D.ssa Elisabetta Perosino
Dermatologo – Roma

La cellulite non è solo un inestetismo, bensì una patologia multifattoriale in cui squilibri ormonali, sedentarietà, alimentazione errata ed alterazioni vascolari e linfatiche provocano una sofferenza tissutale dermica ed ipodermica.

La PEFS o lipodistrofia ginoide, comunemente chiamata cellulite è una patologia multi fattoriale che presenta alterazioni dermiche, microcircolatorie e metaboliche adipocitarie combinate fra di loro con predominanza variabile di una componente rispetto all’altra. Da un punto di vista patofisiologico si riscontrano alterazioni metaboliche con iperplasia ed ipertrofia delle fibrille dermiche che si accumulano in sede pericapillare e periadipocitaria dando origine a micro e macronoduli.

Da un punto di vista istologico il primo stadio è caratterizzato da edema marcato con deformazione, rottura degli adipociti e fuoriuscita nella matrice di trigliceridi, con la progressione del quadro clinico aumenta la distrofia adipocitaria e l’ipertrofia fibrosa periadipocitaria con ipossia del tessuto e aumento della fibrillogenesi e progressiva formazione di noduli, sclerosi focale del collagene dermico ed atrofia annessiale. Cosi’ come abbiamo accennato alla multifattorialità della malattia l’approccio terapeutico deve essere complesso, dove la terapia multipla è sicuramente vincente sulla monoterapia.
Dallo stile di vita alle terapie strumentali o locali: tutto deve contribuire a contrastare le alterazioni circolatorie e linfatiche che a catena portano al peggioramento del quadro clinico.

Fra le terapie già da tempo validate: la pressoterapia, il linfodrenaggio, la carbossiterapia, terapia orale e topica drenante, la mesoterapia e la microterapia. Novità in campo terapeutico è l’utilizzo per via mesoterapica profonda della fosfatidilcolina :un fosfolipide presente in gran quantità nel nostro organismo, nelle membrane cellulari, nel plasma, nel fegato e nel tessuto nervoso.
Svolge diverse funzioni: nel tessuto nervoso è presente nelle membrane cellulari dei neuroni e partecipa alla formazione dell’acetilcolina, a livello epatico è importante nella trasformazione dei sali biliari, risultando utile nella prevenzione dei calcoli.
Nella bile svolge una azione emulsionante sui grassi della dieta.

La fosfatidilcolina a livello circolatorio emulsifica le placche ateromasiche e gli aggregati piastrinici svolgendo un’azione protettiva sulle arterie e sul cuore, viene inoltre utilizzata nelle terapie post-infarto e per la sua ipolipemizzante. Essa, infatti, è in grado di abbassare i livelli di colesterolo, LDL e trigliceridi.
(Atherosclerosis – 39[4]:527-42, 1981;Cardiovasc. Drug Ther – 9[6]:779-84, 1995)
Nel 2001 su Dermatologic Surgery la dermatologa brasiliana Patricia Rittes, pubblica il primo articolo sugli effetti lipolitici della fosfatidilcolina iniettata direttamente nei depositi adiposi sottopalpebrali.

Il razionale di impiego nella cellulite sta nella capacità di favorire la trasformazione dei trigliceridi in acidi grassi e glicerolo e favorisce il passaggio degli acidi grassi dall’adipocita all’esterno, favorendo il loro assorbimento nel sistema circolatorio, nel 1989 inoltre, BOBKOVA e al. hanno dimostrato che la fosfatidilcolina aumenta le proprieta’ recettoriali della membrana cellulare degli adipociti, aumentando la sensibilità all’insulina e provocando quindi una accelerazione della lipolisi. La sua azione consiste nello stimolare il metabolismo locale (i meccanismi di trasformazione dei grassi di deposito e il loro smaltimento) e favorisce un ridimensionamento progressivo delle cellule adipose, alterate e poco irrorate dal sangue che formano i cuscinetti di cellulite.

La lecilisi, proprio per la sua attività lipolitica, e’ un trattamento indicato quando la cellulite e’ caratterizzata da un “accumulo localizzato”. La tecnica utilizzata consiste nell’iniettare la fosfatidilcolina nel mesoderma, l’ago utilizzato e’ molto sottile e quindi non particolarmente doloroso. Durante le infiltrazioni si avverte un lieve bruciore, subito dopo sulla parte trattata compare un rossore diffuso, che scompare nel giro di mezz’ora. Sono previste sedute settimanali o bisettimanali a seconda dello stadio clinico, i risultati sono generalmente ben visibili già dalle prime sedute e come già detto dovrà essere valutata l’eventuale associazione con altre terapie compreso un regime alimentare adeguato.

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D.ssa Elisabetta Perosino
Dermatologo – Roma

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