Quello degli integratori alimentari è un universo sempre più popolato di nuovi prodotti e svariate combinazioni di elementi, formulati in maniera mirata per le diverse possibili condizioni psicofisiche. 

La normativa vigente definisce gli integratori come “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico” con esplicito riferimento a vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale. Lo scopo degli integratori è quindi quello di sopperire a carenze alimentari legate a malnutrizione o a condizioni fisiopatologiche particolari.

MULTIVITAMINICI

Le vitamine hanno un ruolo fisiologico essenziale nel nostro organismo, perché permettono la corretta assimilazione delle sostanze introdotte con la dieta e la produzione di energia. Salvo rare eccezioni il corpo umano non è in grado di sintetizzarle e, se non assunte con una dieta bilanciata, il loro apporto deve essere supportato tramite gli integratori.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

In questi periodi della vita nella donna aumenta il fabbisogno di ferro, della vitamina D, del complesso delle vitamine B e di alcuni minerali, in particolare fluoro, iodio e zinco. L’apporto di acido folico, in virtù del suo ruolo nei processi di divisione cellulare, è indicato sin da prima del concepimento per supportare il normale sviluppo del tubo neurale del nascituro ed è fondamentale per i tessuti materni e fetali in accrescimento. Il ferro, che contribuisce alla formazione dei globuli rossi ed emoglobina e al trasporto dell’ossigeno nel sangue, è altresi molto importante, dal momento che in gravidanza il volume ematico aumenta del 40% e la richiesta di ferro può non essere del tutto soddisfabile esclusivamente attraverso l’alimentazione. La vitamina D e i minerali magnesio, manganese e zinco contribuiscono a mantenere una buona struttura ossea, mentre il fluoro è coinvolto nei processi di mineralizzazione dei denti. La mamma in dolce attesa dovrebbe inoltre incrementare l’apporto di DHA, acido grasso polinsaturo della serie Omega-3. Le fonti naturali di Omega-3, come l’olio di pesce, contengono DHA ed EPA in quantitativi simili, mentre in gravidanza le linee guida consigliano di assumere principalmente DHA, che costituiscono il 40% degli acidi grassi presenti nel cervello e più del 50% degli acidi grassi presenti nella retina e il cui corretto apporto contribuisce al normale sviluppo cerebrale e degli occhi nel feto e nei neonati allattati al seno.

BAMBINI E RAGAZZI

Obesità e sovrappeso derivano principalmente da abitudini e stili di vita non corretti già a partire dall’età infantile. Fornire un’alimentazione corretta e variata e impartire una corretta educazione alimentare fin dai primi anni di vita è pertanto una esigenza fondamentale. L’integrazione di vitamine D, K e del fluoro viene consigliata già dai primi mesi di vita. Per fasce di età superiori si può ricorrere ad una integrazione multivitaminica nei casi in cui l’alimentazione potrebbe non essere adeguata.

RISCHIO CARDIOVASCOLARE

Per i soggetti a rischio di patologie cardiovascolari o per coloro che già ne soffrono in maniera conclamata sono disponibili formulazioni mirate. In particolare, la vitamina B1 interviene nel metabolismo energetico in maniera ubiquitaria, quindi anche nel muscolo cardiaco favorendone la regolare funzionalità, mentre il magnesio è coinvolto nella trasmissione nervosa e nella contrazione muscolare, inclusa quella cardiaca. Numerosi studi hanno poi dimostrato come l’apporto integrativo di fitosteroli, sostanze vegetali strutturalmente simili al colesterolo e che competono con esso per l’assorbimento intestinale, aiuti a mantenere un salutare rapporto tra i livelli plasmatici di HDL e LDL.

MENOPAUSA

Il caso fisiologico degli estrogeni che si ha dopo la menopausa, oltre alle conseguenze più note sul metabolismo osseo, può provocare anche altri disturbi, come secchezza della cute e delle mucose, sbalzi di umore e irritabilità. A tale scopo le formulazioni studiate per integrare l’alimentazione delle donne in questa condizione fisiologica mirano a mantenere una buona struttura ossea, apportando calcio, vitamina D e K, garantire l’omeostasi della pelle e delle mucose, fornendo vitamina A, e a contribuire alla normale funzione psicologica grazie al magnesio. La vitamina B12 è generalmente presente in elevata quantità per far fronte alla diminuzione della sua assimilazione con la dieta, eventualità che si osserva di frequente con l’avanzare dell’età.

FERTILITA’

Diversi composti risultano untili per contrastare le possibili cause dell’infertilità maschile: l’apporto integrativo di L-carnitina, L-arginina e zinco facilita l’aumento del numero e della motilità spermatica; il coenzima Q10 è altresì utile per incrementare la conta degli spermatozoi; la vitamina E, così come la L-carnitina, favoriscono l’azione fecondante; l’apporto di vitamina C è in grado di potenziare a sua volta l’azione della vitamina E. L’assunzione di inositolo e acido folico in donne che soffrono di ovaio policistico (la causa più comune d’infertilità femminile legata all’assenza di ovulazione) favorisce la probabilità di rimanere incinta.

TONO DELL’UMORE

Esistono integratori mirati che possono aiutare nel miglioramento dell’umore e nel controllo delle sensazioni di ansia. E’ disponibile una formulazione a base di S-adenosil-L-metiotina, vitamina B12 e acido folico, sviluppata per mantenere un fisiologico tono dell’umore e favorire una sensazione di serenità. Contro l’ansia invece, esiste un integratore fitoterapico a base di teanina ottenuta dal the (molecola che, correlata al neurotrasmettitore inibitorio GABA, induce rilassamento e riduce i sintomi della sindrome premestruale), estratti di semi di giuggiolo (con proprietà distensive e rilassanti), fiori e foglie di biancospino (con attività ansiolitiche e antispasmodiche contro insonnia, nervosismo, stress e attacchi di panico), foglie di vischio (calmante e cardiotonico), passiflora e corteccia di magnolia (che hanno effetto calmante e contrastano gli stati depressivi, senza indurre cali di attenzione né spossatezza, sonnolenza, o assuefazione).

Estratto da Tema Farmacia