Per orientarsi sulla scelta del fattore di protezione ….

il primo dato da considerare è il fototipo: più il fototipo è chiaro, più alto deve essere l’indice di protezione.

Secondariamente la latitudine e l’altitudine del luogo di esposizione. Più si è vicini all’equatore o alti sopra il livello del mare, più alto deve essere l’indice di protezione. Al mare, il riverbero della luce sull’acqua o sulla sabbia che si comporta come degli specchi, viene amplificato. In montagna, dove l’area è più rarefatta, i microcristalli dei nevai o dei ghiacciai riflettono una maggior quantità di luce. In città l’intensità del sole è certamente minore e viene meno l’effetto riverbero , ma esporsi sul terrazzo per tempi prolungati o fare sport all’aria aperta (footing, jogging …) fanno correre comunque grossi rischi alla cute.

In terzo luogo deve essere applicato un quantitativo di prodotto sufficiente per conseguire l’efficacia indicata.

 

Per preparare la pelle in previsione di esporla al sole:

prima ancora di partire per le vacanze si può aiutare la pelle all’esposizione assumendo quotidianamente sostanze come Licopene, Astaxantina, Aloe vera, Vitamina E e Selenio; si possono proteggere gli occhi con la Luteina e la Zeaxantina.

Sostanze che svolgono azione di filtro naturale ai raggi UVA/UVB con apporto di proprietà idratanti, antiossidante, di contrasto dei radicali liberi, di prevenzione dell’invecchiamento cellulare; sostanze che permettono un’abbronzatura intensa e duratura ovviando lo stato di rossore e prevenendo la comparsa di eritemi solari, e che troviamo nel TANNIDIN PLUS capsule.

 

Per “vedere” la differenza tra i raggi UVA e UVB:

la sensibilità dell’occhio ha come limite una ben determinata lunghezza d’onda: il cosiddetto “VISIBILE”.

Contigue a questa zona ci sono quella dell’INFRAROSSO( IR) e quella dell’ULTRAVIOLETTO (UV).

Nell’ambito della zona UV distinguiamo tre differenti sezioni:

  • UVA, da 320 a 400 micron e comprendono gli ultravioletti solari;
  • UVB, da 290 a 320 micron, con alto potere eritematogeno;
  • UVC, che non raggiungono la terra.
  • I primi attivano la melaninogenesi, mentre i secondi, eritematogeni, attivano la serotonina. Ambedue, sinergizzano nel processo l’eritema.