Quando arriva l’estate non c’è cosa più bella che stare al sole e sentirne i benefici, ma è fondamentale proteggersi.

Quando ci si espone alle radiazioni solari gli effetti di queste ultime sulla cute possono produrre risultati di varia natura: eritema acuto che compare solitamente dopo 20 minuti ed un eritema ad evoluzione cronicizzante, che porta all’invecchiamento precoce e ad altre manifestazioni secondarie, fino alla formazione di tumori.


Insieme a questi fenomeni si sviluppa un altro sistema di difesa della pelle, la ipercheratosi epidermica, ovvero un ispessimento della pelle, dovuto ad un accelerato ricambio cellulare da parte delle cellule che producono cheratina.

Inoltre si produce una sorta di filtro naturale, l’acido urocanico, sostanza veicolata tramite il sudore e capace di assorbire i raggi UVA.
Quindi una abbronzatura corretta, uniforme e diffusa si ottiene grazie a tre fenomeni: capacità di difendersi dall’azione infiammatoria esterna (talvolta manifestata dall’eritema solare), corretta dotazione melaninica, ipercheratosi pronta ed efficace.
Il problema principale delle radiazioni solari è la capacità che queste ultime hanno di raggiungere il DNA cellulare (il cuore di tutte le cellule): se la quantità di raggi è superiore alla propria tolleranza si può avere interruzione della doppia elica della struttura del DNA, con notevole quantità di lesioni, anche se il DNA ha una eccezionale capacità di autoripararsi.
In tal caso si ha una produzione elevatissima di radicali liberi, i quali liberano enzimi distruttivi detti idrolasi; con il passare degli anni i radicali liberi si accumulano e svolgono una potente azione ossidante, dannosa per quasi tutti i costituenti dell’organismo.
Tali radicali, danneggiando le funzioni cellulari, inducono la formazione precoce di rughe, perdita di elasticità, alterazioni della struttura e della pigmentazione cutanea, tumori.
Inoltre l’aggressione delle radiazioni solari si ripercuote sull’elastina e sulle fibre di collagene, la cute inizia ad ispessirsi dalla superficie in profondità (elastosi), compaiono rughe sempre più accentuate ed alterazioni di pigmentazione.
Per evitare l’elastosi è meglio evitare l’esposizione prolungata ed eccessiva, mentre è consigliabile l’impiego costante di filtri ad alto potere protettivo.
Nel mondo moderno la pelle abbronzata è spesso sinonimo di pelle sana, giovane e bella. Purtroppo l’esposizione eccessiva al sole, ripetuta per anni, lascia segni indelebili anche sulla pelle più perfetta.
Questo fenomeno è detto foto-aging: processo biologico attraverso il quale i raggi solari inducono un invecchiamento precoce e profondo della struttura cutanea.
Per tutti questi motivi, è fondamentale che l’organismo sia in salute e pronto ad affrontare il sole, perciò è utile assumere vitamine antiossidanti, acqua e seguire una corretta alimentazione.
Esistono dei meccanismi biologici naturali di difesa in grado di contrastare i danni indotti dai raggi UV, ma la capacità dell’organismo è limitata nel tempo.
E’ necessario quindi potenziare i sistemi antiossidanti naturali con trattamenti mirati, prima dell’esposizione solare, durante e dopo l’esposizione.
E’ importante esporsi al sole senza trucco, per evitare possibili allergie. Usare solo creme solari certificate con fattore di protezione adatto al proprio fototipo di pelle.
Per ottenere una bella abbronzatura e per ridurre al minimo i danni ad essa collegati è utile ricordare di:
  • evitare l’esposizione solare diretta per un periodo di tempo troppo lungo.
  • I raggi solari sono molti intensi dalle 12:00 alle 16:00, tentare di evitare il sole durante queste ore.
  • Usare una crema solare con schermo protettivo adatto al proprio fototipo, applicandola più volte durante le ore di esposizione solare.
  • Assumere degli integratori antiossidanti, contro i radicali liberi, e stimolanti la produzione di melanina.
  • Ci vogliono almeno tre giorni per ottenere un aumento di melanina nella pelle, la melanina protegge la pelle dall’azione negativa dei raggi solari ed è un potente antiossidante.