Dott. Luciano Mavilia
U.O.C. di Dermatologia Nuovo Ospedale Cutroni Zodda

La terapia fotodinamica rappresenta oggi una valida modalità terapeutica, non invasiva, alternativa alla chirurgia tradizionale per il trattamento di alcuni tipi di tumori cutanei, specialmente se multipli o localizzati in aree cutanee “difficili”, cioè dove le terapie tradizionali possono dar esiti esteticamente poco accettati dal paziente.

Di recente, sta trovando anche indicazione in patologie a carattere non tumorale, come le ulcere cutanee, l’acne, per migliorare visibilmente i segni del fotoinvecchiamento e, per ultimo, per debellare patologie virali, queste ultime spesso a carattere recidivante, legate all’infezione del virus del papilloma umano (HPV) come verruche e condilomi.

 

Attualmente sono stati identificati oltre 50 tipi diversi di HPV. Alcuni di essi sono specificatamente associati a patologie dermatologiche clinicamente riconoscibili, come ad esempio il tipo 1 per le verruche plantari, il 2 per quelle volgari a mosaico della pianta dei piedi e per le volgari delle mani, il 3 per quelle piane, lesioni queste comunque tutte benigne che talora possono anche risolversi spontaneamente. Altri, però, come ad esempio il 16, 18, 31, 33, 35, 39, hanno un’alta correlazione con i carcinomi della cervice uterina per cui importante è conoscerli oltre che sapere come prevenirne l’infezione ed eliminarli.

 

Nella prevenzione entrano in gioco un recente vaccino, utile nella prepubertà, che ha un effetto protettivo contro alcuni tipi di HPV oltre che i rapporti sessuali protetti, visto che il virus si trasmette tra partners, spesso ignari dei segni e senza sintomi di malattia.

 

Il primo segno, tuttavia, della presenza del virus è la comparsa di condilomi dell’area genitale maschile, (piccole lesioni rilevate, singole, multiple o confluenti, di colorito grigiastro, roseo o brunastro), che induce alla ricerca di lesioni, spesso non visibili ad occhio nudo, anche nella partner a livello di vagina e cervice uterina, che richiedono, per una corretta identificazione, esami come il pap-test e la colposcopia, talora la biopsia o esami specifici con tecnica PCR (Polimerase Chain Reaction) per l’identificazione del tipo virale e quindi per differenziare virus “benigni” da quelli potenzialmente “oncogeni”, cioè altamente correlati a neoplasia.

 

A questo punto inizia la “battaglia” terapeutica, con presidi di natura chimica (per lo più acidi capaci di aggredire la lesione fino ad eliminarla e, dove possibile, l’imiquimod, farmaco topico che modula la risposta immunitaria locale cutanea contro il virus) o fisica (crioterapia, diatermocoagulazione, laser chirurgici oltre che interventi chirurgici veri e propri), battaglia che spesso è costellata da recidive (effetto ping-pong tra i partners) oltre che da comparsa di nuove lesioni per rapporti non protetti con partner clinicamente guariti ma nei quali rimane indovato, anche per anni, il virus.

 

Proprio qui scende in campo la terapia fotodinamica (PDT). Numerosi sono, a tal proposito, gli studi che confortano sull’efficacia di questa terapia, ancora in corso di approvazione, nella condilomatosi genitale e nella displasia della cervice uterina oltre che nell’eradicare definitivamente il virus, anche in quei pazienti positivi ma senza evidenze cliniche.

 

Il trattamento consiste nell’applicare una crema o un gel contenente una sostanza pro-fotosensibile che in maniera selettiva penetra nelle cellule infettate, si concentra trasformandosi in una molecola fotoattiva. Successivamente, all’applicazione di una sorgente luminosa tramite piccole sonde endo-vaginali che abbia una lunghezza d’onda specifica per quella sostanza, si mette in atto la distruzione delle cellule malate. Il trattamento è per lo più ambulatoriale cioè non necessita di ricovero e nella maggior parte dei casi neanche di anestesia, necessita, talora, di più sedute fino alla completa risoluzione della malattia, con esami per la ricerca del virus finalmente negativi.

 

Concludendo, sperando che sia anche questa una nuova conquista scientifica del nuovo millennio, che la sfida abbia inizio!

 

BIBLIOGRAFIA

  • Cappugi P, Rossi R, Mavilia L, Campolmi P. Terapia fotodinamica nella pratica clinica. Manuale pratico e testo-atlante dermatologico. 2004 Firenze SEE.
  • Mavilia L, et al. Photodynamic therapy of acne using methyl aminolevulinate diluited to 4% together with low doses of red light. In press Br J Dermatol 2007.
  • Mavilia L, et al. Terapia Fotodinamica: patologia “off label”. VII Congresso Nazionale ADI. Acireale 8-11 Maggio 2008.
  • Fehr MK, ey al. Photodynamic therapy of vulvar and vaginal condyloma and intraepithelial neoplasia using topically applied 5-aminolevulinic acid. Lasers Surg Med. 2002;30(4):273-9.
  • Hillemanns P, et al. Evaluation of different treatment modalities for vulvar intraepithelial neoplasia (VIN): CO(2) laser vaporization, photodynamic therapy, excision and vulvectomy. Gynecol Oncol. 2006 Feb;100(2):271-5.
  • Godwin Bwire Ekonjo, et al. In vivo application of 5-aminolevulinic acid in the treatment of papillomavirus infection in women with cervical lesions after detection and genotyping using pcr technique. The Internet Journal of Gynecology and Obstetrics. 2006; Volume 6, Number 1.

[/vc_column_text][/vc_column]

9_-_Terapia_Fotodinamica

Dott. Luciano Mavilia
U.O.C. di Dermatologia
Nuovo Ospedale Cutroni Zodda (Dir.Dott. G. Santoro)
Barcellona P.G. (ME).

[/vc_row]