza della nutrizione sanguigna: la morte dei tessuti, vale a  dire la necrosi e la gangrena, che possono rendere necessaria l’amputazione dell’arto.
La prima constatazione è che il morbo di B. è un’endoarterite giovanile, e perciò si distingue da quella senile o arteriosclerotica (trombo-arterite obliterante senile), dovuta ai comuni processi sclerotici delle arterie. Infatti il morbo di B. predomina tra i 20 e i 45 anni, ed è quasi ignoto dopo i 55 e prima dei 15. In secondo luogo esso è quasi esclusivamente maschile (95% dei casi). Ciò induce a pensare che qualche alterazione nelle secrezioni ormoniche delle ghiandole maschili produca una particolare suscettibilità, cioè una predisposizione delle arterie a risentire le offese di alcuni fattori nocivi.
A proposito di questi fattori sembra che il freddo ed i traumi possano avere una certa importanza, ma il maggiore indiziato è il tabacco.
La terapia deve essere fatta in dipendenza dello stato della malattia: è evidente che nello stato finale si devono somministrare farmaci che hanno la proprietà di dilatare le arterie, come l’acetilcolina, la papaverina, l’acido nicotinico, mentre nella fase iniziale o centrale prodotti con azione anti-infiammatoria sulle arterie sono molto utili e comunque oltre a controllare la sintomatologia, anche se lieve, comunque fastidiosa, rallentano il processo evolutivo.



Morbo di Raynaud.
Si tratta di un disturbo della circolazione nelle arterie periferiche, cioè nelle arterie che portano il sangue agli arti. Consiste in crisi di spasmo delle arterie delle dita della mano, più raramente del piede, simmetriche. Di preferenza è colpito il sesso femminile. Le arterie non presentano lesioni evidenti: è alterato invece il sistema nervoso che regola il calibro di esse. Le arterie infatti possono dilatarsi o restringersi in base a stimoli provenienti dal sistema nervoso vegetativo le cui fibre decorrono nella parete delle arterie. Un aumento dell’eccitabilità di tali nervi ha come conseguenza uno spasmo, anzi ripetuti spasmi, che costituiscono appunto la caratteristica della malattia. Lo spasmo arterioso ha inizio generalmente in occasione di un contatto delle mani con l’acqua fredda, e a partire da quel  momento il freddo produrrà regolarmente il medesimo effetto. Le dita, come conseguenza diventano alabastrine, fredde e insensibili.
Ma allo spasmo e al senso di freddo segue poi bruscamente un riscaldamento intenso accompagnato da un dolore vivo bruciante e da una colorazione cianotica della pelle, in quanto alla contrazione delle arterie succede una reazione opposta, dilatatrice. Ben presto le crisi vengono scatenate, oltre che dal freddo, da influenze psichiche, da emozioni: esse si ripetono ad ogni occasione e si estendono a tutte le dite, rispettando in genere il pollice. Il susseguirsi di questi episodi porta a alterazioni della pelle, dal semplice indurimento di essa fino alla comparsa di piccoli ascessi e perfino alla gangrena. Di fronte a forme leggere della malattia in cui le crisi sono brevi, saranno sufficienti le precauzioni intese a preservare le estremità dai bruschi raffreddamenti e può anche essere indicato un prodotto che protegga l’arteria sottoposta a continui e frequenti spasmi. Qualora la malattia assuma un quadro clinico più grave sarà necessario ricorrere agli ormoni estrogeni che hanno un’azione dilatatrice delle arterie e risolvente degli spasmi. Altri farmaci utili sono quelli utilizzati per il controllo della pressione arteriosa.

ACNE
Con la dizione acne volgare: si intende un'affezione molto frequente, caratterizzata dall'ipertrofia delle ghiandole sebacee, complicata da follicolite generata da un bacillo Gram (+) avente forti proprietà sterasiche, con conseguente liberazione di notevoli quantità di acidi grassi irritanti a livello del follicolo pilo-sebaceo.

Candidiasi: patologia sostenuta da lieviti, fra i quali il più noto è la Candida albicans.
Ricordiamo fra le più comuni il mughetto, ascessi, eruzioni cutanee, infiammazioni degli organi genitali femminili, disturbi intestinali, disturbi di deglutizione, alterazioni delle unghie etc.

Epidermofizia: malattia della pelle causata da funghi.
In corrispondenza delle regioni inguinali si formano larghe chiazze simmetriche di colore roseo o rossastro, leggermente desquamanti, con margini delimitati. Le chiazze hanno tendenza ad estendersi. In genere si ha prurito, talvolta fortissimo.

Eritrasma: malattia della pelle dovuta ad un particolare fungo.
I sintomi sono delle macchie tondeggianti a contorni netti, di colore rosso brunastro più o meno intenso, localizzate alle regioni inguinali e alle ascelle.

Impetigine: malattia della pelle appartenente al gruppo delle piodermiti. E' dovuta a batteri, in particolare stafilococchi e streptococchi.
Si formano vescicole o bolle contenenti siero-pus giallognolo, coperte da una cupola molto sottile e fragile che presto si rompe lasciando a nudo una superficie erosa, umida, o croste di colore giallo-ambra.
L'affezione in genere assai pruriginosa, predilige i bambini e si manifesta quasi esclusivamente sulle parti scoperte, soprattutto sul viso; frequenti sono anche le complicazioni a carico delle unghie, che sono di  difficile cura, e che possono permanere a lungo  per l'andamento dei microbi sotto l'unghia. Si tratta di una malattia molto contagiosa, attraverso contatti diretti o anche per mezzo di veicoli di trasmissione.
Infezioni batteriche: si tratta di infezioni sostenute da batteri, sia essi bacilli che cocchi.
Piaghe da decubito: si formano in seguito ad una prolungata compressione delle parti molli da parte del piano del letto o d'un piano resistente come, per esempio, un bendaggio gessato.
Sono facilmente soggette ad infezioni o reinfezioni.

Pityriasis versicolor: malattia della pelle dovuta ad un fungo microscopico (Pityrosporum ovale).
I sintomi consistono in macchie rotondeggianti, di colore caffelatte o brunastro, di varia grandezza, facilmente confluenti in chiazze di grandi dimensioni, talvolta estese anche a tutta una regione.
La pelle corrispondente è secca, leggermente desquamata, finemente pieghettata. L'affezione predilige il petto, la schiena, le braccia, ma può estendersi anche in altre regioni compreso il viso; risparmia le mani ed i piedi; non provoca prurito né altri disturbi.

Pityrosporum ovale (o orbicularis): è l'agente eziologico della Pitiriasi. Si tratta di un fungo molto resistente la cui possibilità di originare reinfezione è notevole.

Tinea corporis: malattia della pelle localizzata in varie parti del corpo, causata da funghi.

Tinea cruris: malattia della pelle localizzata a livello delle pieghe e causata da funghi.

Tinea pedis: malattia della pelle, localizzata ai piedi, causata da funghi.
In particolare la malattia si localizza in mezzo alle dita dei piedi, ove i funghi possono attecchire con facilità favoriti dalla macerazione della pelle dovuta al sudore e all'umidità.

Ulcere varicose: le varici sono dilatazioni delle vene la cui parete rimane alterata. In sostanza tutto il sangue venoso delle estremità inferiori, deve salire fino al cuore, compiendo un percorso in senso contrario alla forza di gravità. Questo percorso è agevolato da certe disposizioni anatomiche e fisiologiche ma ciò non toglie che esso sia lungo, e che la colonna liquida sia pesante, specialmente nelle persone che stanno in piedi per la maggior parte della giornata.
Le varici possono con una certa facilità ulcerarsi e le ulcere sono soggette a infettarsi e a reinfettarsi.

Ustioni: sono lesioni dovute all'azione del calore e possono essere di diverso grado in relazione alla loro gravità. Le infezioni fanno parte di un corredo routinario delle ustioni.
  


Scheda prodotto

[Formato PDF]
Scarica Adobe Reader®
 
 
Cerca >> 
Dove trovare i nostri prodotti
Iscriviti alla mailing list
Aggiungi GD ai tuoi preferiti
Ricerca informatori
Contattaci
 

 Il Licopene: l'antitodo contro il tempo che passa

vedi archivio 
 

 Menopausa e qualità di vita

vedi archivio 
 

Home page | Azienda | Focus On | L'intervista | Links utili | Area Informatori
Dove trovare i nostri prodotti | Iscriviti alla Mailing list | Ricerca informatori | Contattaci
Agedin | Angioton | Aptodin Plus | Artedin | Assist
Cutil Linea Viso e Capelli | Eutrodin Crema | Flavoton | Glucodin Crema | Isoderma
Lipoman Crema | Nevoxil bustine monodose | Omegadin Plus | Pentadin | Tannidin Plus
Tannisol |
sito realizzato da openroma.it