Un recente studio scientifico confermerebbe l’utilità di una combinazione di minerali e antiossidanti per rallentare l’invecchiamento dell’epidermide.

Presenti in molti alimenti, gli antiossidanti sono fondamentali per il benessere della pelle.
Fra questi ricordiamo la vitamina E, un importante antiossidante che contribuisce al mantenimento dell’integrità cellulare. In natura è presente in grandi quantità soprattutto in frutti oleosi, come le olive, le germe di grano e i semi.

 

Lo zinco, invece, contenuto nella carne bovina, ovina, suina, nelle ostriche, nei funghi, nel cacao, nelle noci e nel tuorlo d’uovo, è fondamentale per la riparazione dei tessuti.

 

Altra sostanza benefica per la pelle è il coenzima Q10, molecola organica presente nei sistemi biologici e importantissima nella produzione e nel trasporto di energia tra le cellule, che si caratterizza per una forte azione antiossidante e di protezione dai radicali liberi, azione che viene amplificata se assunto insieme alla vitamina E.

 

Grazie alla sua azione contro i radicali liberi che attaccano il collagene, contribuisce anche al mantenimento dell’elasticità della pelle. È presente nella soia, nei cereali, nelle noci, nei vegetali, nel pesce, negli olii vegetali e nelle germe di grano.

 

Uno studio pubblicato sull’International Journal of Cosmetics Science conferma che l’assunzione regolare di un mix di antiossidanti e minerali svolge un ruolo positivo nella conservazione e nel miglioramento della pelle.

 

Lo studio ha coinvolto 60 donne per 12 settimane, dividendole casualmente in due gruppi: al primo veniva somministrato, una volta al giorno, un integratore a base di antiossidanti tra cui la vitamina E, lo zinco e il selenio, coenzima Q10 e glicosaminoglicani (molecole dello zucchero); al secondo un placebo.

 

Dopo le 12 settimane di assunzione, nel gruppo a cui era stato somministrato l’integratore, si riscontrava una significativa diminuzione della ruvidità della pelle e delle piccole rughe, mentre nel gruppo che aveva assunto il placebo non c’era stata alcuna variazione.

 

Secondo i ricercatori, all’inizio del trattamento, la profondità delle rughe e la ruvidità della pelle non erano molto diverse in entrambi i gruppi, ma alla fine delle 4 settimane le differenze erano evidenti.

 

I ricercatori hanno ipotizzato un ruolo positivo del coenzima Q10 nel contrastare il danno ossidativo, la degenerazione del DNA e la distruzione delle fibre di collagene.

 

Anche la vitamina E avrebbe aiutato a ridurre il degrado del collagene, mentre lo zinco e il selenio avrebbero supportato l’enzima antiossidante delle stesse cellule.

 

Infine, i livelli di glicosaminoglicani, molecole di grande importanza biologica in quanto trattengono l’acqua nei tessuti, ma che tendono a diminuire con l’età, venivano ripristinati con l’assunzione orale, aiutando così a migliorare l’aspetto della pelle.

 

 

 

Da italiasalute.it