Le dermatiti che si contraggono in ambiente sportivo possono essere varie e numerose ma esse trovano un minimo comune denominatore nell’ambiente caldo umido che si viene a formare sulla pelle del paziente. Infatti mentre è immediato il rapporto tra questo concetto di ambiente ed il permanere di un individuo in una piscina o in un bagno turco, va forse chiarito che l’esecuzione di uno sforzo come quello richiesto da una prestazione sportiva anche moderata produce una sudorazione la quale, anche in ambiente altrimenti secco, crea a contatto della cute un microambiente umido e caldo (temperatura della pelle ed eventuale calore metabolico) che è l’ideale per la crescita di qualsiasi microrganismo.

L’acqua permette infatti la messa in soluzione delle sostanze nutritive necessarie per il metabolismo dei microrganismi. La macerazione indotta dal sudore presente sulla pelle porta inoltre ad un innalzamento del pH dai valori normali (pH 4,5 – 5,5) a valori prossimi alla neutralità che sono quelli, guarda caso, più favorevoli alla crescita dei germi.
Le patologie che più frequentemente sono in causa in questo tipo di dermatiti sono le infezioni da miceti e quelle da batteri.
Le micosi sono malattie parassitarie causate da funghi (miceti), organismi aerobi che crescono più rigogliosamente a 25° – 35°C ed a pH neutro. I lieviti e i dermatofiti sono i principali responsabili delle micosi superficiali. La pityriasis versicolor e la candidosi sono patologie da lieviti; le “tigne” sono patologie da dermatofiti.
La pityriasis versicolor è tra le più comuni micosi degli sportivi (e non).
Costituita classicamente da macchiette lenticolari (di colore caffèlatte d’inverno e più chiare della pelle normale dopo l’abbronzatura estiva) localizzate sulla parte alta del tronco, essa è dovuta alla virulentazione di un micete (Pitirosporum orbicularis) che è favorito dalla presenza di sebo e dall’umidità ambientale. Pertanto essa è particolarmente comune tra i giovani adulti, soprattutto se praticano sport in ambiente chiuso (palestre).
Di facilissima recidiva, questa micosi dà per fortuna un fastidio assai limitato, anche se psicologicamente può essere mal tollerata.
Le candidosi sono invece comuni nelle sedi di piega dove la pelle rimane spesso all’umido e permanentemente al buio. Le regioni interdigitali (il famoso “piede d’atleta”), le regioni ascellari ed inguinali (nelle donne “prosperose” anche la regione sottomammaria) sono le zone preferite. Quando la candida attacca, la pelle diviene rossa e punteggiata da minuscole pustolette periferiche e poi comincia a desquamare in piccoli lembi ad iniziare dal margine della lesione. A differenza della pityriasis versicolor, le candidosi sono abbastanza fastidiose e, se ragadizzate, anche dolorose.
Le dermatofizie o tigne sono le malattie parassitarie causate da miceti che presentano un particolare trofismo per le strutture cheratiniche. Sono però obbligati a parassitare cellule inattive perché solo in queste non trovano fattori che ostacolano il loro sviluppo (cheratinofilia e necrofilia).
Evidentemente l’infezione fungina di cute, peli e unghie può persistere solo se il fungo cresce nella cheratina più velocemente di quanto questa non venga eliminata.
La trasmissione delle tigne è solitamente indiretta ed avviene tramite contatto del paziente con peli o squame che vengono rilasciate da altri pazienti o animali infetti.
I dermatofiti hanno la capacità di rimanere viventi e potenzialmente patogeni per molti mesi nell’ambiente sotto forma di spore che sono in grado di aderire alla cute, germinare e invadere lo strato corneo. Ad esempio i dermatofiti sono facilmente isolabili da pavimenti di docce e spogliatoi.
Le infezioni da batteri o piodermiti più comuni negli sportivi sono l’intertrigine, le follicoliti ed i foruncoli ma certamente anche l’impetigine prospera in ambiente caldo-umido.
L’intertrigine si manifesta alle grandi pieghe sotto forma di erosioni e ragadi su fondo eritematoso e desquamazione umida sui bordi. La frizione di opposte superfici cutanee, il contatto con gli escreti facilitano l’azione dei microbi responsabili, soprattutto Staphilococcus aureus (ma anche Candida albicans).
Le follicoliti sono più spesso follicoliti da piscina, cioè piodermiti causate in genere da Pseudomonas aeruginosa, frequenti soprattutto negli adolescenti. Insorgono come elementi eritemato papulosi puntiformi, discreti, asintomatici nelle regioni coperte da indumenti dal costume da bagno, generalmente 1-2 giorni dopo l’esposizione.
Se la cute viene normalmente detersa e mantenuta asciutta le lesioni guariscono spontaneamente nel giro di 1-2 settimane nella maggior parte dei casi.
I foruncoli classici sono le infezioni dovute per lo più allo Staphilococcus aureus, quando l’infezione, dilagando oltre la parete del follicolo, si manifesta con un nodulo intensamente rosso e dolente con pustola o necrosi centrale (“cencio”), linfadenite reattiva ed eventuale febbre.
L’impetigine è l’infezione cutanea pediatrica più comune; assai rara in età adulta, è dovuta frequentemente allo stafilococco ma anche allo streptococco.
Inizia, con bolle sierose a partenza da una ferita, anche minima, della cute o da un focolaio orifiziale (classico quello nasale). Tali bolle evolvono rapidamente in abrasioni e croste giallastre che assomigliano ad ustioni di sigaretta e si diffondono disordinatamente per autoinoculazione sotto forma di aree “spelate” o crostose.
L’impetigine si manifesta classicamente specialmente nella stagione caldo-umida ed è altamente contagiosa soprattutto nei bambini più piccoli. Se l’infezione dura a lungo ed è sostenuta da alcuni ceppi di streptococco si è a rischio di una glomerulonefrite poststreptococcica.
Indipendentemente dalla terapia dei singoli quadri che si avvale soprattutto di antimicotici e di antibiotici rispettivamente nelle micosi e nelle piodermiti, bisogna dire che la maggior parte delle patologie citate in questa breve rassegna è causata da microrganismi che vivono abitualmente o molto facilmente sulla nostra pelle. In questa situazione, com’è noto, le terapie “specifiche” sono relativamente poco efficaci e, in ogni caso, efficaci per un tempo limitato.
In tutte queste patologie il beneficio terapeutico si ottiene in maniera migliore eliminando le cause favorenti dell’infezione più che non impiegando, anche giudiziosamente il chemioterapico prescritto.
Bisogna anzi ricordare che l’utilizzo prolungato di un antibiotico e di un antimicotico porta, prima o poi, a forme di resistenza.
Più indicati, a questo scopo, sono quindi i disinfettanti topici quando proprio non si possono evitare il caldo e l’umidità legate alla pratica sportiva.

 

 

CONSIGLI PRATICI

 

PITYRIASIS VERSICOLOR

 

 

  • Evitare l’uso di indumenti di fibra sintetica o eccessivamente occlusivi in genere. 
  • Mantenere asciutte il più possibile le regioni interessate dalla micosi, utilizzando biancheria non eccessivamente aderente, evitando di sudare eccessivamente (o se ciò non fosse possibile, detergere il sudore subito o cambiare i capi di vestiario, ed eseguire attività sportiva a dorso nudo). 
  • Esporre la pelle quanto più possibile al sole: i raggi ultravioletti hanno un’azione disinfettante. 
  • Utilizzare biancheria personale, meglio se lavata con aggiunta di sostanze disinfettanti e senza ammorbidenti. 

 

PIEDE D’ATLETA

 

  • Evitare l’uso di calzature di gomma o di scarpe che comunque non favoriscano la traspirazione (se ciò non fosse possibile, cambiare i calzini almeno 2 volte al giorno, utilizzare polveri aspersorie nelle calzature o tamponi di ovatta tra le dita). 
  • Evitare lavaggi (pediluvi) troppo frequenti o detergenti eccessivamente aggressivi. 
  • Asciugare bene i piedi, specie tra gli spazi interdigitali, dopo il lavaggio quotidiano, avendo l’accortezza di rimuovere eventuali scorie di cute macerata. 
  • Utilizzare sempre ciabatte o zoccoli, asciugamani personali nel caso di frequentazione di ambienti collettivi. 
  • Evitare di scambiare la biancheria (calzini, spugne ecc.) e le calzature con gli altri familiari. 

TIGNE

 

  • Evitare di camminare a piedi nudi su pavimenti di docce e spogliatoi. 
  • Non accarezzare o prendere in braccio animali, soprattutto gattini e soprattutto se sono randagi. 

INTERTRIGINE

 

  • Tenere asciutte le pieghe e soprattutto non lasciarle a lungo bagnate di sudore. 
  • Utilizzare tessuti naturali vegetali (cotone, lino, juta) per vestirsi. 
  • Utilizzare sedili traspiranti sia nel lavoro sia in auto. 
  • Asciugare bene senza sfregare la cute ma tamponando con un asciugamano di cotone o di lino. 
  • Eventualmente asciugare le pieghe con il phon (non caldo!). 

FOLLICOLITI E FORUNCOLI

 

  • Se possibile nuotate in acqua marina. I sali in essa disciolti hanno un’azione antisettica molto più attiva del cloro sciolto in piscina. 
  • Dopo una permanenza in piscina (ma anche in mare) fate subito una doccia e cambiate il costume da bagno con uno asciutto. 
  • Mentre nuotate, l’indossare un costume in fibra sintetica o naturale non fa molte differenza. Se invece prendete il sole in costume, è meglio che esso sia di cotone. 
  • Utilizzare indumenti di cotone non troppo attillati (evitare jeans stretti o body aderenti), che lascino traspirare e che siano facilmente lavabili. 
  • Evitare di scambiare biancheria o altri capi di vestiario. 
  • Evitare docce o bagni con idromassaggio (se si fosse in possesso di tali dispositivi, procedere alla bonifica con disinfettanti dei bocchettoni). 
  • Evitare lavaggi o massaggi con preparazioni grasse od occlusive od ancora oleose. 
  • Per lavarvi, non usate nessun tipo di spugna (né naturale né sintetica). 
Da “Aria Ambiente & Salute” Anno IV N. 4